Elezioni Comunali Roma 2021

INTERVISTA | Gilberto Trombetta, il candidato sindaco che vuole riconquistare Roma: “I sesterzi? Nessuna provocazione”

Giornalista, 44 anni è il candidato sindaco di Riconquistare l'Italia. Per il governo di Roma promette "più investimenti e lavoro", impianti di biometano per uscire dalla crisi dei rifiuti

Giornalista, 44 anni. Gilberto Trobetta è il candidato sindaco a Roma di Riconquistare l'Italia, "partito neosocialista e antieuropeista” che punta al Campidoglio e lo fa proponendo “assunzioni, investimenti” e addirittura “l’introduzione di una valuta locale, i sesterzi”. RomaToday ha incontrato Trombetta per saperne di più su programma, ambizioni future e visione della città.

Giornalista, 44 anni. Come nasce l'idea di candidarsi sindaco di Roma?

Siamo un partito nazionale nato 5 anni fa dopo un percorso associazionistico altrettanto lungo. Siamo popolari, democratici, neosocialisti e, quindi, antieuropeisti. Abbiamo già partecipato a diverse elezioni amministrative locali. Crediamo che la capacità di dare risposte ai bisogni dei cittadini dipenda anche dalla capacità di saper analizzare le cause dei problemi attuali che affliggono il Paese. Per Roma vale lo stesso discorso. Crediamo che le nostre proposte possano migliorare di molto lo stato disastroso in cui versa la città.

Lei scrive che "i romani meriterebbero un'amministrazione alla loro altezza". In che cosa hanno sbagliato le amministrazioni precedenti?

Nel non saper rispondere alle esigenze dei romani in termini di servizi e qualità della vita. Roma soffre di carenze croniche di investimenti infrastrutturali, di manutenzione e di organico nei servizi fondamentali. A parità di entrate, il contenimento dei costi imposto dal vincolo esterno europeo, come il patto di stabilità e crescita, si trasforma per forza in un taglio dei servizi. A scapito di occupazione e redditi.

Dei quattro maggiori competitor per il Campidoglio (Calenda, Gualtieri, Michetti e Raggi) quale si avvicina di più alla sua visione di città e perché? Con chi vorrebbe avviare un dialogo per realizzare i progetti del suo partito?

Con nessuno dei 4. Siamo alternativi alla loro visione politica. Sono infatti tutti, in maniera più o meno diversa e per loro stessa ammissione - o dei partiti di cui fanno parte - liberali e liberisti. Noi siamo (neo)socialisti. Siamo per il rispetto dei diritti sanciti dalla Costituzione del ’48 che mette al centro il lavoro, ossia la piena occupazione e salari dignitosi, e la sovranità popolare, e non la precarizzazione e lo sfruttamento del lavoro, lo smantellamento del pubblico e il decentramento del potere a entità sovranazionali.

Nel suo programma c'è un punto dedicato ad una delle grandi tematiche di Roma: quella dei rifiuti. La proposta è la costruzione di un impianto a biometano. E' dunque d'accordo sul fatto che Roma debba chiudere il ciclo dei rifiuti all'interno del proprio territorio senza pesare oltreconfini?

Incrementando la raccolta differenziata, potenziando i mezzi a disposizione di Ama e realizzando nuovi impianti di trattamento, come quello a biometano, crediamo sia possibile trovare soluzioni che possano chiudere il ciclo dei rifiuti all’interno dei confini di Roma. Attraverso la vendita dei prodotti dell’impianto a biometano, inoltre, sarebbe addirittura possibile trasformare quello che attualmente è un problema, in un ricavo per il Comune, da utilizzare per assunzioni e investimenti.

Sappiamo però che spesso Roma è stata ostaggio dei no e delle proteste dei territori. Come si convincono i cittadini di un quartiere, di un'area o di un quadrante ad accogliere un impianto per i rifiuti, che sia a biometano?

Abbiamo già fatto diversi incontri con i comitati che si occupano da anni del problema dello smaltimento dei rifiuti, come quello di Valle Galeria, e non abbiamo trovato “barricate”, ma cittadini che legittimamente chiedono risposte ai loro dubbi e spiegazioni chiare sui vari aspetti del progetto.Crediamo inoltre che l’amministrazione pubblica abbia il dovere di ricercare, valutare attentamente anche in collaborazione con le università ed eventualmente arrivare a testare sul campo sistemi di trattamento innovativi – brevettati o in fase di sviluppo - e che potrebbero migliorare di molto l’annoso problema dello smaltimento dei rifiuti. A livello nazionale, siamo per un forte incremento del finanziamento pubblico alla ricerca in tutti i settori.

In uno dei punti del suo programma c'è il netto rifiuto del PUMS - il Piano Urbano della Mobilità Sostenibile? Perchè questa idiosincrasia per questo strumento di programmazione che pure ha coinvolto tanti cittadini?

Non si tratta di un’idiosincrasia. Come partito riconosciamo l’importanza della pianificazione razionale nello sviluppo del trasporto pubblico romano, ma riteniamo che la soluzione non sia il PUMS che deriva da linee guida europee standardizzate e che non tengono conto delle unicità e delle specificità del territorio di Roma. Ci è sembrato quindi doveroso proporre un progetto di sviluppo alternativo e realmente basato sulle esigenze di Roma e dei suoi abitanti. Un progetto che unisce comunque istanze proposte dai romani e non prese in considerazione nel PUMS.

Lei è il candidato sindaco che vorrebbe tornare ai sesterzi. Provocazione o crede davvero che una moneta locale possa aiutare l'economia della città?

Nessuna provocazione. Al mondo esistono 4/5.000 valute complementari: anche in Italia ce ne sono diverse, come il Sardex. In Inghilterra c’è il Brixton pound, in Germania il Chiemgauer, in Svizzera il WIR, solo per citarne alcune. Quelle di maggior successo hanno aiutato concretamente il tessuto economico e sociale di intere Regioni e città, a vantaggio del piccolo commercio locale e delle fasce più deboli della popolazione. A Roma una valuta locale potrebbe portare una crescita del PIL di circa il 5% e un tesoretto annuo nelle casse de Comune tra i 200 e i 400 milioni di euro, che consentirebbe di avere nuove risorse per gli investimenti e le assunzioni di cui la città ha bisogno. 

Faccia un appello finale: perchè i romani dovrebbero votare Gilberto Trombetta sindaco di Roma?

Perché l’unico voto utile è quello che le persone danno ai partiti che rappresentano davvero i loro interessi, quelli che tutelano i loro diritti. Perché abbiamo un programma incentrato su lavoro e investimenti e che, come dovrebbe sempre essere, spiega nel dettaglio dove e come reperire le risorse necessarie o quali distogliere da altre voci tenendo conto degli stringenti vincoli di bilancio imposti dall’appartenenza dell’Italia all’Unione Europea e all’Eurozona.

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