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Sabato, 22 Giugno 2024
Regionali Lazio 2018

La trasformazione di Lombardi: dai picchetti antisfratto al 'Salvini pensiero'

IL PUNTO - La candidata M5S con le sue battaglie ha sbilanciato a sinistra parte della campagna elettorale di Raggi. Oggi contende i voti alla Lega

Attribuire agli esponenti del Movimento cinque stelle un orientamento politico è sempre un esercizio ingannevole. In tempi elettorali poi, soprattutto per una forza populista cantrice del superamento dei vecchi schemi 'destra e sinistra', lo è ancora di più. Non possono però passare inosservate alcune affermazioni della candidata pentastellata alla regione Lazio, Roberta Lombardi, che nel corso delle ultime settimane ha più volte strizzato l'occhio al 'Matteo Salvini pensiero'.

"Se devo pensare al concetto di accoglienza nel Lazio penso a più turisti che rivitalizzano le economie locali, non all'accoglienza ai migranti fatta in maniera incontrollata" ha risposto ad un Giovanni Minoli che nel corso della trasmissione 'Faccia a faccia' su La7 le chiedeva genericamente di parlare di 'sicurezza'. Una scelta precisa, soprattutto a pochi giorni di distanza dall'attentato di matrice neofascista di Macerata contro i migranti che ha letteralmente infiammato il dibattito politico. Un punto di contatto con Salvini? "No, sono affermazioni di buonsenso, se poi ogni tanto anche Salvini ha affermazioni di buonsenso". Nega Roberta Lombardi, ma allo stesso tempo tenta di contendere alla Lega Nord quella linea dura sul tema migranti di cui a Roma il Movimento cinque stelle ha dato prova nei mesi lasciando che la risposta ai rifugiati sgomberati da via Curtatone arrivasse dagli idranti o cavalcando l'emergenza chiedendo una moratoria degli arrivi. 

Niente di nuovo, quindi. Non fosse che Roberta Lombardi nella recente elezione di Virginia Raggi in Campidoglio ha generato sentimenti ben diversi tra gli elettori romani. La sua generosità nello spendersi per le battaglie cittadine per il diritto all'abitare, contro gli sfratti, soprattutto nei piani di zona; la sua posizione critica verso l'incontrollata cementificazione del territorio romano (fu l'unica 'big' del Movimento cinque stelle a dichiararsi apertamente contraria all'operazione dello Stadio della Roma); tra le maggiori sostenitrici della nomina di Paolo Berdini ad assessore all'Urbanistica di Roma; la sua presenza disinvolta in alcune periferie della città l'hanno fatta percepire come una candidata 'che guarda a sinistra'. Una percezione diffusa, tanto che si può tranquillamente affermare che è anche grazie al suo lavoro se una fetta di città storicamente orientata a sinistra ha deciso di dare il proprio voto alla speranza di cambiamento suscitata dal Movimento cinque stelle. 

Senza scomodare il terreno dell'immigrazione, tanto fertile per i populisti di ogni specie da non poter proprio essere tralasciato, anche a costo evocarlo senza avere nulla di concreto da proporre, che la Lombardi anti-sfratto si fosse scolorita è stato chiaro anche alla presentazione del suo programma elettorale al Tempio di Adriano. Cinque i temi a cui Lombardi ha dato priorità: salute; rifiuti e ambiente; trasporti; impresa e lavoro; famiglia. Forse per non mettere in difficoltà Virginia Raggi, l'aspirante presidente non ha nemmeno accennato alle sue ricette per porre rimedio al disagio abitativo cittadino, da sempre tema forte per lei. 

È la linea nazionale. Fa comodo anche nel Lazio di Nicola Zingaretti, dove la coalizione di centrosinistra arriva fino a Liberi e Uguali, caso unico, e ancora più a sinistra si è piazzata Potere al popolo. A destra, invece, il Movimento cinque stelle potrebbe giocarsela sul terreno populusta con la recente incursione di Salvini nella capitale, inaugurata alle scorse elezioni e non ancora consolidata. I segnali vengono lanciati qui ed oltre.

Nel 2013, fresca di elezione, un post sul 'fascismo folcloristico di Casapound' le costò la notorietà grazie ad un'ondata di polemiche. La tesi era quella del 'fascismo buono' ma venne archiviata dietro un misto di inesperienza e ingenuità che i mezzi di informazione non le avevano perdonato. Oggi è pronta a governare il Lazio. Intanto in Italia il diffondersi di movimenti di estrema destra divide, il dibattito è all'ordine del giorno, ma la tesi di Roberta Lombardi non è cambiata. Lo ribadisce nell'intervista con Minoli che le chiede di prende una posizione sull'antifascismo. "C'è un principio costituzionale a cui io aderisco pienamente" premette. "Poi l'Istituto nazionale di previdenza sociale è stata una conquista di civiltà (in realtà le prime forme di previdenza sociale nacquero prima dell'avvento del fascismo, alla fine dell '800, ndr) mentre le leggi razziali sono state il momento più buio della nostra storia". 

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