Regionali Lazio 2018

Regionali, Liberi e Uguali divisi sull' "anomalia Lazio": ore decisive per l'appoggio a Zingaretti

Il vicepresidente Smeriglio a sostegno di una lista civica 'per Zingaretti'

Non c'è solo l'assetto del centrodestra tra le grandi incognite che dovranno essere sciolte nelle prossime settimane in vista delle elezioni regionali del Lazio. Mentre il Movimento cinque stelle si gioca tutto con la deputata Roberta Lombardi, e Nicola Zingaretti è lanciato ormai da settimane nella corsa per la riconferma, a sinistra del Pd il quadro è ancora, almeno in parte, da scrivere. Dopo l'arenarsi dell'esperienza di Giuliano Pisapia, a cui il vicepresidente regionale Massimiliano Smeriglio ha guardato con interesse dopo essere passato alla formazione di Art1-Mdp in Regione, l'ex esponente di Sel, che non ha seguito Grasso in Liberi e Uguali, ha deciso di scendere in campo in appoggio a una lista civica a sostegno del presidente uscente, che presenterà domenica 14 gennaio al 'Nazionale Spazio Eventi' di via Palermo. Si chiamerà 'Lista civica Zingaretti presidente', candidata ad essere la gamba 'sinistra' a fianco della lista dei moderati e di quella del Pd. 

A non aver ancora sciolto il nodo dell'appoggio a Zingaretti sono invece gli esponenti locali del neonato partito Liberi e Uguali, che abbraccia dagli Art1-Mdp a Sinistra Italiana passando per Possibile di Civati, divisi tra quanti sono favorevoli a scendere in campo con una lista a sostegno del governatore uscente e quanti invece preferirebbero rompere definitivamente con 'l'anomalia Lazio' e allinearsi al quadro nazionale, e a quanto sta accadendo nelle altre regioni italiane verso il voto, e correre con un proprio candidato presidente. Sono ore decisive, in un susseguirsi di riunioni e incontri durante i quali presto, forse già nelle prossime ore, una delle due anime dovrà avere la meglio.

Da una parte la Sinistra Italiana di Nicola Fratoianni, resistente alla linea del dialogo con Zingaretti, i cui rappresentanti locali negli ultimi mesi non hanno risparmiato critiche pubbliche al governo di centrosinistra nel Lazio. Dall'altra i dalemiani che seguendo una linea riassumibile in 'Zingaretti non è Renzi' lavorano ad una lista che sostenga il Governatore uscente. Una posizione che Massimo D'Alema ha chiara da mesi, fin da quel 28 ottobre quando ad un convegno organizzato da Mdp al Tempio di Adriano chiarì le sue "dovute distinzioni" tra l'esperienza al Governo e quella di Zingaretti nel Lazio. I colloqui proseguono e nell'area Mdp c'è ottimismo sul fatto che, alla fine, si troverà un accordo sul sostegno al presidente uscente. Si lavora sui punti programmatici. A Zingaretti è stato chiesto un cambio di rotta su alcuni temi, per esempio sulla sanità, con parte degli esponenti di Liberi e Uguali convinta che la sua azione in questi cinque anni sia stata sbilanciata a favore della componente privata. 

In gioco ci potrebbe essere molto di più di una scelta di natura politica. Il peso elettorale di Liberi e Uguali nel Lazio è potenzialmente rilevante per Zingaretti, soprattutto di fronte a candidati spendibili tra le sue fila, a maggior ragione se messa di fronte all'incognita del 'terzo polo' pentastellato. E già all'indomani della competizione di Ostia che, seppur con una situazione profondamente diversa, ha visto scendere in campo un centrosinistra frammentato, Zingaretti aveva sintetizzato così la sua posizione su Twitter:  "Anche Ostia conferma: divisi si perde, uniti si può vincere". 

Tra i consiglieri della lista 'Insieme per il Lazio', percorso nato il 4 novembre scorso seguendo le orme di Campo Progressista di Giuliano Pisapia, l'unico a seguire il destino di Liberi e Uguali è Riccardo Agostini, ex Pd, tra i favorevoli alla composizione di una lista in sostegno del candidato di quella che oggi è la sua maggioranza. Rosa Giancola, ex Pd, e gli ex Si-Sel Marta Bonafoni, Gino De Paolis e Daniela Bianchi (ex Pd) confluiranno nella lista civica in sostegno di Zingaretti insieme a Smeriglio. Tutti i nodi verranno presto al pettine: le liste vanno presentate 40 giorni prima delle elezioni e dal momento che è praticamente certo che il voto sarà il 4 marzo, insieme alle politiche, la dead line scadrà il 22 gennaio. Tra 17 giorni.

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