Regionali, Barillari: "Per il Movimento 5 Stelle sarà un boom incontenibile"

"La gente è stanca. Vuole mandarli tutti a casa". Davide Barillari spiega a Romatoday il suo progetto per il Lazio

"Servono risposte nette". Davide Barillari, candidato del Movimento 5 Stelle alla presidenza della regione Lazio è pronto ad andare alla ribalta. "La gente è stanca: vogliono mandarli tutti a casa". A Romatoday ha spiegato il suo progetto per il Lazio.

Quali sono i punti più urgenti da affrontare in questa regione?

Sicuramente il tema più urgente da affrontare è quello della sanità che in questa regione è allo sfascio più completo. Il problema è che è sempre stata impostata non nell'ottica di garantire il benessere dei cittadini ma per favorire gli interessi clientelari legati a questo settore.

Cosa fare per uscire da questa situazione?

Prima di tutto colpire la corruzione. In tutti questi anni sono stati spesi milioni di euro dei cittadini per favoritismi e clientele. Soldi sprecati che potevano essere indirizzati veso investimenti utili a tutti. Il Movimento 5 Stelle si propone di recuperare questo denaro. Inoltre, per garantire il controllo di tutti, metteremo in rete tutti i documenti, dalle fatture ai bandi di gara, in modo che chiunque possa controllare.

La partecipazione è una delle parole d'ordine della politica in questo momento di "sfiducia" nei confronti della politica. Il vostro Movimento dovrebbe basarsi proprio su questo elemento. Che cosa avete fatto e farete per favorire la partecipazione?

Il nostro è un programma partecipato scritto con la collaborazione di tutti i cittadini che hanno voluto contribuire. Prima di presentare il programma abbiamo lavorato per sei mesi a dei tavoli di lavoro sui diversi temi. Ognuno ha partecipato in base alle proprie competenze. Molti problemi la gente li vive sulla propria pelle tutti i giorni ed è per questo che è in grado di elaborare anche delle possibili risposte.

E una volta in Regione?

Innanzitutto un programma partecipato stimola la partecipazione. Noi vogliamo rendere la Regione Lazio un'istituzione aperta e trasparente. Fino ad oggi le decisioni sono state prese solamente in stanze inaccessibili. Nessuno può partecipare. Si può solo contestare una volta che le decisioni sono già state prese. Vorremmo inserire un momento di partecipazione previsto per legge che permetta ai cittadini di intervenire prima della fine del processo decisionale. Per fare questo serve anche il massimo della trasparenza.

Per esempio?

Prima di definire una commessa o di decidere di investire dei soldi si chiede ai cittadini in che modo devono essere spesi e quali sono i punti più utili su cui intervenire. Prima però di predere quella decisione. Questo è un processo destinato a cambiare per sempre la politica.

Avete già in mente un modello che funziona?

Alcuni esempi si possono trovare in Toscana o in Emilia Romagna, regioni in cui delle leggi prevedono processi come il bilancio partecipato. A questi elementi noi vorremmo aggiungere la rete, uno strumento che il Movimento 5 Stelle usa fin dall'inizio e che favorisce la democrazia liquida.

Una delle emergenze di questa regione, e in particolare di Roma, è la gestione dei rifiuti. Che proponete?

Noi sosteniamo scelte nette. Non come Storace o Zingaretti che sono favorevoli alla raccolta differenziata ma non rinnegano l'impiego di determinati impianti come gli inceneritori. Noi diciamo con chiarezza che questi impianti devono essere chiusi. E' una cosa da medioevo. L'unica strada è quella dei rifiuti zero: riuso, riciclo, riduzione. E poi è necessario smettere di ragionare sui rifiuti solo come emergenza ma come risorsa. Dobbiamo cambiare proprio il nostro concetto di rifiuto.

Proposte pratiche?

Avvio del porta a porta, disincentivare l'utilizzo di imballaggi o comunque favorire l'impiego di materiali che si possono differenziare.

