Elezioni comunali 2011 Corso Vittoria Colonna

Adriano Palozzi: "Per Marino uno sviluppo di qualità"

Adriano Palozzi si prepara a concorrere per il suo secondo mandato da primo cittadino di Marino, sostenuto dal centro-destra e dalla coalizione dei Moderati

Adriano Palozzi si prepara a concorrere per il suo secondo mandato da primo cittadino di Marino, sostenuto dal centro-destra e dalla coalizione dei Moderati. Dopo cinque anni di amministrazione ha tracciato un bilancio dei sui cinque anni di amministrazione e le prospettive future per Marino se sarà rieletto sindaco.

Marino con la sua amministrazione ha vissuto cinque anni di stabilità amministrativa. Se dovesse tracciare un bilancio di questo primo mandato da primo cittadino cosa metterebbe in risalto?

Sicuramente prima di tutte le opere, per così dire, visibili dobbiamo collocare il risanamento del bilancio comunale. Un lavoro fondamentale per la vita della città, ma non evidente come tante altre opere messe a punto. Fatto sta che siamo entrati a Palazzo Colonna, cinque anni fa, con il Comune che si trovava in un mare di debiti: qualcosa come venti milioni di euro di cui ben quindici riguardavano il famigerato contenzioso sul parcheggio di piazzale degli Eroi nel quale il Comune era stato condannato a pagare la somma alla vecchia società appaltatrice perché inadempiente nei confronti della stessa. Proprio ad inizio mandato siamo riusciti a condurre a buon fine una transazione che ha ridotto il debito di due terzi (a 5,1 milioni di Euro) che il Comune ha pagato. Le politiche di programmazione economica condotte poi con successo nel corso dei successivi anni di mandato, fino ad oggi, hanno fatto sì che Marino rientrasse nel patto di stabilità. Ora il Comune di Marino può nuovamente programmare le proprie opere e i propri progetti anche a medio e lungo termine. Poi, in una veloce carrellata, non posso non ricordare gli altri punti di forza, invece assai visibili e certamente non meno apprezzati dalla città: la riqualificazione di tutte le scuole del territorio, di tutti i parchi e di tutte le strutture sportive. Un lavoro di cinque anni che certamente non ha coperto tutte le necessità di Marino, ma ha agito sulle emergenze più grandi che ci avevano lasciato le inconcludenti amministrazioni del passato. Pensare che poi il mio ultimo fallimentare predecessore, oggi ricandidato con gli stessi presunti alleati che l’avevano mandato a casa nel 2005, si permette di dire che non abbiamo lasciato tracce fa solo ridere. Da parte mia, in particolare rispetto alla sua giunta, posso dire con certezza che nell’anno e dieci mesi di sua Amministrazione ha lasciato solo tracce di immondizia e un Piano regolatore particolarmente invasivo, approvato convintamente da loro che la nostra Amministrazione, nonostante la forte campagna di disinformazione condotta da tutte le forze del passato, grazie a due protocolli d’intesa con la Regione Lazio, sta mitigando e rendendo, per quel che possibile, maggiormente a misura d’uomo.

A Marino si presentano ben 6 candidati a sindaco, tra cui molte liste civiche. A cosa è dovuta questa frammentarietà politica nelle candidature di queste elezioni 2011?

La frammentarietà è tutta dalla parte dei nostri avversari che poi non sono altri che quelli del passato ai quali facevo cenno poco fa. Basta vedere i nomi dei loro candidati per capire. La Coalizione dei Moderati che mi sostiene, invece, è, semmai, un centrodestra allargato o, meglio ancora, un laboratorio politico e civico che vuole andare oltre le divisioni, anche quelle che la politica nazionale ci mette tutti i giorni davanti agli occhi. Proprio per questo invito la maggioranza dei cittadini di Marino che, ininterrottamente e con sempre maggiore affetto e convinzione ci ha sostenuto negli ultimi cinque anni, a unirsi ancora di più per mettere subito a lavoro una nuova buona Amministrazione, risultato della coerenza, della concretezza e della continuità degli ultimi cinque anni che mi hanno visto sindaco della nostra città. Un mandato che ora, nel prossimo quinquennio, per il bene di Marino, dovrà raddoppiare i suoi effetti.

Quali sono i tre punti del suo programma elettorale che vuole sottolineare e che saranno il perno della sua azione amministrativa se sarà rieletto sindaco per la seconda volta?

