Parisi apre a Pirozzi. Il sindaco di Amatrice sbatte la porta: "Io fuori dal centrodestra"

"Sono stato espulso dalla Meloni". In mattinata il candidato del centrodestra: "Pirozzi si unisca a noi, gli offro la vicepresidenza"

Parisi spalanca la porta, Pirozzi la sbatte. Nel centrodestra sembra scriversi la parola fine sulla possibile desistenza del sindaco di Amatrice in vista delle elezioni regionali 2018. Si consuma in radio l'ultimo e definitivo strappo. Sulle frequenze di Radio Cusano Campus, emittente dell’Università Niccolò Cusano, da prima Parisi offre a Pirozzi la vicepresidenza e poi il candidato dello scarpone, chiude all'ipotesi. 

"Pirozzi si unisca a noi"

Intervistato da Gianluca Fabi e Daniel Moretti Stefano Parisi ha fatto il punto della situazione sulla sua candidatura: "Sicuramente l’offerta è arrivata tardi –ha affermato Parisi-. Non mi ha chiamato Berlusconi, mi hanno chiamato Tajani e la Meloni e io quel giorno ho dovuto prendere una decisione. Il giorno prima il centrodestra ci aveva escluso dalla coalizione. Quindi noi eravamo pronti a presentare le nostre liste fuori dalla coalizione del centrodestra. In quel momento mi sono sentito sulle spalle una forte responsabilità: è meglio far vincere il centrodestra nel Lazio o farlo perdere in tutta Italia? Ho scelto la prima. Poi per quanto riguarda Energie per l’Italia all’interno del centrodestra vedremo”.

Su Pirozzi: "Se offrirei a Pirozzi la vicepresidenza? Certo, non c’è ombra di dubbio –ha dichiarato Parisi-. Noi abbiamo bisogno della sua popolarità e della sua esperienza. Io ho sempre detto che sarebbe stato un ottimo candidato alla presidenza della Regione, certo la precondizione è unire il centrodestra. Mi auguro che lui tenga a cuore le sorti di questa Regione e si unisca a noi. Se si potesse lavorare insieme sarebbe un’ottima soluzione per il Lazio e per tutti noi".

Chi è Stefano Parisi, il candidato presidente del centrodestra alla Regione Lazio

Pirozzi chiude al dialogo 

Durante la stessa trasmissione, poco dopo, Sergio Pirozzi non ha lasciato dubbi sulle sue intenzioni: "Questi sono i giorni della merla e non dei tordi. Ecco la mia risposta. Sono stato espulso dalla Meloni, ha detto che se non appoggio Parisi sto fuori. Io sono orgoglioso di star fuori, perché quando si sono fatti imporre la linea da un senatore come La Russa che decide le sorti del Lazio siamo apposto così. Io rispetto Parisi per la sua storia, anche se io non ho venduto il mio movimento in cambio di seggi, questa è una questione di coerenza. Venire a dire: Sergio Pirozzi è un buon vicepresidente, significa dire che sono un tordo. Io invece sono un merlo.  Non mi aspettavo che la Meloni facesse questo, dimostra la distanza che c’è tra i partiti e la base. Non hanno tenuto conto della volontà delle donne e degli uomini".

Fuori dalle metafore è ancora più netto: "Io non mi sento di far parte più di questo centrodestra, che decide nelle segrete stanze, come accadeva durante il declino dell’impero romano, quando nel Senato c’era solo la casta. Io amo questa regione, altrimenti avrei fatto altre scelte, sarei andato in parlamento. Tanti cacciano i soldi per farsi nominare, io invece non voglio essere un numero, uno dei tanti. Qui invece posso incidere davvero sul destino della nostra Regione, che io conosco bene, sono presidente dei Comuni dimenticati d’Italia. Ringrazio Parisi per il suo attestato di stima". 

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E sul gossip sul possibile dialogo con la Lombardi? "Fra poco diranno che sto dialogando col fu Bin Laden, poi magari con Trump e Putin. Qui bisogna combattere Zingarisi, che ha svenduto la regione".

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