In questa tornata elettorale la parola d'ordine "tagliare i costi della politica" è nei programmi di tutti i candidati. Se non sbaglio, è il vostro cavallo di battaglia da molto tempo.

Certo. A riguardo mi vergogno di quei rappresentanti politici che fino a poco tempo fa hanno preso 12 mila euro al mese più rimborsi per indennità vari e oggi si fanno paladini della riduzione dei costi della politica. Hanno avuto il coraggio di prendere 12 mila euro nonostante la crisi, la disoccupazione e il precariato dilagante. Solo ora accennano a fare qualche passo indietro. Noi abbiamo preso un impegno concreto.

Quanto deve prendere per voi un consigliere regionale?

2500 euro al mese. Questa non è una proposta aleatoria. Se verremo eletti ci autoridurremo lo stipendio come avvenuto in Sicilia e il resto lo metteremo in un fondo che i cittadini decideranno come utilizzare. In Sicilia lo stiamo usando per finanziare il microcredito alle imprese.

E la legalità? E' presente nei vostri programmi?

Vogliamo scoperchiare il sistema di rapporti tra mafia, politica e finanza. Uno dei nostri obiettivi è la lotta a quegli interessi politico mafiosi che si sono infiltrati dal sistema dei rifiuti alla gestione delle spiagge. Vorremmo inziare dalle scuole per diffondere la cultura della legalità e della giustizia.

Di competenza della Regione Lazio ci sono tutta una serie di Grandi Opere, penso per esempio alla Roma-Latina. Come affrontate questo tema?

In tutti questi anni sia gli schieramenti di centrodestra che quelli di centrosinistra hanno speculato sull'ambiente versando cemento su cemento senza badare agli interessi collettivi ma a quelli di costruttori e banche. Noi siamo per il consumo di suolo zero. Penso al raddoppio dell'aeroporto di Fiumicino che distruggerà ettari ed ettari di Riserva statale. Nessuno vuole queste opere e comunque prima di proporle bisognerebbe chiedere ai cittadini se le vogliono.

Queste elezioni sono la prima esperienza elettorale del Movimento 5 Stelle nel Lazio. I sondaggi vi attribuiscono percentuali di voto elevate. Cosa vi aspettate?

Un boom incontenibile. Per andare a lavorare prendo la Roma-Lido tutte le mattine e parlo con la gente che è stanca. La gente li vuole mandare tutti a casa. Vuole volti nuovi e trasparenti. I sondaggi per noi sono buoni ma sottostimano quello che sarà. Noi ci candidiamo con l'ottica di governare. Abbiamo anche già iniziato a raccogliere i curricula di eventuali assessori che tradizionalmente è un incarico che non viene assegnato per competenza ma per "peso politico".

A proposito. Il vostro peso politico può diventare "allettante" per alcuni partiti. Venerdì sera nel corso della trasmissione a Sky il radicale Rossodivita vi ha teso una mano su determinati temi. Vede la possibilità di alleanze oppure esclude a prescindere questa eventualità?

Il Movimento 5 Stelle è chiuso a qualsiasi accordo pre-elettorale con chi ha distrutto la sanità, la scuola e il lavoro. Pd e Pdl da questo punto di vista sono uguali. Ci potrà essere una alleanza sulle singole proposte. Ma dopo le elezioni, in consiglio comunale. Valuteremo di volta in volta se sono proposte che possono essere interessanti per tutti.

Grillo terminerà la sua campagna elettorale a Roma, in piazza San Giovanni, quella delle grandi manifestazioni. Pensa che vi favorirà questo evento?

Sarà una grande spinta per arrivare fino al Comune di Roma. Un grande trampolino di lancio. Stiamo riempiendo piazze che non si riempivano da anni. Sarà un'onda travolgente e una giornata indimenticabile.

Per il comune avete già in mente qualche candidato?

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Come per la regione e per il parlamento i candidati del Movimento 5 Stelle sono cittadini sconosciuti e scelti per le loro competenze. Anche il candidato sindaco di Roma sarà scelto dai cittadini.

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