Domenica, 26 Settembre 2021
Regionali Lazio 2013

Elezioni regionali: Monti bacchetta, forse si vota tra gennaio e febbraio

Il decreto potrebbe essere firmato a novembre per far sì che le elezioni regionali siano fisstate a gennaio - febbraio del 2013

Sembrerebbe esserci finalmente una data per le prossime elezioni regionali. Voto tra fine gennaio e primi di febbraio, da indire attorno alla metà di novembre. Sarebbe questo, a quanto si apprende da ambienti vicini alla giunta regionale del Lazio, l'orientamento della presidente della Regione Lazio Renata Polverini.

Indire le elezioni a metà novembre, sempre a quanto si è appreso, sarebbe una scelta dettata dalla prudenza, per garantire una campagna elettorale serena. Se, infatti, ci fossero ricorsi di qualche tipo, emanare il decreto a novembre permetterebbe al Tar e al Consiglio di Stato di esprimersi prima della presentazione delle liste. Questo, si ragiona in giunta, eviterebbe il rischio di una sentenza 'bomba' in piena campagna elettorale, che creerebbe il caos.

La decisione di Polverini sarebbe arrivata in seguito alla strigliata del governo Monti che ha formulato "l'auspicio che la data delle elezioni amministrative per il Consiglio regionale del Lazio sia fissata dal Presidente della Regione al più presto, in armonia con il parere espresso dall'Avvocatura Generale dello Stato: 90 giorni dallo scioglimento del Consiglio". La posizione di Palazzo Chigi è stata affidata a una nota ufficiale.

La polemica intanto va avanti. "Penso che il pronunciamento del governo è importante perché nettissimo e chiarissimo e spazza via qualsiasi interpretazione, strumentale o legittima che fosse e dà delle indicazioni precise" afferma il presidente della Provincia e candidato alla Regione, Nicola Zingaretti, tra i sostenitori del 'voto subito'.

"E' importante - prosegue - che questo pronunciamento sia suffragato dall'autorevolissimo parere dell'Avvocatura dello Stato che va incontro alla richiesta di chiarimenti avanzata nei giorni scorsi dalla stessa Presidente Polverini dando dei termini certi. E' un parere quello del governo della repubblica assolutamente in sintonia con il sentire comune di tutti i cittadini del Lazio,delle forze produttive, associative, culturali e del lavoro che hanno segnalato con forza la necessità di andare a votare e di chiudere una parentesi in cui, in un momento di crisi drammatica si continuano a spendere 10 milioni di euro al mese per non fare nulla". "Spero vivamente - conclude - che si ponga fine a questa situazione".
 

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