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Elezioni Comunali Roma 2021

Elezioni municipali, il M5s al lavoro: la formazione dei minisindaci è (quasi) al completo

Tra conferme e novità ecco la squadra che il M5s mette in campo per conquistare i municipi

“Squadra che vince non si cambia”amava ripetere Vujadin Boskov. Un motto, quello del compianto allenatore di Sampdoria e Roma, che è stato fatto proprio anche dal Movimento 5 stelle. In vista delle prossime elezioni, Raggi punta a confermare la maggior parte dei player che si sono resi protagonisti della cavalcata vincente del 2016. Con qualche eccezione.

Chi saluta

Non saranno delle partita una manciata di minisindaci. Dario D’Innocenti, Giovanni Boccuzzi, Mario Torelli e Roberto Romanella non saranno a disposizione delle elezioni municipali. Nelle urne il 3 e 4 ottobre, i residenti non troveranno i loro nomi. Nel primo caso, quello del Municipio dell'Eur, si è scelto di puntare su una candidata della lista civica. La decisione è ricaduta sull’avvocato Carla Canale, attuale presidente del coordinamento dei comitati di quartiere del Municipio IX. Attiva sul territorio, è in buoni rapporti con la Sindaca Raggi. 

Nel Municipio V Giovanni Boccuzzi non sarà il nome da scrivere nella scheda elettorale. Il M5s ha però fatto una scelta in continuità e, quindi, ha deciso di puntare su un esponente della sua giunta. Il nome più papabile è quello di Maria Elena Mammarella, assessora alle politiche educative e scolastiche. Non è però esclusa la possibilità di un ricorso ad una lista civica ed a quel punto il nome sarebbe quello di Valentina Coppola, presidente di Earth.

Il dopo Torelli

Mario Torelli, già minisindaco Municipio XI, non ha intenzione di ripresentarsi alle urne. Funzionario in pensione della Polizia di Stato, Torelli è stato il primo presidente a dover rinunciare alla carica per la quale era stato eletto. Sfiduciato nell’aprile del 2019, è rimasto comunque alla guida del territorio come delegato della Sindaca. Al suo posto, il M5s, punta sull’architetto Luca Mellina è stato il vicepresidente del Municipio XI durante i tre anni di mandato di Mario Torelli. 

Il Municipio delle Torri

Altro pentastellato che non si ricandida a guidare un municipio è Roberto Romanella. Alla guida del Municipio VI, quello delle “Torri”, si è deciso di puntare su Francesca Filipponi. Fino all’estate del 2019 è stata vicepresidente di quel Municipio e successivamente ha ricoperto un incarico di capo staff nell’assessorato capitolino alle Politiche Sociali. Torna nel territorio per sfidare Fabrizio Compagnone, candidato del centrosinistra e Valter Mastrangeli, della lista di Calenda Sindaco. Il centrodestra invece, più indietro nelle nomine, ancora non ha formalizzato il nome del candidato.

La squadra dei confermati

Vanno verso la riconferma Giuseppina Castagnetta in XIII ed Alfredo Campagna in XIV. In X, nel Municipio di Ostia, il Movimento cinque stelle dopo il risultato del novembre 2017 ha intenzione di riproporre Giuliana Di Pillo. Invece per il territorio del Municipio XV l’idea, piuttosto concreta, è quella di ripresentare il minisindaco Stefano Simonelli. In XII da valutare la riconferma di Silvia Crescimanno o, in alternativa, nel segno della continuità il suo assessore Alessandro Galletti.

Il dopo Pace

In ottavo municipio il M5s ha scelto invece Marco Merafina, uno dei consiglieri pentastellati eletti in Municipio. Gli attivisti accreditati sulla piattaforma digitale che è stata utilizzata per scegliere il candidato presidente lo hanno preferito ad Enrico Lupardini, un decano del territorio. Nell’VIII, dopo la breve parentesi di Paolo Pace (M5s dimessosi e poi passato a FdI) i grillini dovranno sfidare il presidente Amedeo Ciaccheri, riproposto senza passare per le primarie di centrosinistra, e Simonetta Novi per la lista di Calenda. Anche in quel territorio il centrodestra non ha sciolto le riserve sulla candidatura.

Il Municipio più complicato

In VII il M5s nella scelta del proprio candidato deve gestire una delle situazioni più complicate. Quel territorio è stato amministrato per oltre 5 anni da Monica Lozzi. Eletta tra le fila pentastellate, in polemica con la rielezione della Sindaca, è uscita dal Movimento ed ha creato REvoluzione Civica. E’ però rimasta alla guida del Municipio più popoloso di Roma, supportata dai voti di larga parte del gruppo pentastellato che, a sua volta, ha accusato di dirigismo il M5s romano. Il risultato è che nessuno di quella maggioranza, fedele al programma elettorale che aveva portato i 5 stelle a Cinecittà, sarà candidato come presidente. 

Le sfiduciate ed i fortini della sinistra

A proposito di criticità, l’amministrazione dovrà gestire anche la situazione delle candidature del Municipio III e IV perchè lì. Roberta Capoccioni e Roberta Della Casa, elette nel 2016 tra le fila grilline, sono state sfiduciate. La prima già si è ricandidata, uscendone sconfitta da Caudo (ora è assessora in V).  Nei casi delle due ex minisindache, pertanto, il motto caro a Boskov potrebbe non trovare applicazione. Ma lo scenario è in divenire ed anche nei municipi storicamente a guida del centrosinistra, il I ed il II, il totonomi è ancora in corso. Il grosso dello scacchiere, però, è stato delineato. E potrebbe presto essere ufficializzato, magari insieme alla lista civica a supporto della ricandidatura, in Comune, di Virginia Raggi. 
 

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