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Elezioni Comunali Roma 2021

Calenda incontra un giovane candidato per Gualtieri: "Io ho fatto una sola lista per non dover premiare delle 'pippe'"

Scontro generazionale tra l'eurodeputato candidato sindaco e Lobuono della civica di Onorato in zona Pantheon: "La sua è una lista di politici", lo incalza il ventunenne

A Roma è la campagna elettorale degli incontri tra avversari, impegnati in comizi, strette di mano, volantinaggi nei quartieri. Si rincorrono, si provocano, si fanno "le poste". Dopo il sipartietto tra Carlo Calenda e Matteo Salvini al mercato di Porta Portese il 26 settembre e ancor prima il blitz di Virginia Raggi durante la passeggiata di Roberto Gualtieri a San Basilio con il parroco anti-spaccio don Coluccia, ecco che va in scena un vero e proprio dibattito. 

Non solo un dibattito, in realtà: è un vero e proprio scontro generazionale. Siamo a due passi dal Pantheon, da una parte c'è il quarantottenne Carlo Calenda, candidato sindaco della sua (unica) lista, leader di Azione, supportato da Italia Viva. Dall'altra Federico Lobuono, ventunenne, tra gli animatori del movimento La Giovane Roma, candidato consigliere comunale nella lista civica di Gualtieri, quella coordinata dall'ex Marchini Alessandro Onorato

"Gualtieri se vince dovrà fare assessori delle pippe"

L'ex Ministro e attualmente eurodeputato ("se divento sindaco mi dimetto, altrimenti no" ha detto tra le varie cose), stava tornando a casa e si è fermato a parlare con Lobuono, che volantinava davanti al Grand Hotel de la Minerve e ovviamente il "match" finisce immortalato e su Twitter: "Voi avete come coordinatore di lista Alessandro Onorato - stuzzica Calenda - non era quello candidato col Centrodestra, che è sceso in piazza quando è caduto Marino? Nella mia lista l'88% di persone non è mai stato in un partito prima d'oggi". Lobuono, che lo accusa di aver fatto una finta lista civica, mentre quella di cui fa parte lui lo è davvero, ribatte: "Onorato non è candidato, tu hai come sostenitore Matteo Renzi che ha fatto cadere Marino". Ma la parte più divertente è quella in cui il candidato sindaco spiega perché è meglio avere una sola lista invece di sei, come quelle a sostegno di Gualtieri: "Perché lui se vincerà - spiega al ben più giovane Lobuono - dovrà fare assessori delle 'pippe' e metterne altri nei consigli delle partecipate perché lo hann sostenuto. Non è solo una mia previsione, a Roma si fa così da sempre". 

Scontro sulla "monnezza"

Per fortuna sua, il candidato della civica di Gualtieri non è tra le presunte 'pippe', ma quando Calenda lo incalza sul tema dei rifiuti (così, all'improvviso, fuori contesto), un po' viene preso alla sprovvista: "Gualtieri punta su differenziata e porta a porta, a Colli Aniene ha funzionato". Calenda, che non è nato ieri, a voce bella chiara davanti a cinque o sei smartphone accesi ripete la lezione: "Questa roba l'ho sentita già dalla Raggi - sogghigna - ma non avete capito che a Roma senza termovalorizzatore, senza fusione di Ama e Acea, senza 13.500 cestini nuovi e senza l'impiego dei percettori di reddito di cinttadinanza come spazzini, non si va da nessuna parte. E lo sai come le prendo le risorse? Risparmiando 170 milioni di euro per non mandare i rifiuti fuori, recuperando 200 milioni di Tari inevasa, recuperando 60 milioni del valore della frazione secca. Quello che volete fare voi costa tantissimo". 

"Onorato non lo conoscevo, parlava male del Pd"

Insomma, ormai Calenda è un fiume in piena, quando un ragazzo gli chiede perché si è candidato dice: "Roma è la più grande sfida amministrativa, è una vergogna che nessun leader di partito abbia voluto candidarsi nella Capitale d'Italia, lo ritengo indegno. Dovevo partecipare alle primarie? Io non governo con Bettini, Mancini e Astorre, quelli che hanno portato Roma al declino e non ti fanno fare niente". Chiusura su Onorato, evidentemente "trend topic" delle ultime 48 ore di campagna elettorale: "Io non lo conoscevo - risponde l'eurodeputato quando qualcuno dei presenti gli chiede se è vero che gli aveva proposto di coordinargli la lista -  è venuto lui da me, si è seduto e ha iniziato a dirmi che il Pd è la somma di tutti i mali di Roma". 

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