Elezioni Comunali Roma 2021

INTERVISTA | Silvestri (M5s): "Non avevamo la convinzione di andare al ballottaggio. Raggi esce comunque a testa alta”

Appresa la sconfitta della Sindaca uscente, il deputato e tesoriere pentastellato ripercorre meriti e impegni futuri del Movimento a Roma

Da stella del Campidoglio a supernova, la sconfitta di Virginia Raggi ha segnato un momento importante nel Movimento 5 stelle. “Non avevamo la convinzione di andare al ballottaggio”, afferma Francesco Silvestri, deputato romano del MoVimento 5 Stelle e membro del Direttivo alla Camera. Eppure, per settimane, la sindaca uscente ha affermato che ci sarebbe riuscita.

Sogno infranto, Silvestri è tra gli attivisti nudi e crudi fin dal 2018, quando organizzò “Italia 5 stelle”, ed è stato al contempo tra quelli che ha accolto gli esiti delle urne domandandosi da dove ripartire, come risollevare il Movimento. “In questo momento serve un momento di riflessione interna per capire dove abbiamo sbagliato”, ha commentato infatti all’indomani del voto. Ne ha parlato con RomaToday.

Dalla convinzione di andare ai ballottaggi, alla sconfitta schiacciante. Quarta su quattro big presentatisi al Campidoglio: come commenta l’esito delle elezioni di Virginia Raggi?

Non avevamo la convinzione di andare al ballottaggio, c’è da dire che abbiamo ereditato una capitale d’Italia con dei problemi macroscopici, strutturali e uscita fuori dall’inchiesta Mafia Capitale. Su questo abbiamo fatto un lavoro strutturale molto importante di riassesto dell’amministrazione, più un lavoro politico per quanto riguarda il contrasto alla criminalità organizzata: speravamo che il lavoro fosse riconosciuto. Ritengo che Virginia sia uscita comunque a testa alta rispetto a delle elezioni che erano oggettivamente molto difficili.

Virginia Raggi è stata più volte accusata di raccontare una Roma “a mo’ di Zurigo”, una città fantastica…. Secondo Lei cambiare strategia comunicativa, le avrebbe permesso di risalire la china almeno con Calenda?

Io non l’ho mai sentita paragonare personalmente Roma a Zurigo, Virginia ha lavorato su problemi che il sindaco di Zurigo non ha, per questo ora è sotto scorta. Parlando ai romani la sua comunicazione è stata molto netta, non ha fatto calcoli su un candidato Sindaco o sull’altro. Ha semplicemente evidenziato nella sua campagna elettorale le cose che sono state fatte e i problemi strutturali di Roma, cioé quanto la città avesse bisogno di una continuità dal punto di vista del rigore amministrativo, di avere la schiena dritta e di portare una normalità in una città che ha sempre lavorato male sulle emergenze.

Per quanto riguarda la scelta di definirsi “sindaca delle periferie”, un tema su cui Lei è in prima linea… Quali sono secondo lei i meriti della Giunta Raggi sulle periferie e da dove ripartire in chiave costruttiva per far sì che i riflettori non si spengano di nuovo su questi territori dopo le elezioni?

L’appellativo non l’ha scelto Virginia Raggi ma le è stato dato mediaticamente e poi ripreso. Il merito della giunta Raggi per le periferie è stato invertire un modo di governare rispetto al passato, cioè lavorare sulla progettazione e la rigenerazione urbana. Lasciamo quartieri difficili come San Basilio o Ostia in condizioni migliori di come li abbiamo trovati. Quello che dobbiamo continuare a fare nei prossimi anni è dare continuità a questo lavoro, faticoso, duro. Ora la sfida spetta ai prossimi sindaci, ma noi li aiuteremo.

Conte si è espresso favorevolmente nei confronti del suo ex ministro, Roberto Gualtieri. La Sindaca uscente ha più volte promesso però di essere equidistante da entrambi i candidati al ballottaggio. Non le sembra che il Movimento si stia ammorbidendo sul sentiment verso i dem, considerando che solo due anni fa negava ogni coinvolgimento con il partito di Bibbiano? Lei come accoglie questo cambiamento?

È evidente che Conte abbia una stima nei confronti di Gualtieri, altrimenti avrebbe scelto Michetti come ministro dell’Economia del Governo Conte 2. Il percorso intrapreso insieme forse è stato uno dei più difficili degli ultimi 50 anni. Però Conte stesso ha sempre detto che "i voti non possono essere trattati come pacchi postali", in questo senso è stato molto onesto con gli elettori del M5s. Per quanto riguarda il rapporto con il Partito democratico, è ovvio che se devi contrapporti a delle destre che ammiccano alle piazze no-vax e violente, per incidere nella politica italiana devi fare un discorso più allargato rispetto al M5s. A me non interessa tanto con chi ci alleiamo, ma per fare cosa. La progettualità politica del M5s dovrà dare risposte ai grandi temi che il Paese gli chiede, dovrà essere chiaro e avere progetti di qualità su temi come lavoro, salario, riforma fiscale e tutte ciò su cui la pandemia sta impattando.

Quali sono state secondo lei le accuse più pesanti che in questi 5 anni ha subito la Sindaca uscente Virginia Raggi? 

Il problema è che noi oggi non ci troviamo a commentare solo delle accuse politiche, ci troviamo ad elencare una serie di insulti alla persona di Virginia Raggi, su cui ci sono state anche delle condanne, vedi quella della patata bollente. Siamo nell’ambito perciò degli insulti personali, questa è ovviamente la reazione che una parte poco professionale della stampa italiana ha avuto a determinate politiche che Virginia ha messo in campo nella Capitale d’Italia.

Ritiene che il Movimento le abbia sempre fornito il giusto appoggio di fronte a queste difficoltà?

Credo che il movimento abbia fatto tutto quello che poteva per supportare Virginia, ma il punto è che sono Governo e Parlamento che devono supportare la propria capitale. Ad esempio, se ci fosse stata maggiore sensibilità, oggi la legge sui poteri di Roma  sarebbe gà realtà, non sarebbe un progetto di legge incardinato su commissione. In questo senso dobbiamo interrogarci di quanto lo Stato, il Governo e il Parlamento possano fare per la sua capitale, che è il biglietto da visita nei confronti del resto del mondo. E questo vale per il discorso ei cinque anni ma anche per i prossimi.

Rispetto agli anni dei meet up e delle piazze gremite, oggi la fine campagna elettorale di Virginia Raggi alla Bocca delle Verità comunica che il vento fa virare i vostri elettori altrove. Come far sì che torni a soffiare per il Movimento 5 stelle dopo questi 5 anni?

Il movimento dev’essere chiaro sulla sua progettualità politica e deve valorizzare meglio il grande lavoro che è stato fatto in questi anni, sia dal Parlamento, sia al Governo. Ricordo che le leggi più importanti di questa legislatura portano tutte la firma del Movimento 5 stelle: anticorruzione, reddito di cittadinanza, super bonus e tante altre cose che comunque hanno fatto del bene a questo Paese. Lo stesso vale per l’attività di governo: i nostri ministri hanno fatto un lavoro importantissimo in pandemia per supportare tutte le persone in difficoltà, tra l’altro oggi chi presiede il movimento è il presidente che ha portato quelle risorse che, se spese bene, potranno ridarci un futuro importante. Gli elementi per tornare al centro della scena politica ci sono tutti, sia per quanto riguarda l’attività che stiamo facendo, sia per quanto riguarda la nostra progettualità, dobbiamo semplicemente tornare a dettare i nostri temi con molta chiarezza.

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