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Elezioni Regionali Lazio 2023

Regionali, centinaia di autisti Atac chiedono di fare i rappresentanti di lista: linea dura dell'azienda

Anche in questa occasione, così come accaduto per le politiche del settembre 2022, il dg Alberto Zorzan ha bocciato gran parte delle richieste, circa 800

L’ultima occasione erano state le elezioni politiche del 25 settembre, e anche per le regionali il copione non è cambiato: in occasione del voto per eleggere il nuovo presidente della Regione Lazio, sono stati centinaia gli autisti di Atac che hanno presentato richiesta di permesso per svolgere le funzioni di rappresentante di lista, scrutatore, segretario e presidente di seggio, domande cui il diretto generale Alberto Zorzan ha risposto, come la volta scorsa, con un secco “no”.

Atac: "Necessario garantire il servizio ai cittadini elettori"

La motivazione portata da Zorzan è la stessa: impossibile accogliere tutta la mole di richieste senza mandare in tilt il servizio di trasporto pubblico cittadino e far saltare centinaia di corse. Da qui la decisione di accogliere soltanto una parte delle domande, poco più di 330 (un’ottantina per scrutatori, segretari e presidenti di seggio), circa il 35% del totale. Questo per “assicurare il diritto alla mobilità dei cittadini elettori” ed “evitare l'interruzione del servizio pubblico con possibili ripercussioni anche sull'ordine pubblico” per le giornate di voto e scrutinio.

Come detto, non è la prima volta che la direzione di Atac si trova davanti a centinaia di richieste di questo genere in occasione delle elezioni. A ogni tornata elettorale molti autisti del servizio di trasporto pubblico vengono coinvolti in attività di seggio, con ripercussioni sul trasporto pubblico che l'azienda in passato ha provato ad arginare senza grande successo.

Febbre da elezioni in Atac: i precedenti

In occasione delle elezioni del 2013 le corse di bus, filobus e tram per tre giorni furono infatti ridotte per la mancanza di personale, e tre anni dopo, nel 2016, l'allora direttore generale, Marco Rettighieri aveva anche lui scelto la linea dura sospendendo la concessione dei permessi sindacali dal 3 al 6 giugno, nei giorni di attività dei seggi in occasione del turno elettorale. Ai tempi le richieste furono più di 850. Per le elezioni del 25 settembre scorso, invece, le domande superarono le 1.200, e ne vennero accettate soltanto una settantina.

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