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INTERVISTA | Andrea Alemanni: "Dalle primarie escludo Raggi, ma non il M5s. Zingaretti? Vincerebbe a mani basse"

Il presidente del PD Lazio a RomaToday: "Da Raggi un disastro peggiore di quello di Alemanno. Calenda? Dalle primarie la sua candidatura uscirebbe rafforzata"

Alla vigilia della decisione sul dossier Roma per le elezioni comunali d'autunno, nel partito democratico cresce l'attesa e il fermento. Frenati dal neo segretario Enrico Letta, il partito romano e quello regionale rivendicano con orgoglio il lavoro fatto nel corso dei mesi e sembrano avere le idee chiare sul da farsi per affrontare la sfida delle sfide per le amministrative di ottobre. Lo dimostra, una volta di più, la chiacchierata con Andrea Alemanni presidente del Pd Lazio che non si tira indietro quando c'è da esprimere giudizi, tracciare percorsi per la scelta della candidatura e nell'indicare nomi buoni per il Campidoglio. 

Alemanni, ormai siamo ad aprile e Letta aveva promesso di affrontare il dossier Roma. Cosa dobbiamo aspettarci?

Mi sembra ormai chiaro che tutto passerà dalle primarie. Noi, come gruppi locali, lo abbiamo sempre detto. Lo ha detto anche Letta ed anche il presidente della regione Lazio, Nicola Zingaretti, oggi (ieri, ndr) ha indicato nelle primarie la strada da percorrere.
È un passaggio ineludibile per la definizione della coalizione e dei programmi. Le primarie ci porteranno a scegliere insieme il miglior candidato. 

Qual è il perimetro della coalizione?

Dovrà essere il più largo possibile. Dalla sinistra radicale fino a Carlo Calenda. Certo noi del Pd, come partito più importante, suggeriamo il campo di coalizione, ma poi non obblighiamo nessuno a starci. Ognuno sceglie in autonomia, anche se il mio auspicio è che ci siano tutti. Quando siamo riusciti ad allargare, proponendo percorsi larghi e strutturati abbiamo eletto i migliori sindaci che questa città abbia mai avuto. 

Sembra un messaggio per Carlo Calenda

Stimo Calenda e non ha bisogno dei miei appelli. Penso però sia giusto e intelligente per chi ha l'ambizione di fare il sindaco di Roma misurarsi con una competizione che non può che rafforzare chi vi partecipa. La candidatura e la carriera stessa di Calenda verrebbero rafforzate dalla sua partecipazione.

Insomma, primarie vere con candidati veri, non solo un bagno di democrazia

Assolutamente sì, come nel 2013. Allora, come oggi siamo di fronte a due disastri: allora c'era Alemanno, oggi la Raggi che è anche peggio. All'epoca si affrontarono candidati importanti e in quella tornata elettorale vincemmo in Campidoglio e portammo a casa tutti i municipi. Quel trionfo era figlio proprio delle primarie dove riuscimmo ad allargare il campo e a mettere insieme una coalizione forte.

Cita le primarie del 2013. Tanti però le indicano come il trionfo delle correnti e delle truppe cammellate scese in campo per votare un candidato che Roma non l'aveva mai vista, calato sulla Capitale come un marziano...

Ripeto: quelle primarie ci portarono a vincere poi 15 municipi su 15 e il Campidoglio. La competizione fa sempre bene, anche laddove appare come competizione tra gruppi dirigenti e correnti. Con Marino l'errore fu dopo non prima. La migliore selezione del sindaco è fatta con primarie vere, con candidati veri che trarranno beneficio al di là dell'esito finale. 

Come dire a Calenda che anche laddove perdesse si potrebbe trovare a fare il commisario europeo come accaduto a Gentiloni...

Ne uscirebbe rafforzato a prescindere dall'esito, lo ribadisco. 

Non cita il M5s, lo esclude completamente dalla coalizione?

No, io escludo completamente Virginia Raggi. Ed il mio è un giudizio meramente amministrativo: un disastro come quello fatto dalla Raggi non l'ho mai visto. 

Quanto pesano gli insulti contro il PD  per Mafia Capitale?

Non è che Di Maio, più di recente, per la vicenda di Bibbiano, abbia regalato al PD parole più tenere. Eppure abbiamo fatto due governi insieme e penso che sostenere quei governi sia una cosa sana. Non mi sono legato al dito gli insulti di Raggi. Il mio è un giudizio politico. E relativamente agli insulti mi lasci dire una cosa: i migliori sindaci della storia di questa città appartengono tutti alla storia del partito democratico. Tutti. Il PD è composto da amministratori onesti e preparati. Decine di persone che ogni giorno si impegnano per rispondere ai cittadini con competenza e serietà.

Tornando al campo della coalizione, se il M5s escludesse Virginia Raggi...

Dovrebbe partecipare alle primarie e sarebbe una cosa importante. 

Primarie anche per i municipi?

Assolutamente sì

Anche per quelli dove già governate ed avete personalità già in campo?

Non si può andare dalla coalizione e dire: "mettiamoci insieme ma qui no perché già governiamo noi". Dobbiamo stabilire delle regole e non possiamo escludere dei territori. Dobbiamo quindi decidere all'interno della coalizione. E laddove non ci fosse accordo ci sarà una competizione dove vincerà il migliore. 

C'è un modo per scongiurare truppe cammellate e accordi tra correnti?

Un modo per anestetizzare qualsiasi polemica è quello di allargare la partecipazione. Più si allarga e più la partecipazione farà vincere il migliore e non la personalità eterodiretta. 

Messa così le primarie potranno essere solo in presenza

Sì, me lo auguro. Non dipende da noi, ma sì io le vedo in presenza. La politica più bella è quella in presenza.

Claudio Mancini rivendica con orgoglio il lavoro fatto. Lei si è sentito censurato da Letta?

Letta non ha censurato nessuno, ci ha incontrati ed ha detto la sua sulla scelta del candidato sindaco. Pensa, come noi, che Roma sia importante, e ci ha chiesto di trovare un percorso comune senza fughe in avanti. 

Chi le piacerebbe votare alle primarie?

Un buon amministratore, che conosce la città e con una personalità importante. Tutte caratteristiche che hanno i vari Gualtieri, Sassoli, Calenda...

E a Zingaretti, direbbe di no?

Come si fa a dire di no a Zingaretti sindaco? È il migliore amministratore d'Italia, un modello oggi per la campagna vaccinale. Ha vinto tutte le elezioni a cui ha partecipato. Se partecipasse vincerebbe a mani basse, senza dubbio. Impossibile dirgli di no. 

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