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Elezioni Roma, Durigon: "A Roma il centrodestra può vincere. Il candidato? Lo decideremo in mezz'ora"

Il coordinatore del Carroccio nel Lazio, Claudio Durigon a RomaToday: “Vinciamo al primo turno. Decoro, sicurezza e investimenti. Alleanza Pd-M5s già naufragata, primo fallimento sulla Capitale”

Il centrodestra alla ricerca del candidato sindaco di Roma: Guido Bertolaso e Andrea Abodi, sono questi i due nomi, salvo sorprese dell’ultimo minuto, sui quali la coalizione cerca la quadra. L’ex capo della Protezione Civile è proposto e sponsorizzato “come il miglior candidato” da Lega e Forza Italia: lui, alle prese con il piano vaccinale in Lombardia, si sfila ma non per questo cessa il pressing per la discesa in campo. Dall'altra parte il manager presentato e sostenuto da Fratelli d’Italia, la proposta gli è arrivata e lui si è preso del tempo per pensarci. 

Elezioni Roma, il centrodestra lavora al candidato sindaco

Il candidato sindaco di Roma del centrodestra “sarà comunque espressione della società civile” - dicono tutti. Cresce dunque l’attesa per l’incontro tra i partiti della coalizione dal quale uscirà il nome di chi correrà per Palazzo Senatorio. 

“Il tavolo del centrodestra si è riunito molte volte, i nomi sui quali stiamo lavorando sono quelli detti (Bertolaso e Abodi ndr.). Quando ci riuniremo ci vorrà davvero mezz’ora per decidere” - ha detto a RomaToday Claudio Durigon, deputato e coordinatore del Carroccio per il Lazio. Nessuna fretta: “Il fatto che le elezioni siano slittate ad ottobre hanno dilatato i tempi, c’è più tempo per decidere. Ad oggi - non lo nasconde Durigon - il nome più forte, e con maggior impatto, è quello di Bertolaso: ma questo non significa che come Lega non siamo pronti a discutere, oltretutto bisognerà convincerlo visto che è impegnato a guidare una questione di estrema importanza. Per Roma serve però una persona preparata e capace, vedremo dopo Pasqua”. 

Elezioni Roma, il centrodestra ancora senza candidato: confusione e attriti sulla scelta del nome 

La Lega e l'ambizione di guidare la Regione Lazio

Da escludere “categoricamente” una discesa in campo dello stesso Durigon come candidato sindaco di Roma. “Questo nella maniera più assoluta” - dice. Tuttavia, non è un mistero, la Lega punta a governare il Lazio: le prossime elezioni, salvo cambi repentini come l’eventuale candidatura dell’attuale governatore Nicola Zingaretti al Campidoglio, si terranno nel 2023. Troppo presto per pensare anche allo scranno più alto della Pisana. Durigon è tra i papabili secondo i rumors: “Pensare ad una candidatura che sarà tra due anni, che in politica è un arco di tempo biblico, è prematuro. Lavoriamo sul presente, a tempo debito sceglieremo chi sarà il miglior candidato ma adesso è impronosticabile”. 

Durigon: "L'uno vale uno è stato disastro, serve competenza"

Intanto su Roma la Lega lavora. Oltre al Campidoglio ci sono pure i municipi da “conquistare”. “Abbiamo una squadra di dirigenti e candidati molto forte, sono tutte persone competenti e forti a livello elettorale. Per governare Roma è impensabile affidarsi ad una persona sola, c’è bisogno di un gruppo e questo vale tanto per il Comune quanto per i municipi. A personalità politiche affermate come Fabrizio Santori, Monica Picca, Simone Foglio e altri del loro calibro affiancheremo personalità della società civile: è questa la grande novità. Proprio pochi giorni fa abbiamo ufficializzato l’ingresso nella Lega di Antonio Del Greco, già investigatore della Squadra Mobile di Roma e responsabile della Polizia di Frontiera del Centro Italia. Serve uno sforzo unanime per dare delle risposte a Roma. Quello su cui stiamo lavorando - ribadisce il coordinatore della Lega nel Lazio - è la qualità delle persone e la squadra nel suo complesso, anche per quanto riguarda i municipi dove i presidenti sono dei veri e propri minisindaci. Servono persone capaci per dare governabilità ai territori: l’uno vale uno dei grillini, che più che il vento del cambiamento ha portato folate di cattivi odori visto come è ridotta la città, va scardinato in favore della competenza che sì, vale più di tutto”. 

Alleanza Pd-M5s? "Già naufragata. E' primo fallimento su Roma"

Se per il candidato sindaco il centrodestra si prende ancora qualche settimana, anche il centrosinistra non accelera. Appena aperto il cantiere per l’alleanza Pd-M5s nella Capitale, ma i nodi da sciogliere restano molti: a partire dalla resistenza delle basi dem e grillina e dalla presenza di Virginia Raggi, da mesi candidata e in campagna elettorale. 

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“Mi sembra che su Roma città la possibilità di un governo giallorosso sia già naufragata. La Raggi si candida, parte del Pd non va con la Raggi: possiamo parlare di primo grande fallimento per la città. Questo è sicuramente uno spunto di vantaggio per noi: con un candidato sindaco forte e la squadra giusta al servizio della Capitale a Roma possiamo vincere. Dopo il disastro che ha fatto Raggi, il disastro di Zingaretti in Regione, dai rifiuti al degrado in città, la Capitale ha davvero bisogno di amministrazione forte con persone capaci che diano un cambio di passo già nei primi 100 giorni. Rifiuti, decoro e sicurezza ma anche - sottolinea Durigon - investimenti e rilancio del turismo: il ministro Garavglia in questo senso sta già facendo grandi cose. Roma deve tornare Caput Mundi”. E in caso di ballottaggio, con Pd e M5s a correre separati, con chi preferirebbe confrontarsi il centrodestra?  "Difficile che Raggi possa arrivare al ballottaggio dopo questi anni di governo disastroso, oggettivamente parlando però sarebbe meglio lei. E’ più debole. Tuttavia noi speriamo di vincere al primo turno”. 
 

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