Elezioni regionali 2010

La Bonino si lancia e conquista la gente di sinistra

Partita ieri la campagna elettorale. Le priorità per la Regione Lazio dell’ex commissario europeo radicale: sanità, rifiuti, trasporti, trasparenza delle nomine e della gestione

Bagno di folla per Emma Bonino. Il popolo in sala per la partenza della sua campagna elettorale la accoglie con calore, applausi, speranza. E non sono solo radicali: al teatro Eliseo ci sono tutti. Soprattutto i delusi di sinistra. “Credo di avere trovato qui non solo un ambiente dove posso stare, ma soprattutto un posto dove voglio stare”, dice una persona in platea. E si raccolgono le pre-firme per sostenere la candidatura Bonino: “Firmate, perché l’informazione non si occupa di noi, e raccogliere le firme necessarie questa volta sarà molto più difficile rispetto al passato” dice Marco Pannella. Il teatro non basta: a posti esauriti, il resto della folla viene spedito al vicino Piccolo Eliseo, dove è stata allestita la diretta video.

Parte, quindi, ufficialmente l’avventura di Emma Bonino per correre alla presidenza della Regione Lazio e battere la sua “rivale” del Pdl, la sindacalista Renata Polverini. Arriva al teatro Eliseo, in apertura del convegno “Il potere della non violenza”, organizzato da Quaderni Radicali, Left e L’asino d’Oro edizioni. Emozionata per il sostegno, finalmente incassato, del Partito Democratico, Emma spiega subito le sue priorità: la questione sanità, la mobilità, la “scottante” sfida dei rifiuti e la necessità di trasparenza nelle nomine e nella gestione pubblica.

Con la sua cifra stilistica: “Non c'è politica senza cultura. In politica forse non è più scontato metterci degli ideali, ed è questo ci distingue”. Ideali come la non violenza, ma anche il no al nucleare e la laicità. Con un avviso: la volontà di “rappresentare i valori e le passioni che tanto hanno segnato il popolo di sinistra e cattolico, e in generale il popolo italiano”. E risponde ad una provocazione maliziosa “Difficilmente chiamerò un prete per benedire il mio comitato elettorale...”. E’ quello che ha fatto l’altro giorno Renata Polverini: far benedire il suo quartier generale “Laboratorio Lazio” in via Imbriani, ex officina dell'Atac. 

L’incontro va avanti per tutta la mattinata. Emma va via intorno alle 11, lasciando la scena a Pannella e Massimo Fagioli, guru e psichiatra assai popolare nella Capitale. Il dialogo tra i due va avanti per almeno due ore e mezzo.  Sviscerano ogni angolo dello scibile umano, sottolineano la loro stima e il loro appoggio alla Bonino. Parlano di immigrazione, legalità, del comunismo che fu, di dimensione onirica. 

Fagioli è stato a lungo il guru di Fausto Bertinotti: espressione tipicamente romana, fautore dell’analisi collettiva, attira su di sé odi e amori per le sue teorie spesso forti. A cominciare dal suo approccio al tema dell’omosessualità: l’anno scorso, in un'intervista a Repubblica, ha dichiarato: “Secondo me, la pulsione omosessuale non esiste, è pulsione di annullamento. Per me il desiderio è solo nel rapporto uomo-donna, ossia tra diversi e uguali: uguali perché tutti gli esseri umani lo sono per la nascita, diversi perché ognuno ha la sua identità”. Proprio sulle coppie gay potrebbe giocarsi una delle più grandi battaglie del binomio Polverini-Bonino: “l’unica famiglia è quella tra uomo e donna”, ha dichiarato ieri la deputata del Pdl.

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