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Elezioni Regione Lazio: scontro totale sulla data per il voto

Polverini e Alemanno indicano dicembre come 'impossibile'. Zingaretti e centrosinistra contrari

Una campagna elettorale che si preannuncia molto accesa. Botta e risposta tra centrodestra e centrosinistra sulla data delle prossime elezioni per eleggere il nuovo presidente della Regione Lazio. Tornata elettorale conseguenza dello scandalo dei fondi Pdl che ha portato in carcere l'ex capogruppo Franco Fiorito con l'accusa di peculato e successivo scossone in seno all'amministrazione governata da Renata Polverini con dimissioni dell'oramai ex governatore e dichiarazioni al vetriolo tra le varie parti politiche regionali. Campagna elettorale entrata già nel vivo con il centrosinistra a schierare 'l'artiglieria pesante' nella figura di Nicola Zingaretti ed il centrodestra a temporeggiare. Come annunciato ieri a gran voce dal presidente uscente Renata Polverini che ha definito le elezioni a dicembre impossibili. Tesi sostenuta anche dal suo assessore al Bilancio, Stefano Cetica che ha dichiarato che "il voto a dicembre è tecnicamente impossibile ed economicamente insensato". Indicazione sostenuta anche dal sindaco di Roma Gianni Alemanno che a margine di un convegno a Bari a ribadito: "Non ce la si fa a fare le elezioni entro dicembre, bisogna puntare all'election day".

ZINGARETTI - E la replica di quello che allo stato è l'unico sfidante alla Regione, Nicola Zingaretti, non si è fatta attendere. "E' grave il tentativo di rinviare il voto al 2013, la frattura tra cittadini e istituzioni si aggraverebbe di piu". Dunque il Pdl vedrebbe di buon occhio le elezioni in primavera, ad aprile per coordinare la tornata delle regionali con quella delle comunali. Uno slittamento che non avrebbe il gradimento tecnico del Viminale. Le indicazioni del ministro Annamaria Cancellieri, subito dopo le dimissioni della Polverini, erano stato chiare: andare alle urne entro 90 giorni dalla caduta del Consiglio regionale. Ovvero elezioni proprio in questo lasso di tempo e non più tardi. Ma le preoccupazioni della Regione Lazio sembrano non essere solo politiche anche se, da uno slittamento delle urne, il Pdl dall'identità incerta, sull'orlo di un rinnovamento e con lo scandalo fondi regionali che ha terremotato tutto il partito del Lazio, ne trarrebbe solo che giovamento.

CETICA - A snocciolare gli impedimenti tecnici oggi è stato proprio l'assessore al Bilancio Stefano Cetica. "Sui collegi elettorali potrebbero incidere anche la decisione che dovrà prendere il Governo sulle nuove Province e, non ultimo, va sciolto il rebus sul numero dei Consiglieri assegnati al Lazio che, secondo la legge, dovrebbero scendere da settanta a cinquanta". Insomma la Regione attende che venga definita la nuova mappa delle province del Lazio e cerca lumi su come interpretare il decreto taglia consiglieri che però per le Regioni interessate da tornate elettorali andrebbe applicato dalla prossima legislatura.

TAGLI - Eccezione questa che vede già serpeggiare malumori politici nel Pdl: "ma come si fanno rigore e tagli per il caso Lazio e poi si lascia proprio la Pisana a quota 70 consiglieri?", avrebbe sussurrato più di un consigliere della maggioranza uscente. Non solo. Ci sarebbero anche, e questo Cetica lo ha sottolineato, opportunità economiche che una Regione come il Lazio, con un bilancio precario e ora con l'onta-Fiorito, deve proprio considerare. Le Prefetture avrebbero chiesto alla Regione in vista delle imminenti elezioni l'anticipo di circa 23-27 milioni di euro per approntare il voto.

VOTO SUBITO - Soldi che al momento la Regione da anticipare non ha e sarebbe necessario fare una variazione di bilancio che richiede appunto tempo. E così tra questioni tecniche ed economiche Polverini prende tempo ora anche col placet di Alemanno. Il Pd non ci sta, scalpita e chiede "Voto subito" perché "la Regione non può essere ostaggio del duo Alemanno-Polverini", dice il deputato Michele Meta e il segretario romano Marco Miccoli. E l'Idv chiede l'intervento di "Governo e Presidente della Repubblica affinché si vada al voto entro il 2012".


TEMPI BREVI - Voto subito anche per il presidente dei senatori del Pd Luigi Zanda che, commentando le dichiarazioni di Renata Polverini, ha replicato: "Dopo l'inaudito scandalo della Regione Lazio è evidente a tutti gli italiani che il Consiglio Regionale deve essere rinnovato in tempi strettissimi e che sarebbe gravissimo nascondersi dietro escamotage tecnici per imbrogliare le carte e rinviare le elezioni". "Prima di pronunciarsi sulla data esatta delle elezioni - conclude il senatore Pd - sarebbe bene che tutti aspettassero la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del testo del decreto legge del governo sui consigli regionali. Quel che però fin da ora fa scandalo sono le manovre della Polverini che, prima ancora di conoscere il decreto, incurante della drammatica situazione in cui ha condotto la Regione Lazio, mette già la mani avanti anticipando la sua intenzione di rinviare le elezioni e tenere in vita un Consiglio Regionale e una Giunta ormai totalmente impotenti".

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