Elezioni Comunali Roma 2021

Calenda punta al Campidoglio: “Se non arrivo al ballottaggio avrò fallito. Il Pd a me preferirà Raggi”

Il leader di Azione e candidato sindaco a Roma chiede ai dem di uscire allo scoperto: "Al ballottaggio tra Gualtieri e Raggi sosterrò Gualtieri, non so se loro faranno lo stesso". Prosegue la campagna elettorale in periferia: "Non sono pariolino, manderò a romani mio curriculum"

"Se non arrivo al ballottaggio vuol dire che avrò fallito”. Carlo Calenda punta dritto al Campidoglio. A cinque mesi dalle elezioni per il sindaco di Roma per il leader di Azione, che già si era tirato fuori dalle primarie del centrosinistra, non si placano gli attriti con il Pd. L’ex ministro chiede ai dem di uscire allo scoperto, soprattutto qualora al secondo turno la sfida fosse Calenda-Raggi. 

Elezioni Roma, Calenda: "Il Pd a me preferirà Raggi"

"Quelli del Pd sono stati molto chiari. Se al secondo turno andremo io contro Raggi voteranno la Raggi. Lo ha detto Monica Cirinnà e lo ha detto implicitamente Boccia. La loro direttrice è Gualtieri, e se non passa lui poi la Raggi. Poi che i cittadini voteranno di nuovo per la Raggi lo voglio vedere disegnato. Se invece andrò io al ballottaggio chiederoò ai romani di votarmi, senza accordi con la Raggi" - ha detto Calenda in diretta su La7 alla trasmissione Tagadà. "Se sarà un ballottaggio Gualtieri-Raggi è chiaro che darò indicazione di votare per Gualtieri. Ho chiesto a quelli del Pd: 'ma voi farete lo stesso'? Non mi hanno risposto. Io farò una cosa inaudita: andrò dai romani chiedendo loro di votarmi sulla base del programma".

Calenda il manager. Gualtieri il professore: "L'amministrazione non è cosa sua"

Calenda ha rimarcato poi il suo approccio manageriale. "Cosa mi distingue da Gualtieri? La gestione dell'amministrazione. Lui è un professore universitario e viene da un percorso legislativo, io vengo da una carriera manageriale, da Sky alla Ferrari, e mi appassiona la gestione. Lui ha un profilo diverso, è stato un bravissimo presidente di commissione Econ. Ma penso che non sia cosa sua l'amministrazione. Forse mi sbaglio, vedremo". 

"Pariolino e radica chic": "Manderò ai romani mio cv"

Calenda, campagna elettorale nelle periferie, ma gli avversari politici lo definiscono “pariolino” e “radical chic”. "Io pariolino? Non so che vuol dire. Io ho lavorato da quando avevo 18 anni e ho una figlia da quando ne avevo 16. E non ho mai vissuto ai Parioli. Radical chic? E' la cosa più lontana da me essere radical chic. Manderò a tutti i romani il mio curriculum, spiegando  - ha detto il candidato sindaco - cosa ho fatto nella vita e dicendo loro che per me le elezioni sono un colloquio di lavoro". 

Rifiuti, trasporti e territori. Ad iniziare da quelli ai margini della città. Programma e tappe elettorali serrate per Calenda. "Bisogna essere seri e profondi e questa è la ragione per cui io vado nelle periferie ogni settimana, da Gregna a Morena. Bisogna parlare con le associazioni di quartiere e tirare giù un programma molto circostanziato. Roma è difficilissima: ci sono le periferie storiche senza spazi verdi e piene di traffico e quelle oltre il Gra, che sono in crescita, dove non c'è niente, nessuna metro e in alcuni casi nemmeno fogne e allacci all'acqua. Il lavoro che bisogna fare è dire i 5 interventi prioritari e quanto costano". 

"Gasparri non può fare il sindaco di Roma"

 Poi la stoccata al centrodestra che sul candidato sindaco, dopo i ripetuti no di Guido Bertolaso, brancola nel buio. "Gasaparri si sta autocandidando? Mi pare di sì. Se sono favorevole? Molto". Questo il commento, ironico, di Calenda. "Spero che sia chiaro - ha poi aggiunto - che Roma non puo' avere Gasparri come sindaco".

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