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Ora è ufficiale, non si vota a giugno: il nuovo sindaco di Roma in autunno

C'è il decreto del governo. Per presentare una lista è stabilita "la riduzione a un terzo del numero minimo di sottoscrizioni richieste"

Mancava solo l'ufficialità che da ieri è arrivata: le elezioni amministrative a Roma e nelle altre grandi città sono rinviate all'autunno. Manca ancora la data: c'è infatti al momento solo una finestra, quella tra il 15 settembre e il 15 ottobre 2021. A sancire l'ufficialità dello slittamento - nell'aria, come da noi raccontato, già dallo scorso novembre - è una nota del Viminale. 

"Il Consiglio dei ministri", si legge, "su proposta del presidente Mario Draghi e del ministro dell’Interno Luciana Lamorgese ha approvato un decreto-legge che introduce disposizioni urgenti per il differimento di consultazioni elettorali per l’anno 2021. Il testo, in continuità con i provvedimenti analoghi già approvati nel 2020, dispone che le elezioni previste nell’anno in corso si svolgano in una data compresa tra il 15 settembre e il 15 ottobre 2021".

Nello stesso decreto si sancisce che le elezioni si svolgeranno su 2 giornate (domenica dalle ore 7 alle 23 e lunedì dalle ore 7 alle 15). Non solo le amministrative. Rinviate anche le elezioni regionali in Calabria e le suppletive per un seggio vacante alla Camera. 

La data delle elezioni

Non c'è quindi una data, ma una finestra. Il primo appuntamento utile è quello del 19 e 20 settembre che andrebbe a riproporre dinamiche simili a quelle delle elezioni regionali del 2020. Gli occhi degli addetti ai lavori sono però fissati sul 10 e 11 ottobre, teoricamente l'ultima data buona nell'ambito della finestra indicata. Tutti pronosticano quella come data buona per lo svolgimento del voto. Una data che eviterebbe una campagna elettorale sotto il solleone di agosto. 

Perché c'è stato il rinvio delle elezioni?

Una decisione che giunge a causa "del perdurare dell’epidemia Covid-19 e dell’esigenza di evitare fenomeni di assembramento, e di assicurare che le operazioni di voto si svolgano in condizioni di sicurezza per la salute dei cittadini, anche in considerazione della campagna vaccinale in corso".

Serviranno meno firme

C'è poi un passaggio apparentemente di secondo piano, ma importante soprattutto per le liste più piccole. "Il decreto stabilisce per l’anno 2021, limitatamente alle elezioni comunali e circoscrizionali, la riduzione a un terzo del numero minimo di sottoscrizioni richieste per la presentazione delle liste e candidature". In pratica serviranno meno firme per presentare una lista. 

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