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Elezioni Comunali Roma 2021

Chi è Franco Grisolia, candidato sindaco per il Pcl: il programma

Nato a Genova nel 1952, si presenta alle elezioni come candidato sindaco per il Partito Comunista dei Lavoratori

Francesco “Franco” Grisolia è il candidato sindaco per il Partito Comunista del Lavoratori. Nato a Genova, ha 69 anni.

La biografia è ridotta all’osso, ed è composta di numerosi interventi e presenze alle manifestazioni di piazza e di pubblicazioni sulla storia, l’evoluzione e le trasformazioni del comunismo. Sul fronte programma, il Partito Comunista dei Lavoratori lo ha diffuso a livello generale sottolineando che “non si limita ad elencare i buoni propositi del nostro candidato sindaco, che sindaco non sarà. Ma presenta innanzitutto quello che comunque facciamo e faremo a fianco dei lavoratori, precari, disoccupati, in opposizione alle giunte di centrosinistra o centrodestra”.

“Le politiche di attacco al lavoro, di privatizzazione, di tagli sociali, continueranno purtroppo anche a Roma sia che vinca il centrosinistra, sia che vinca il centrodestra o il populismo oscillante della Raggi”, proseguono dal Pcl, annunciando “un programma di rivendicazioni radicali”. Ecco i 9 punti:

  1. Rifiutare di subordinarsi alle logiche bancarie imposte dal governo Draghi e ripudiare l’asservimento amministrativo, le risorse recuperate vanno investite nei servizi pubblici e sociali, a tutela dei lavoratori e della popolazione povera.
  2. Abolire il finanziamento pubblico di scuole private, laiche o confessionali, devolvendo le risorse così risparmiate all'istruzione pubblica e agli asili. Opporsi al finanziamento regionale delle cliniche private, a vantaggio della sanità pubblica e della cancellazione dei tickets. Tutti i servizi sociali devono essere pubblici, sotto controllo sociale. Tutte le aziende e servizi privatizzati a Genova in tanti anni, vanno recuperati al controllo pubblico.
  3. Applicare l’Imu sulla prima casa popolare di abitazione ai redditi sopra i 50.000 euro (esentare le famigli più povere) e applicare un prelievo progressivo sulle seconde e terze case. Requisire le case sfitte, a partire da quelle detenute dalle grandi società immobiliari e porle a disposizione della popolazione povera e bisognosa. Requisire le grandi proprietà immobiliari del Clero (esclusi i luoghi di culto) e usarle a fini sociali sotto controllo pubblico, a partire da strutture autogestite per i giovani e di strutture di ritrovo per anziani.
  4. Promuovere un autonomo controllo popolare sul territorio, col pieno coinvolgimento di comitati di quartiere e strutture sindacali, per censire in modo capillare tutti i casi di sfruttamento odioso del lavoro nero e irregolare, e di evasione fiscale e contributiva: imponendo la regolarizzazione dei lavoratori sfruttati (o la requisizione delle aziende responsabili) e investendo le risorse così recuperate nell'assunzione a tempo indeterminato di tutti i precari della pubblica amministrazione.
  5. Abbattere i privilegi istituzionali: sindaco, assessori, consiglieri, dirigenti del Comune e delle aziende comunali dovranno avere uno stipendio non superiore a quello di un operaio specializzato. Le risorse così liberate dovranno partecipare al finanziamento di un salario sociale ai disoccupati in cerca di lavoro.
  6. Recupero pieno al controllo pubblico della gestione dell'acqua, riassetto idrogeologico del territorio, piano generale di raccolta differenziata dei rifiuti, ampliamento dei consultori, potenziamento del trasporto pubblico cittadino, risanamento dell'edilizia scolastica e residenziale.
  7. Esproprio dei beni ecclesiastici.
  8. Promuovere una grande battaglia per liberazione d’identità di genere. Questo tema non deve passare unicamente, seppur importante, per una logica istituzionale ma deve anche passare da una lotta politica, di massa e sociale per i diritti civili. Il mondo LGBTQ deve essere visibile, prendersi la parola, la vita è i propri diritti.
  9. Obiettare gli obiettori spesso una donna o una coppia che scelgano di interrompere la gravidanza incontrino ostacoli non indifferenti nell’accesso al servizio, al punto da trovarsi nella situazione di aver superato il terzo mese di gravidanza. Questo non è ammissibile in ogni ospedale e struttura sanitaria ed in ogni orario ci deve essere un medico in grado di poter garantire l’aborto, si deve valutare caso per caso la diffusione dei medi obiettori in ogni ospedali e se in sovrannumero saranno spostati in altre strutture.
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