Comunali 2021, Ciaccheri: "Ecco cosa ci aspettiamo dal tavolo del centrosinistra"

Presidente dell'VIII municipio e leader del movimento Liberare Roma, area più a sinistra della coalizione che si prepara alle comunali 2021, Amedeo Ciaccheri parla a RomaToday

"Per noi l'orizzonte rimangono l'alleanza e le primarie, ma abbiamo un compito in più: investire su un processo politico che coinvolga la città e che dia spazio a nuovi volti e nuove biografie". Amedeo Ciaccheri, presidente dell'VIII municipio e leader del movimento Liberare Roma, l'area più a sinistra della coalizione che si prepara alle comunali 2021, parla chiaro. La scelta del candidato sindaco della Capitale dovrà passare da elezioni interne e da un percorso partecipato mirato a formare e consolidare l'alleanza di centrosinistra. 

Primarie sì, primarie no, primarie quando è il tema caldo che agita la sinistra romana, specie da quando ha annunciato la possibile discesa in campo Carlo Calenda e una fetta di partito, Zingaretti in primis, non esclude una convergenza diretta sul nome dell'ex ministro. "È impensabile senza passare dalle primarie" commenta Ciaccheri, irremovibile sulla questione, come del resto una buona parte dello stesso Pd Roma.

E nel caso in cui Calenda di presentasse alle primarie sarebbe disposto a rinunciare alla sua candidatura per sostenerlo? "Non ho mai sciolto la riserva sulla mia partecipazione - spiega - e questo comunque non dipende da Calenda. Si fa fatica a capire che insieme agli altri portavoce di Liberare Roma lavoriamo a un progetto collettivo: il nostro obiettivo è portare in consiglio comunale la voce delle mille esperienze innovative della città. Così la squadra per il governo di Roma sarà più forte"

Il tavolo convocato dal Pd per la giornata di oggi e aperto a tutte le forze della coalizione, è il primo passo. "È un gesto di importante attenzione che in questa prima seduta il segretario Casu abbia convocato anche i capigruppo capitolini e i miei colleghi presidenti di municipio. Credo sia indispensabile sancire oggi un coordinamento operativo dell'alleanza tra tutte le forze politiche presenti (da quelle più moderate a quelle più a sinistra come Liberare Roma) che lavori quotidianamente". Tra i temi fondamentali del futuro programma Ciaccheri porterà al tavolo quattro macro temi: il "contrasto alle disuguaglianze", la "transizione ecologica", la "rigenerazione urbana", e un capitolo dedicato a "generi e generazioni". 

Insomma, per il minisindaco di Garbatella il percorso è tracciato e indietro non si torna. Anche se le incognite esistono e ancora pesano sull'iter che porterà alle primarie, se davvero, alla fine, ci saranno. Da un parte l'outsider Calenda, dall'altro Virginia Raggi. Ciaccheri è tra coloro che ha escluso fin da subito qualunque sostegno possibile alla grillina. L'ipotesi di un'alleanza giallorossa anche su Roma però non è del tutto accantonata. Una parte del Movimento Cinque Stelle sta pressando su Raggi per un passo indietro che consentirebbe ai due partiti di governo di provare a trovare la quadra su un nome comune. 

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Di queste ore la notizia della rinuncia alla ricandidatura da parte di Chiara Appendino che potrebbe pesare in qualche modo anche sulla partito Campidoglio spingendo gli anti Raggi a chiedere alla sindaca di fare altrettanto. Si potrebbero rimescolare le carte? "Raggi e la sua Giunta hanno "sgovernato" Roma - taglia corto Ciaccheri -  segnando un solco profondissimo con la nostra città: un distacco che non si può recuperare con accordi di palazzo. Il compito dell'Alleanza democratica e progressista è piuttosto quello di parlare a tutta la cittadinanza, senza preclusioni ideologiche. Mettere in campo una proposta che possa recuperare il consenso anche di chi, cinque anni fa, ha creduto a Virginia Raggi". Certo se il nome non fosse Raggi le cose cambierebbero. "Se dovesse gettare la spugna si aprirebbe un nuovo scenario su cui l'alleanza dovrà riflettere collettivamente". 

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