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Calenda tira dritto: "Noi in campo chiunque si presenti". E in Azione arriva Dario Nanni

L'annuncio in conferenza stampa. Il consigliere del VI municipio: "Ho la possibilità di mettere a disposizione le mie conoscenze e competenze, dopo 10 anni da consigliere comunale della città"

Carlo Calenda va avanti e punta forte su Azione, il suo partito. Con la coalizione non intende chiudere i rapporti, ma se la strada di Letta e del Pd sono le primarie a lui non va bene. E se arrivasse Zingaretti come candidato sindaco? Non c'è alcuna intenzione di fare un passo indietro. Insomma il virgolettato alla lettera non c'è, ma il senso è più o meno questo: io sono candidato, mi offro al centrosinistra, se il centrosinistra non mi vuole, vado comunque avanti con la mia squadra.

Squadra di Azione che da oggi può contare sull'ex consigliere comunale ed attuale esponente del VI municipio Dario Nanni, ex Pd, ex Italia in Comune. La presentazione nel corso di una conferenza stampa, servita anche per mostrare i muscoli al resto della coalizione

"Oggi vogliamo dare il benvenuto a Dario Nanni", ha esordito Calenda. "Dario è una persona con un'esperienza straordinaria in particolare sulle periferie e abbiamo già fatto insieme parte del lavoro Municipio per Municipio poi confluito nelle singole presentazioni online. Per noi le periferie sono Roma, non avremo un approccio paternalistico ma pragmatico, individuando problemi e proponendo soluzioni". 

"Il lavoro- ha spiegato Calenda- continuerà a coesistere su due percorsi: uno è il programma su tutta Roma iniziato con il lancio del piano sulla pulizia, questa settimana ci sarà quello sui trasporti, poi il verde, il bilancio e l'assetto istituzionale di Roma; dall'altro lato il lavoro in presenza nei Municipi, in particolare nelle aree con problemi. Dalla prossima settimana inizieremo con Acilia e giorno dopo giorno continueremo lavorando con associazioni e cittadini".

"Quello che abbiamo in mente è un piano industriale per la città a 10 anni. La mia infatti non è una candidatura per 5 anni, ma per 10: è evidente come ad esempio il nostro piano trasporti abbia due orizzonti, uno a una consiliatura con un lavoro sull'anello ferroviario e il trasporto di superficie e uno più corposo a lungo raggio di 7-8 anni, perchè l'attuale amministrazione non solo non ha prodotto una metro, ma nemmeno un progetto di metro".  

Dario Nanni, attuale consigliere del VI municipio, nel 2016 corse alla presidenza del municipio nelle fila del Pd, lasciato poi l'anno dopo per approdare nella coalizione di Pizzarotti, Italia in Comune. Ora il passaggio in azione: "Ringrazio Carlo Calenda per la stima che mi dimostra e la responsabilità che mi affida, oggi entro in una squadra straordinaria. Ho conosciuto Calenda lo scorso anno e ho trovato non solo un politico preparato, ma soprattutto una persona con la capacità di entrare nel merito delle questioni e straordinaria anche sotto l'aspetto umano, che io metto sempre davanti a tutto. Poi c'è un altro aspetto fondamentale che è il progetto, perchè gli uomini e le donne si misurano su quello che fanno: nei prossimi mesi continueremo a girare per la città e parleremo con persone, associazioni e comitati, tutte realtà che costituiscono un patrimonio che oggi è una grande opportunità per Roma". Per Nanni "governare Roma deve essere un esercizio condiviso fondato su progetti concreti. Per ogni cosa che affronteremo evidenzieremo soluzione, risorse necessarie e dove trovarle: basta con gli slogan". Con Azione, ha concluso il consigliere municipale, "ho la possibilità che non mi è stata data in altri ambiti di mettere a disposizione le mie conoscenze e competenze, dopo 10 anni da consigliere comunale della città".

Quindi Calenda ha ribadito i concetti sempre espressi: "Certamente, se verrà riconvocato, parteciperò al tavolo della coalizione di centrosinistra. Da sei mesi cerchiamo di evitare ogni strappo. Parteciperemo come abbiamo sempre fatto, poi se la scelta del Pd sarà fare le primarie spostando ancora in avanti la discussione su Roma questo è un percorso che non intendo percorrere. L'unica cosa seria da fare è parlare di Roma ai romani". E sull'eventuale discesa in campo di Zingaretti, concetto altrettanto chiaro: "Se sarei disposto a fare un passo indietro in caso di candidatura di Zingaretti a Roma? Quando mi sono candidato a ottobre l'ho fatto in assenza di candidati, ho sempre detto che capisco il Pd che a Roma è molto forte ed è giusto che presenti suo nome, che avremmo sostenuto se fosse stato un nome di qualità. Ma se non accade nulla e io inizio un lavoro che coinvolge tante persone e 500 associazioni, parlando con i romani e avviando tanti gruppi di lavoro, poi non posso più fare un passo indietro e neanche legare il nostro progetto a una cosa aleatoria come il se e quando si fanno le primarie. Noi siamo in campo chiunque si presenti".

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