Anzitutto mi preme dire che nei prossimi cinque anni vogliamo diventare l’Amministrazione dei servizi. In questi primi cinque anni abbiamo amministrato l’emergenza ora dovremo dare un volto di eccellenza alla nostra città. I punti e i progetti sono molti e ambiziosi, non certo da libro dei sogni, come ama ripetere qualcuno tra i miei avversari. Saranno tutti interventi qualificanti che, anzi, porteranno a una crescita generalizzata della qualità della vita. Con certezza, però, posso già dire che nei primissimi mesi di lavoro della nuova Amministrazione Marino vedrà finalmente luce, come più volte annunciato, la riapertura del Pronto Soccorso e i lavori di riqualificazione di piazzale degli Eroi di cui la città tornerà a disporre in pieno con 255 posti auto sotterranei e il belvedere con la bella passeggiata affacciata su Roma che per molte famiglie, fino a vent’anni fa, è stato punto d’incontro e di riposo nel pieno centro storico della nostra città. Quindi, senza dubbio, nuovi spazi per la cultura e per il turismo su tutto il territorio comunale: dal museo del Cinema che sorgerà ai piedi di Palazzo Colonna, nella vecchia sala Lepanto alla creazione di spazi del tutto nuovi nelle frazioni. Il tutto in un contesto di riassetto urbanistico per rendere più coerente e fruibile per tutti la nuova stagione, quella dello sviluppo di qualità, che vogliamo donare a Marino.

In questi ultimi mesi i sindaci dei Castelli Romani hanno dovuto affrontare diverse emergenze quella dell'acqua all'arsenico, della gestione dei rifiuti e della sanità con il nuovo piano di riordino regionale. Qual è la posizione della sua coalizione su questi tre temi di forte impatto sull'opinione pubblica?

Diciamo che il nostro obiettivo è riuscire ad essere da un lato integrati alle posizioni comuni, senza però perdere quell’autonomia intellettuale e operativa, specie rispetto al nostro territorio con le sue specificità che possiamo dire con certezza di conoscere meglio di altri. E’ per questo che su temi come il riordino sanitario, la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti abbiamo preso posizioni particolari. Abbiamo lottato, come è noto, per la riapertura del Pronto Soccorso e per l’autentico potenziamento dell’ospedale San Giuseppe di Marino, una struttura baricentrica e d’eccellenza che non poteva essere ridotta a umile presidio. Anche e soprattutto per la sua storia e per le professionalità che vi hanno operato, ancora vi operano o torneranno ad operarvi. Così sui rifiuti. Abbiamo fatto una scelta di campo decisa in favore della raccolta differenziata stradale. Meno netta e clamorosa, specie agli occhi dei detrattori, di quella ‘porta a porta’ proposta dalla Provincia di Roma e ancora, comunque, non attuata nemmeno da tutti i comuni più prossimi alle idee amministrative e politiche del presidente della Provincia Zingaretti. La proposta che invece noi abbiamo fatto ai cittadini è più appropriata ai tipi di strade del nostro comune, specie nel centro storico. Per di più i cittadini possono dire di non aver vissuto l’arrivo della raccolta differenziata come una imposizione, ma come una opportunità per il futuro da conquistare passo passo. Senza gli ideologismi vuoti degli ambientalisti per partito preso, ma con una reale volontà di interpretare e vivere davvero il futuro di tutti. Ben oltre i numeri e le percentuali che, prima di essere strumentalizzati, andrebbero contestualizzati e compresi appieno con una onestà intellettuale che, evidentemente, taluni esponenti delle forze del passato proprio non riescono ad avere dalla loro.

L'Anci l'associazione nazionale dei comuni e il ministero delle pari opportunità, hanno lanciato una campagna per queste elezioni amministrative per sensibilizzare i candidati sindaco a valorizzare la presenza delle donne nelle liste e poi nelle future giunte. Come si muove in tal senso la sua coalizione?

Molte donne sono presenti nelle nostre liste. Alcune liste hanno rispettato la quota del 30% ma non certo, credo, per l’imposizione o i consigli di qualcuno, ma piuttosto per la sensibilità dei diretti e soprattutto delle dirette interessate. Laddove le donne mancano, purtroppo, saranno i partiti stessi che tramite una politica mirata, non certo grazie all’elemento quote, dovranno provvedere a incrementare la partecipazione delle donne alla vita politica dello stesso partito. Lo ripeto: non in quanto donne, ma in quanto cittadine di comunità moderne che mettono il principio della non discriminazione di genere tra i valori fondanti del loro presente e soprattutto del loro futuro. Per inciso, colgo la sua domanda e con questa concludo per lanciare anche un’altra provocazione: la macchina amministrativa italiana, anche quella del nostro Comune è piena di validissime donne che riescono ad essere nel contempo funzionari, dirigenti di successo e mamme fantastiche. Perché ciò non accade in politica? C’è troppo maschilismo o forse, come sono portato a pensare, la politica che crediamo di interpretare al meglio tutti i giorni non all’altezza di queste eroine quotidiane? Forse, dunque, quello che serve davvero a noi politici è in questo senso un po’ di autocritica costruttiva che spero i partiti presenti sul nostro territorio comincino a fare sin dall’inizio della prossima consigliatura.

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