Elezioni Comunali Roma 2021

Elezioni Municipio IX, intervista a Genesio Pino: candidato presidente di "Noi x il 9 Municipio"

Il candidato presidente Genesio Pino intervistato da Romatoday

Genesio Pino, il candidato di "Noi x il 9 Municipio" alla presidenza dell'ente di prossimità, ha risposto alle domande di Romatoday.

Il IX Municipio ha la stessa estensione del comune di Milano. In un territorio così vasto le linee metropolitane sono però tutte nel quadrante dell’Eur. Cosa fare per migliorare il servizio di trasporto pubblico nei quartieri periferici?
 
Da sempre soffriamo una mancata riprogettazione del servizio del trasporto pubblico nel nostro Municipio. Negli ultimi 20 anni il territorio si è modificato e sono sorti nuovi insediamenti abitativi anche significativi, creando di fatto la necessità di rivedere la modalità di erogazione del servizio di trasporto pubblico. Siamo rimasti con l’idea che tutti gli abitanti di questo municipio debbano spostarsi per e dalla zona eur, dove ci sono le fermate metro che portano poi verso il centro o verso gli scambi con altre metro. Ma non abbiamo delle linee dirette di Bus che percorrono delle dorsali per arrivare in modo veloce alle stazioni metro (dove peraltro mancano o sono insufficienti sia parcheggi di scambio che parcheggi custoditi per le bici) e poi il grandissimo problema sta nel non aver creato una rete ad anello che potesse mettere in collegamento le varie zone periferiche  (anche extra GRA) di questo enorme Municipio. Tentammo anche a livello sperimentale come CdQ, per il quadrante Torrino Decima, di proporre delle soluzioni ad ATAC, che in una riunione ufficiale ci disse che era una idea interessante, ma non praticabile in quanto troppo onerosa per l’azienda. E siamo sempre alle solite, l’esame di possibili soluzioni passa inevitabilmente attraverso una visuale economica e di profitto, non di servizio; e fino a quando sarà così i cittadini saranno stritolati da continui e pesanti disservizi che appesantiranno la loro vita quotidiana, lasciando le periferie in un progressivo abbandono.

Il territorio che si candida ad amministrare è uno dei più verdi della Capitale. Tanti parchi e giardini si gestiscono solo con Servizio giardini o pensa di incentivare forme di sussidiarietà, promuovendo il ricorso al contributo di cittadini volontari?

Allora, l’argomento è stato sempre molto dibattuto ma mai realmente affrontato, per negligenza e superficialità, caratteristiche che sono stati presenti non solo nell’ultima consiliatura, ma da sempre nella gestione della cosa pubblica da parte di tutti e dico tutti i partiti che si sono alternati nel gestire questa città e questo municipio. Detto ciò posso, in modo diretto e per esperienza vissuta, sostenere che promuovere e sostenere le iniziative virtuose con realtà attivate in modo spontaneo dai cittadini nei vari quartieri sarebbe doveroso; evitando però, da parte dell’Amministrazione, delibere capestro come quella proposta qualche anno fa e contro la quale ci siamo dovuti mobilitare, perché non solo non supportava i cittadini che volevano spendersi in queste attività, ma imponeva vincoli e fardelli burocratici, amministrativi ed economici tali da demoralizzarli, cosa che ancora sta accadendo qui al Torrino Sud con la gestione dei rifiuti dei cestini di un parco pubblico che vengono svuotati da un gruppo di volontari, ma che non vengono poi mai ritirati se non qualche volta per gentile concessione e non in modo organico ed organizzato. In alcuni comprensori invece si sono trovate soluzioni (e non si capisce perché sono in alcuni, anzi solo in uno), dove i cittadini si sono organizzati in modo autonomo per la gestione del verde ottenendo dall’amministrazione una quota da scorporare sulle tasse comunali. Comunque non possiamo pensare che in un territorio come il nostro l’intervento pubblico per la manutenzione del verde sia ceduto ai cittadini che si organizzano, il Comune deve inserire a bilancio delle somme che verrebbero poi gestite direttamente dai municipi interessati dando la possibilità di avere un reale organico competente ed operativo e gli strumenti necessari per poter erogare tale servizio.


Un altro primato del Municipio IX riguarda la percentuale di raccolta porta a porta, la più alta di Roma. Manca solo al Laurentino e Spinaceto. Pensa si debba trovare il modo di estenderla anche lì?

È un primato messo a forte rischio dalle recenti decisioni che ripristinano per alcune aree la raccolta stradale. Questo perché un servizio di Porta a Porta efficiente non può prescindere da infrastrutture adeguate. È assurdo pensare di tornare a pratiche molto poco adeguate alla salvaguardia dell'ambiente per l'incapacità di progettare. Nei quartieri citati come in quello di Decima, dove non esistono spazi privati per il PaP, è necessario progettare le famose Domus Ecologiche, complete di acqua, elettricità e allaccio in fogna, ma dopo mille proclami non si è fatto nulla e si torna ai cassonetti in strada. La tendenza va invertita radicalmente e bisogna fornire ai cittadini gli strumenti per effettuare un conferimento mirato. Ma non basta: è necessario attivare iniziative istituzionali per favorire le pratiche di recupero, riciclo e riuso. Dai compostaggi di prossimità ai compattatori delle plastiche, fino ai mercatini del baratto. Il Municipio deve farsi parte attiva per favorire le pratiche virtuose di riduzione dei rifiuti, perché è il solo modo per salvaguardare davvero l'ecosistema che ci sostiene.


Nel vostro territorio convivono grandi centri commerciali, come Euroma 2 e da quest’anno Maximo. C’è qualcosa che il Municipio IX intende fare per consentire al commercio di prossimità, ai mercati rionali, di restare competitivi?


Vorrei intanto dire che sia la costruzione di Euroma2 prima, sia quella recente del Maximo ora, non solo sono stati elemento di forte sbilanciamento nel commercio di prossimità, ma sono stati duri colpi inferti all’impatto ambientale ed al consumo di territorio, per non parlare dell’aspetto sociale che tali luoghi vanno ad impattare e modificare profondamente. E l’amministrazione non si è opposta a tali interventi, anzi li ha autorizzati, inserendo all’interno delle delibere di attuazione una serie, diciamo di risarcimenti, che prevedevano la realizzazione di spazi pubblici allestiti, da concedere all’Amministrazione. I fatti dicono che in tutti e 2 i casi ciò non è accaduto o è accaduto in modo molto parziale. Entriamo ora nel merito dell’aspetto come dire commerciale. Ogni volta che si presentano questi progetti, si sventolano migliaia di posti di lavoro e benessere per la collettività: niente di tutto questo avviene realmente, perché all’interno di questi mega centri abbiamo un esercito di precari, spesso sottopagati se non sfruttati e degli esercenti costretti a pagare affitti da capogiro e addirittura a corrispondere percentuali sul fatturato a coloro che gestiscono uno spazio che non è stato niente altro che una operazione finanziaria.

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