Elezioni Comunali Roma 2021

Primarie del centrosinistra, l’intervista a Cristina Grancio

“Socialista, ecologista e femminista” è il motto della campagna del PSI. “La giunta Raggi manca di umanità verso i lavoratori delle partecipate”, dice l’ex consigliera del M5S

Cristina Grancio, 50 anni, è la candidata del Partito Socialista alle primarie del centrosinistra per la scelta del candidato sindaco della coalizione progressista. Architetta e funzionaria dell’ATER, è stata eletta nel Movimento Cinque Stelle prima di abbandonare la compagine pentastellata. L’abbiamo intervistata riguardo il suo programma per Roma. 

Consigliera Grancio, inizierei col chiederle quale è il collegamento fra un’ex consigliera del Movimento Cinque Stelle e il partito di Filippo Turati. 

Il collegamento sta nel rendersi conto della necessità di puntare ad una società che sia più equa e solidale. Quello che ho visto in questi cinque anni mi ha convinto che il Movimento Cinque Stelle stava andando dalla parte opposta, si stava chiudendo alla società civile, stava precludendo una solidarietà fatta soprattutto di cittadini. 

Il suo segretario Andrea Silvestrini ha detto a Roma Today che nella piattaforma del PSI l’analisi di classe è centrale. Questo per lei cosa vuol dire? 

Vuol dire partire delle necessità delle varie tipologie di classi che sono rappresentate all’interno della città. Occorre ascoltare i bisogni di Roma. In questi cinque anni, quello che ho particolarmente patito è stata l’incapacità di ascolto della cittadinanza, la non voglia di lavorare per riequilibrare  quelli che erano i punti deboli. È come se al cittadino fosse stata sottratta la possibilità di essere ritenuto un soggetto in buona fede. Questo è l’effetto del parlare alla pancia, del giustizialismo professato dai pentastellati. 

"Socialista, ecologista, femminista" è il motto della sua campagna. Cosa significa per lei? 

Partiamo da femminista. Questo significa dare pari alle donne in tutte le sfaccettature e in tutti gli ambiti lavorativi. Osservando l’amministrazione mi sono resa conto di quanto le donne in realtà non abbiano le stesse opportunità degli uomini, soprattutto nelle posizioni che sono di vertice. Il primo atto che farò da sindaca sarà dire che le posizioni di vertice e dirigenziali devono essere equamente suddivise 50 e 50, maschi e femmine. Il comune di Roma ha maggioranza femminile se consideriamo la totalità di tutti i suoi dipendenti ; quando si sale nelle qualifiche e si arriva ai dirigenti, la percentuale diventa assolutamente capovolta. Passiamo ad ecologista: per me significa che le grandi città metropolitane siano in grado di prendere drasticamente posizione nei confronti di tutte le azioni necessarie al contrasto del cambiamento climatico che ormai è questione prioritaria. Le città oggi sono le principali generatrici di inquinamento che se non contrastato porterà gravi danni alla salute, trasformandosi in fonte di gravi e profonde ineguaglianze sociali. 

Lei ha parlato dell’importanza del lavoro. Cosa intendiamo quando pensiamo a Roma? 

Significa basarsi su dei progetti che siano riferiti alle caratteristiche peculiari della città. Roma ha una particolarità spiccatissima grazie al suo tessuto di beni culturali, archeologici, architettonici; su questo sistema bisogna imparare a fare ricerca e sviluppo e ciò può avvenire solamente attraverso delle scuole di alta formazione e specializzazione pubbliche, non basta la collaborazione fra enti come ho visto fare in questi anni.  Un’altra particolarità della capitale, come forse è ormai noto, è quella di essere il più grande comune agricolo d’Europa. Questi sono due aspetti che potrebbero essere proprio la marcia da ingranare per far ripartire il lavoro in maniera concreta.  Bisogna poi risolvere tutte le questioni di precariato (non solo in termini di contratto lavorativo) dei dipendenti delle partecipate di Roma: è necessario che la macchina amministrativa sia efficiente ed efficace e le condizioni ad oggi di lavoratori e lavoratrici sono assolutamente non funzionali alle esigenze di una grande capitale. Spesso non sono nemmeno dignitose alla definizione di lavoro.

Lei è una funzionaria dell’Ater. Quali le idee per la politica sulla casa, a partire dal tema dei Piani di Zona? 

Bisogna trovare una strategia per chiudere la partita; dove siamo stati carenti e non abbiamo terminato le opere di urbanizzazione bisogna mettere urgentemente mano, se necessario con fondi propri senza aspettare che le risorse arrivino da fuori. Bisogna applicare la trasformazione dal diritto di superficie in diritto di proprietà, così da incassare i soldi conseguenti a queste trasformazioni e quei denari utilizzarli per finire quello che è necessario. Bisogna poi fare un ragionamento più complesso partendo da una riflessione su quanto si sia modificata la famiglia nei tempi contemporanei. Bisogna avere il coraggio di dire che ci sono delle case popolari che potevano ospitare anche 9-10 persone e quegli alloggi vanno oggi riproporzionati alle esigenze delle famiglie di oggi.

Quali gli errori più importanti della giunta di Virginia Raggi che lei ha così a lungo sostenuto? 

Direi l’incapacità di ascolto dei cittadini e l’assoluta assenza di umanità, che ho visto scagliarsi in particolare contro i lavoratori delle partecipate. 

Scelga un esponente nel pantheon socialista italiano. 

Scelgo Sandro Pertini che è stato il primo nome che ho citato dopo il mio passaggio al PSI.

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