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Elezioni Comunali Roma 2021

Ciaccheri (Liberare Roma): “A lavoro per la sinistra civica ecologista e municipalista della Capitale"

Parla il portavoce del movimento politico e presidente dell'VIII Municipio: "Il progetto della sinistra ecologista deve puntare sull'innovazione senza rottamazione né censura"

“Chi fa politica non deve mai commettere l’errore di perdere la dimensione collettiva e plurale della sinistra ecologista. C'è un tema di stile del fare politica, non si può arrivare e buttare a mare quello che la politica può portare nel percorso": Amedeo Ciaccheri è il presidente dell'VIII Municipio e il portavoce di Liberare Roma. La lista che ha sostenuto Imma Battaglia al comune è stata per diverso tempo il convitato di pietra nel percorso di elaborazione della proposta di lista unitaria della sinistra animata da Giovanni Caudo. Una volta letti gli architravi progettuali proposti dall'urbanista-minisindaco, è stato da subito però evidente come le condizioni poste dall'ex assessore della giunta di Ignazio Marino fossero irricevibili per gli "irregolari" di Liberare Roma. 

"Io stimo e rispetto tutti e auguro il meglio a tutti i protagonisti della coalizione", spiega Ciaccheri a Roma Today, "ma è curiosa la pretesa di comandare sugli altri peraltro senza esporsi. Sottolineo comandare e non dialogare. Come quello che si presentava ai bordi di un campetto di periferia guardava la partita e a un certo punto diceva ora basta non dovete più giocare a calcio ma a golf perché così ho deciso. Non funziona così e non funziona la furia anti politica con 10 anni di ritardo dall'exploit grillino. A noi piace il calcio, è uno sport popolare e che si gioca insieme, con umiltà e determinazione come ci ha insegnato la nazionale di Mancini. Quanto accade in questi minuti, ovvero  il condensarsi di una lista ecosocialista”, aggiunge Ciaccheri, "può essere un contributo prezioso per un esperimento che ha valenza nazionale. Le singole biografie sono importanti ma innovare non vuol dire rottamare con un piglio da censura", spiega il presidente dell'VIII Municipio. 

Ciaccheri, si potrebbe però dire che state difendendo le vostre rendite di posizione politica. 

"Non mi sembra. Ci sarà una lista, i candidati si metteranno a disposizione e correranno. Come sempre alle elezioni quello che è importante è che i candidati sappiano rappresentare la storia generale e complessiva della sinistra ecologista cittadina. Noi stiamo provando a dire che alla coalizione progressista serve una parte, una rappresentazione complessiva che prescinda dai singoli protagonismi. Io rivendico il fatto di rimanere nel municipio dove ho governato gli scorsi tre anni anche per dare il miglior contributo alla campagna per Gualtieri. Penso che ognuno debba difendere il laboratorio politico che ha costruito. Noi lavoriamo intanto sulla innovazione, promuovendo una nuova classe dirigente. Servirà inoltre generosità per costruire una eccedenza parlando ai delusi a chi è fuori dal circuito della politica organizzata. Una aggregazione plurale che proverà ad aggiungere consensi alla coalizione e non solo redistribuire quelli che ci sono già. Saremo la seconda forza della coalizione e un PD ben ancorato a sinistra funziona meglio".

A proposito, ci dica tre successi a suo modo di vedere dell'amministrazione dell'VIII Municipio. 

"Abbiamo deciso di dare centralità alle persone con Municipio Solidale, piattaforma per affrontare socialmente la crisi pandemica. Un meccanismo di compenetrazione tra istituzione e società civile che ha costruito meccanismi di mutualismo sostanziali a partire dai bisogni. La comunità si è riconosciuta dentro un orizzonte complessivo e storie, culture differenti dal mondo confessionale a quello dell'autogestione, fino alle imprese di prossimità e al mondo del terzo settore sportivo, culturale, insieme per una sfida comune. Abbiamo per primi a Roma aperto appartamenti per il dopo di noi, perché si può dare una risposta a tante famiglie che da anni aspettavano che le istituzioni si prendessero in carico il futuro dei loro figli e figlie. Di fronte alla pandemia è ancora più chiaro come servisse investire su luoghi che oggi possono avere una funzione civile rivoluzionaria, e quindi abbiamo messo la scuola al centro del villaggio: patti di collaborazione, una nuova associazione dei genitori delle scuole, e poi progetti, progetti, progetti con la convinzione che la scuola non finisca con le sue mura. Infine tanti parlano di visione, e sono orgoglioso di aver creduto che orizzonte e identità possano camminare insieme a partire dalla dimensione di quartiere, come sta succedendo a Ostiense il distretto più innovativo della città, sull'Appia Antica dove c'è un occasione unica per il mondo, Tormarancia dove possiamo dimostrare che la cultura costruisca emancipazione sociale e lo faremo con il Teatro dell'Opera. Abbiamo cominciato dal centenario di Garbatella dove si sono condensati investimenti e nuovi servizi (biblioteche di prossimità, il centro Memo, i servizi delle Case del Municipio). 

Tornando alla lista, il problema che ha portato al naufragio l'esperimento Caudo è stato quella della governance, degli equilibri interni. Non è che il tema sia scomparso. Come lo affronterete voi? 

Servirà chiarezza, trasparenza e un patto progettuale da mettere in campo. I soggetti politici sono Liberare Roma, Sinistra Italiana, Articolo Uno, il Partito Socialista, le altre sigle di sinistra e il mondo ecologista. Ci sono delle storie importanti che si mettono insieme e lo fanno in trasperenza; si tratta di giocatori consapevoli di costruire un esperimento autonomo. Noi non cediamo questa sovranità e non accettiamo l'interdipendenza dal Partito Democratico che è il player centrale del campo progressista, ma che ha bisogno di alleati liberi, indipendenti e forti.  

I candidati al comune di Liberare Roma? 

Noi siamo una comunità e abbiamo organizzato sempre tutto insieme. Tutti faremo la nostra parte. Lavoriamo per un'assemblea larga in presenza in cui ci confronteremo sui prossimi passi. 
 

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