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Lunedì, 3 Ottobre 2022
Elezioni Comunali Roma 2021

Elezioni municipi, nel centrodestra attesa la fumata bianca. Malumori a Roma nord e Monte Mario

Forza Italia potrebbe rinunciare all'Eur in cambio del collegio di Primavalle per le suppletive alla Camera. Nello storico feudo del XV è scontro interno alla Lega: tutti i nomi in ballo dei candidati presidente del centrodestra a Roma

Il termine per la consegna delle liste è fissato per la fine della setttimana, così nel centrodestra è corsa contro il tempo per completare il puzzle sulle presidenze dei municipi. Questa sera l’incontro dal quale dovrebbe scaturire la fumata bianca, ma all’interno della coalizione nulla è dato per scontato: “Ormai siamo abituati ad accordi ‘chiusi’ che saltano nel cuore della notte, ripensamenti e nomi nuovi” - una fonte racconta a RomaToday l’attesa. Nel centrodestra regna l’impazienza: i candidati minisindaci scalpitano, vogliono iniziare ufficialmente la campagna elettorale per la conquista dei territori. 

Elezioni municipi: attesa per i candidati presidente del centrodestra

Il nodo principale dovrebbe sciogliersi nelle prossime ore con la rinuncia di Forza Italia alle pretese sul IX Municipio in cambio della candidatura nel collegio di Primavalle in occasione delle suppletive per la Camera. Correrà Pasquale Calzetta che già tre anni fa sfiorò la vittoria.

L’Eur, territorio ambito, passerà dunque in quota Fratelli d’Italia pronto a schierare uno tra De Juliis, Sordini o Graceffa. Il XII andrebbe a Forza Italia: candidato ignoto ma previsto in quota Cavallari il quale però continua ad insistere sulla presidenza del IX, dove correrebbe Gianni Porfiri. In quota UdC invece il nome per il VII.

Municipio XV: malumori nel feudo romano del centrodestra

Montano i malumori in XV, storico feudo romano del centrodestra. A Roma nord lo scontro è tutto interno alla Lega: Andrea Signorini, vicino al coordinatore regionale Claudio Durigon ma poco conosciuto tra Cassia e Flaminia avendo sempre svolto la sua attività politica ai Parioli, è ad oggi in vantaggio su Roberto Cantiani, candidato considerato più “territoriale” e vincente essendo legato alla squadra del consigliere regionale Pino Cangemi. Mal di pancia anche a Monte Mario dove sembra sfumare la candidatura a presidente di Fernando Urciuolo della Lega in favore dell’imprenditore Domenico Naso, politicamente vicino alla famiglia De Lillo. Naso sogna il Campidoglio ma potrebbe essere dirottato verso lo scranno più alto del XIV superando chi da tempo è in campo sul territorio: il collega di partito Urciuolo, e gli storici per quanto giovani consiglieri di FdI Alberto Mariani e Stefano Oddo. 

A Montesacro la resistenza dell'ala cattolica

Il centrodestra vuole vincere e tornare a governare dopo anni il Roma Montesacro. In III Municipio il nome forte è quello di Giordana Petrella (FdI), consigliera di lungo corso. Da superare la resistenza dell’ala cattolica che in Terzo vorrebbe portare a casa i consensi maturati per la battaglia sulla madonnina di piazza Sempione. 

Il partito di Giorgia Meloni lascerà a malincuore campo libero a Forza Italia in II Municipio dove la candidatura di Patrizio Di Tursi è in vantaggio su quella di Hollijwer Paolo (Fdi). 

In I Municipio sembra ormai assodato il nome di Stefano Tozzi di Fratelli d’Italia, così come in IV quello di Roberto Santoro. In V dovebbe correre Daniele Rinaldi, sempre FdI. Nel VI Nicola Franco, storico consigliere di viale Cambellotti, già nel 2016 candidato presidente del centrodestra. Le Torri, all’epoca, sono state l’unico municipio diventato terreno di ballottaggio per il centrodestra in città (poi battuto dal M5s con Romanella).  In Municipio VIII, tra i territori più “rossi” della Capitale, il candidato minisindaco dovrebbe essere Paolo Barbato di Forza Italia. Le certezze della Lega si chiamano Monica Picca per il X e Daniele Catalano per l’XI, per Fratelli d’Italia Marco Giovagnorio in XIII. “La situazione cambia in continuazione, onestamente non ci stiamo capendo nulla”. Senza ufficialità difficile sbilanciarsi, così i comitati elettorali restano chiusi: i “santini” dei candidati presidente nemmeno nel cassetto. E il 3 e 4 ottobre si vota

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