Elezioni Comunali Roma 2021

I Giovani Democratici di Roma: “Vogliamo tanti under-35 in Assemblea Capitolina”

La giovanile PD: “Per la Capitale ci siamo”. Tra il rinnovamento dell’amministrazione, le proposte sulla mobilità e l’opposizione a Virginia Raggi, abbiamo intervistato il segretario Agostino Biondo

“Temo sia passata l’idea che noi siamo come degli alieni stipendiati dalla politica. Oggi, invece, un’iscritta o iscritto ai Giovani Democratici è una ragazza o un ragazzo che si alza la mattina e come tutti gli altri giovani deve trovare un modo per campare. Deve fare la vita che fanno tutti gli altri, se ha la possibilità studia, altrimenti si alza e va a lavorare e prima deve trovarsi lavoro. Se poi avanza tempo fa politica, e anzi, è sempre più faticoso e sempre più necessario”. Agostino Biondo, da Ostia, è da qualche tempo il segretario dei Giovani Democratici di Roma. L’organizzazione giovanile del PD della Capitale ha di recente pubblicato un comunicato in cui annunciava l’intenzione di “esserci” alle prossime elezioni capitoline. Al telefono con Roma Today, abbiamo cercato di capire in che forma.

Segretario Biondo, sarete dunque presenti alle primarie del centrosinistra.

Forse quello è prematuro. Di certo stiamo facendo un profondo processo di rinnovamento in tutti i territori e siamo a disposizione per candidarci nelle liste del PD. Lavoriamo per proporre al PD la coppia dei candidati GD al comune ma in generale auspico che l’intera coalizione favorisca candidature giovani. Sono un sostenitore delle quote rosa, ma qui non è un discorso di quota giovani: serve assumere l’impegno di candidare ed eleggere la Next Generation della capitale. Vogliamo un consiglio comunale in cui sia garantita una robusta rappresentanza di under-35.

Per parte vostra state lavorando in questo senso. Tre capogruppo del PD nei municipi sono GD.

Esatto: Christian Giorgio in III Municipio, dove il centrosinistra governa, è il capogruppo del partito di maggioranza relativa. Nel X Municipio Margherita Welyam è l’unica consigliera PD ed è il baluardo dell’opposizione in quel territorio così difficile e che però rimane il secondo municipio più giovane della capitale. Gianluca Bogino è di recente diventato il capogruppo del PD del II Municipio e anche lì farà benissimo.

Sarete allora presenti alle primarie per i presidenti di municipio?

Nelle situazioni in cui pensiamo ci sia spazio e bisogno di un’alternativa, non lo escludiamo.

Tre punti programmatici da consigliare alla coalizione, secondo lei.

Stiamo lavorando su dossier estesi e li lanceremo presto. Vogliamo un totale rinnovamento della PA capitolina con corsi-concorsi riservati agli under-35: deve essere un giovane a disegnare le prossime linee di bus e la prossima rivoluzione della mobilità della capitale, deve essere data la possibilità a una generazione di lavorare al sicuro nella propria città. Sul trasporto pubblico, ci deve essere una larga riduzione del costo del biglietto che deve diventare pressoché gratuito per i giovani; inoltre il costo del trasporto complessivo (taxi, bus, altri mezzi) deve essere inversamente proporzionale alla distanza dal centro, tenendo conto delle condizioni economiche e sociali del cittadino; ma in generale, più sei lontano, meno paghi. Proponiamo analoghe agevolazioni sui trasporti per donne e ragazze nelle fasce notturne. Da ultimo, stiamo approntando la proposta di regolamento per aprire centri giovani in tutti i quartieri della città.

Bisogna prima però vincerle le elezioni. Il segretario del PD Enrico Letta ha oggi dichiarato che auspica convergenze con il M5S al secondo turno in tutte le città.

Io non do per scontato che la destra arriverà al ballottaggio a Roma e che dunque ce la si debba battere fra secondo e terzo posto. Per noi, inoltre, sostenere Virginia Raggi è impraticabile, si tratta di un’esperienza amministrativa fallimentare. Invito piuttosto il Movimento Cinque Stelle a pensare ad un’altra candidatura.

A proposito, perché molti giovani militanti del M5S, dieci anni fa, scelsero di essere in piazza San Giovanni ad ascoltare Beppe Grillo invece di iscriversi ai Giovani Democratici?

Perché i GD hanno per troppo tempo scelto di inseguire il partito invece di portarlo su posizioni più radicali, più calzanti e più contemporanee. Oggi a Roma stiamo provando a invertire questa tendenza, vengo ora dal presidio dei Fridays for Future. Essere nei GD significa posizionarsi dove è la sinistra oggi, chiunque abbia idee ispirate alla tradizione socialista è da noi che può farle vivere e costruirle. Ogni altro spazio ha dimostrato di non esistere. Le soluzioni si portano avanti dentro i partiti politici, lo dice la nostra Costituzione: e da un lato serve che la giovanile diventi attrattiva e competitiva per un giovane; dall’altro serve che la nostra generazione assuma la consapevolezza che la democrazia ha delle forme che devono essere abitate.

Ai tempi del rapporto sui circoli del PD, redatto da Fabrizio Barca, ai Giovani Democratici venne chiesto di dare una mano sostanziosa. Cosa è cambiato da allora nel PD? E come ha svolto il PD l’opposizione a Virginia Raggi?

Da allora ad oggi è oggettivo che una serie di problematiche che riguardano il partito si siano superate. Oggi il partito è sostanzialmente in salute, non mi sembra ci siano problemi sui tesseramenti e la situazione va migliorando. Quanto al PD, i consiglieri comunali hanno fatto un gran lavoro. Penso che l’opposizione sia stata fatta nel modo migliore in cui era possibile farla. Gli eletti nei territori sono pochi e i militanti sono, come dicevo, anche affaticati. Qui voglio sottolineare una lacuna di sistema: il meccanismo generale dei partiti deve essere riformato perché servono dei mezzi per esercitare la funzione politica tra un’elezione e un’altra.

E’ stato però il segretario nazionale del suo partito ad abolire il finanziamento pubblico diretto.

Ed è stato un errore. Lo scriva per favore.

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