Regionali Lazio 2018

Regionali 2018, Zingaretti contro Lombardi: "Incapaci". Lei ribatte: "Da 30 anni fa comizi elettorali"

Il governatore al Cinema Adriano insieme a Gentiloni e Renzi

Nicola Zingaretti ( ANSA/ETTORE FERRARI)

Sprint finale per Nicola Zingaretti che nelle prossime ore tenterà ciò che non è mai riuscito ad altri presidenti del Lazio: essere riconfermato. Il governatore è intervenuto ieri a 'casa Ferrero', all'iniziativa organizzata dal Partito Democratico al cinema Adriano. Con lui sul palco il premier Paolo Gentiloni e il segretario Matteo Renzi. "Se ce la fa il Lazio ce la fa anche l'Italia" ha detto Zingaretti ai presenti rivendicando il lavoro fatto: "Noi quando siamo arrivati in Regione eravamo di fronte all'abisso e l'abbiamo affrontato guardando in faccia la crisi, anche se l'abbiamo fatto forse troppo in silenzio quando si veniva dal voto anticipato per uno dei peggiori scandali della storia repubblicana".

L'arringa elettorale scattata ieri è una sfida lanciata direttamente agli avversari. "Dobbiamo evitare che nella Regione torni chi l'ha distrutta fino a 5 anni fa, perché sono sempre gli stessi, ed evitare che chi ha tradito e umiliato Roma con le promesse elettorali arrivi anche in Regione, con una classe politica di incapaci che non é in grado di risolvere i problemi" ha affermato Zingaretti dal palco. Parole che l'avversaria candidata del Movimento cinque stelle Roberta Lombardi non ha lasciato cadere nel vuoto. "Zingaretti dice che siamo incapaci. Io laureata in legge, per anni ho lavorato in un'azienda che esporta Made in Italy. Mi sono fatta le ossa, come tanti italiani. Lui cosa ha fatto? Da 30 anni viene pagato per fare comizi elettorali" ha scritto sulle sue pagine social. 

Zingaretti ha poi parlato di sanità. "Ora nel Lazio non c'è più debito nella sanità né il blocco delle assunzioni ma c'è speranza, siamo riusciti a fare quello che sembrava assolutamente impossibile. So che i problemi vanno affrontati: le liste d'attesa non le abbiamo create noi, ma le avete create voi con gli scandali e noi casomai con il lavoro abbiamo costruito le condizioni per eliminarle dal nostro sistema. Abbiamo iniziato a stabilizzare i 1.400 precari della sanità dopo 14 anni. Con onestà ci impegniamo, e lo faremo, ad eliminare in 5 anni il precariato dalla sanità pubblica del Lazio". 

Gli ultimi giorni di mobilitazione, ha continuato, "sono i più importanti, e mai come oggi lo sono in una democrazia in cui le scelte avvengono ora, in questi giorni e in queste ore. E se a questo punto c'é un obiettivo da cogliere, è la missione di guardare insieme negli occhi e nel cuore di un intero popolo ed essere coloro che, in una situazione difficile come questa, quando ci chiedono chi siamo rispondiamo che noi siamo coloro che vogliono ridare la speranza a questo Paese". Ha concluso il governatore: "C'e' una cattiva politica che su queste paure ci vive, c'è chi cerca un capro espiatorio e se la prende sempre coi più deboli, e poi c'è un'altra proposta politica che dicono moderna ma che è la più antica di tutte, quella di denunciare i problemi ma poi quando vincono si dimostra totalmente incapace di risolverli". Questo, per il candidato del centrosinistra "è il pericolo peggiore per la democrazia". 

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