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Incontro Letta Gualtieri, la decisione sul candidato di centrosinistra slitta ad aprile

Letta: "inizia un confronto insieme al Pd locale per fare in modo di arrivare tutti insieme a una decisione sulla candidatura in aprile"

La fuga in avanti sulla candidatura dovuta legata un'incontrollata fuga di notizie non è piaciuta a nessuno dei due. Chi perché appena insediato e obbligato, ora più che mai, a mostrarsi uomo di polso al comando. Chi perché da uomo di partito e rispettoso delle gerarchie e degli statuti non  avrebbe mai scavalcato il segretario appena eletto.

Da un lato Enrico Letta, neo segretario dem. Dall'altro Roberto Gualtieri, ex ministro dell'economia, deputato e probabile nuovo candidato sindaco. Il loro incontro, dopo la giornata di ieri, era annunciato e si è svolto questa mattina. Ne è venuto fuori un rinvio perché secondo quanto filtra "non è il momento di decisioni o annunci, non c'è una data delle elezioni amministrative, il Paese è alle prese con la pandemia a Roma e zona rossa". 

Gualtieri, da parte sua, ha spiegato di non aver ancora deciso e di aver bisogno di "ulteriore tempo per riflettere". Letta, che ieri ha avuto una prima riunione con il Pd cittadino e regionale durante la quale aveva già decretato lo "stop ai motori", oggi ha ribadito che "inizia un confronto insieme al Pd locale per fare in modo di arrivare tutti insieme a una decisione sulla candidatura in aprile". Posizioni che arrivano ad un conclusione comune e che poggiano sulla stima e soprattutto sull'amicizia reciproca. 

Lo stesso ex ministro in un post su facebook ha poi spiegato: "Entrambi siamo rimasti stupiti per le indiscrezioni su una inesistente fuga in avanti rispetto ad un percorso che richiede ancora importanti passaggi politici. Senza contare il fatto che Roma è alle prese con i disagi della zona rossa, il che rende inopportune decisioni e annunci in questo momento". Quindi sulla sua candidatura: "Per quanto mi riguarda, ho detto al segretario quello che avevo già spiegato ai segretari del Pd del Lazio e di Roma, ovvero che, come è doveroso per una decisione di così grande responsabilità, sto ancora riflettendo se dare la mia disponibilità alla candidatura a Sindaco, che da più parti mi è stata sollecitata. Roma è la città dove sono nato e che ho l’onore di rappresentare in Parlamento, e ho particolarmente a cuore un suo rilancio che ne valorizzi le immense risorse e potenzialità e ne affronti i gravi problemi. D’altronde, molti dei temi su cui ho lavorato senza sosta nella mia esperienza di ministro e che ora sono al centro dell’agenda del Governo Draghi – dagli investimenti per la sostenibilità e l’innovazione, a partire dalla straordinaria opportunità di Next Generation Eu, al sostegno al welfare e agli enti locali – sono cruciali per Roma, e su di essi continua e continuerà il mio impegno quotidiano. Proprio per questo ho assicurato ad Enrico che, qualunque sarà l’esito della mia personale riflessione e del percorso che il Pd sceglierà, non farò mancare il mio contributo alla battaglia per portare la capitale d’Italia ad avere un sindaco forte ed autorevole espressione di una coalizione progressista e di centrosinistra".

Un rinvio per calmare le acque e per far comprendere al neo arrivato Letta cosa bolle all'ombra del Colosseo. Netta è la posizione del Pd romano che lavora ad un tavolo di coalizione per mettere insieme tutto il fronte anti Raggi. L'obiettivo è quello di organizzare le primarie per le quali ci sono in campo già cinque possibili candidati: Tobia Zevi, Monica Cirinnà, Amedeo Ciaccheri, Giovanni Caudo, Paolo Ciani. Un sesto è Carlo Calenda che di primarie non sembra volerne sentir parlare e che ieri è saltato dalla sedia una volta appresa la notizia della possibile candidatura di Roberto Gualtieri. 

Oggi lo stesso leader di Azione ha ribadito la sua intenzione di andare avanti, lasciando la porta aperta alla possibilità di trovare un candidato unitario. Gli altri candidati in campo mostrano tutti stima per Gualtieri, ma con qualche mal di pancia per il metodo. Monica Cirinnà a RadioUno, nel corso di Un giorno da Pecora: "Non ci si candida spuntando come funghi quando piove, o come quella canzone che si intitolava 'Spunta la luna dal Monte'. Qui sarebbe 'Spunta Gualtieri dal Monte...' Noi abbiamo uno statuto che prevede obbligatoriamente le primarie - ha proseguito Cirinna' a Rai Radio1 - che si possono tranquillamente fare online nei singoli circoli". Lei si era candidata a queste primarie: la discesa in campo di Gualtieri non cambia nulla? "Io mi sono candidata alle primarie per Roma, se pero' il Pd non fa le primarie ma investe Gualtieri dall'alto...". Lei che giudizio dà dall'ex ministro? "E' un amico, lo stimo, è bravissimo e sarebbe un ottimo sindaco". Lo voterebbe? "Che faccio voto per me? Porta male votare per se stessi".

Amedeo Ciaccheri: ""Gualtieri? È una risorsa del Pd e di tutto il centrosinistra, ma come anche altri. Noi, intanto, abbiamo consegnato un contributo sui temi". Tobia Zevi: "Penso che le primarie siano necessarie e che Gualtieri le farà se deciderà di candidarsi. Oggi a Roma le primarie servono per costruire una nuova alleanza civica, sociale e politica, che consenta alle persone di scegliere il candidato, o la candidata, la squadra e il programma di Governo". Giovanni Caudo: "Roma è chiamata a fare scelte radicali, a cambiare in profondità il modo in cui è stata governata in questi cinque anni ma non solo. C’è bisogno che il PD dia un segnale di forte discontinuità rispetto agli ultimi decenni di governo romano e non ultimo rispetto al modo in cui è stato licenziato il sindaco Ignazio Marino.  Mi auguro quindi che la prudenza di Gualtieri a scendere in campo sia mossa anche dalla volontà di voler essere un fattore del cambiamento. Ho sempre detto che Roma merita il meglio e auspico che dal confronto nelle primarie con gli altri candidati venga un contributo di alto livello al governo della città. Quindi, bene la prudenza ma avviamolo questo confronto, formalizziamo le candidature per le primarie e mettiamo in campo idee e soprattutto radicalità nelle scelte".

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