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Lunedì, 29 Novembre 2021
Elezioni Comunali Roma 2021

Comunali 2021, David Sassoli chiude la porta al Pd: "Non mi candido, l'ho già detto"

Il presidente del Parlamento europeo ribadisce il suo no a un'eventuale candidatura a sindaco di Roma

"Non mi candiderò a sindaco di Roma, l'ho ripetuto tante volte". E quella di ieri sera a Che Tempo Fa è l'ennesima, forse l'ultima, quella che chiude definitivamente la porta alla possibilità per il Pd di trovare un candidato in accordo con i Cinque Stelle per le comunali del 2021. Il presidente del Parlamento europeo David Sassoli lo ha ribadito: nessuna corsa al Campidoglio. Neanche se si votasse a settembre, quando il suo mandato a Bruxelles arriverà a scadenza. Eppure c'era chi tra le file dei democratici era ancora pronto a scommettere che il nome finale sarebbe stato il suo. 

A onor del vero che non avesse intenzione di candidarsi Sassoli lo ha sempre detto. In diversi però erano convinti (o speravano) che il corteggiamento andato avanti mesi da parte dei vertici del Nazareno alla fine avrebbe avuto la meglio, specie appunto in caso di rinvio delle elezioni a fine estate, causa pandemia, quando il suo impegno in Europa giungerà al termine. Sarebbe stato un buon nome anche per un eventuale alleanza pentastellata, data la vicinanza di Sassoli anche alla galassia grillina. E invece la porta è chiusa, o così pare, e nel centrosinistra il nodo candidatura resta tutto da sciogliere.

Per le comunali 2021 il partito sembra navigare nel buio. E mentre il M5s va avanti (per adesso) in sostegno di Virginia Raggi e il centrodestra si mostra compatto e pronto a convergere sul nome di Guido Bertolaso, tra i democratici lo stallo è totale. Unico a parlare è l'ex ministro Carlo Calenda, da più di un mese in campo come candidato sindaco ma in maniera autonoma, senza il sostegno a oggi del centrosinistra. Commenta i fatti romani, attacca i Cinque Stelle, porta avanti la campagna elettorale girando la città e ogni tre per due sollecita il Pd a prendere una decisione: appoggiarlo oppure no. Non escludendo la possibilità di ritirarsi se i dem dovessero trovare il candidato "forte". Che però, salvo sorprese sempre possibili, non sarà Sassoli. 

Oltre a Calenda restano in campo i nomi di chi in queste settimane si è detto disponibile a correre alle primarie. Vedi Monica Cirinnà, senatrice Pd nota per la legge sulle unioni civili che porta il suo nome, o Giovanni Caudo, presidente del III municipio. Ma nulla si sa né delle elezioni primarie, da fare on line data l'emergenza sanitaria in corso, che sembrano sparite dall'agenda, né dal tavolo del centrosinistra romano, indetto proprio per discutere e confrontarsi sul futuro di Roma e su come arrivare alla scelta del candidato.

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