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A (più di) qualcuno piace Caudo: la rete che non ti aspetti per l’urbanista sindaco

Esponenti sui territori, intellettuali, personalità significative: l’ex assessore della giunta Marino tesse la sua tela

"Bisogna puntare sulle forze migliori di Roma". Così si esprimeva Giovanni Caudo in un'intervista a RomaToday. Nei giorni caldi delle candidature alla presidenza del municipio, l'ex assessore della giunta Marino sta dimostrando di mantenere fede a questa sua, forte, presa di posizione. Aumentano infatti, giorno dopo giorno, gli endorsement all'urbanista, attuale presidente del III municipio. L'identikit corrisponde alle forze migliori immaginate da Caudo: civici o politici, da tempo impegnati su Roma, ognuno dando il proprio contributo.

L'ultimo in ordine di tempo è stato Marco Miccoli, in corsa per le primarie del XII municipio ed ex segretario dem romano, impegnato a lungo nella difesa dell'amministrazione Marino nei giorni caldi della sua defenestrazione. Un appoggio reciproco, sui social. “Marco è l’espressione di una politica che viene dal territorio, dal marciapiede, e per me, anche se non sono un iscritto del PD, ha sempre rappresentato quella tensione verso l’esterno che il PD dovrebbe coltivare per ritrovare il senso di un’azione politica tra le persone e con le persone”, ha scritto Caudo su Facebook. Solo l'ultimo, questo, di una serie di accordi, sottolineature e alleanze che il presidente del III Municipio e candidato alle primarie del centrosinistra sta stringendo: pochi giorni fa aveva fatto visita ad Alessandra Laterza, la libraia di Tor Bella Monaca divenuta celebre per “il gran rifiuto” di vendere il libro di Giorgia Meloni. Esponente storico del PD, Laterza era rimasta in bilico rispetto a una sua candidatura nel municipio delle Torri, che è stata annunciata subito dopo la visita di Caudo: come se fosse stata proprio quella visita a sbloccare la partita.

Ignazio Marino, da Philadelphia, ha fatto sapere di appoggiare il suo ex assessore: un sostegno atteso, certo, e però non da sottovalutare perché il nome dell’ex sindaco raccoglie simpatie e consensi in un certo immaginario che non ha ancora elaborato la ferita della sua cacciata dal Campidoglio. Sostegno a Giovanni Caudo anche dalla “sua” assessora Claudia Pratelli: anche qui, un endorsement che non stupisce, ma che significa; perché l’esponente di Liberi e Uguali rappresenta un collegamento con il mondo delle reti della solidarietà, di natura parasindacale, che si sono date da fare parecchio durante i giorni della pandemia. Nonna Roma, gli attivisti dei centri sociali Astra e Puzzle, sono tutti mondi con cui Caudo ha un legame forte. Sempre in tema di III Municipio, non si può non ricordare che Caudo ha di fatto “spaccato” la maggioranza che lo sostiene, dando indicazione di voto per il suo predecessore di centrosinistra Paolo Marchionne e non per il suo attuale assessore Francesco Pieroni: una mossa che spariglia.

Simbolico ma interessante è poi l’appoggio di Possibile Roma, il partito di Giuseppe Civati, come il tweet a favore di Caudo pubblicato da Tomaso Montanari. Né è da sottovalutare la condivisione da parte di Caudo del post Facebook di Enrico Stefano,  già presidente della Commissione Mobilità, consigliere comunale del Movimento Cinque Stelle e parte dei cinque “ribelli” rispetto alla linea di Virginia Raggi che ha annunciato di voler rispettare la regola dei due mandati e non ricandidarsi in Assemblea Capitolina. Figura di passaggio fra M5S e Sinistra, Stefano è generalmente molto apprezzato dal mondo che il 20 giugno si conterà alle primarie: nessuno share sui social, sono le grammatiche della politica ad insegnarlo, appare per caso. 

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