Lunedì, 20 Settembre 2021
Elezioni Roma 2016

#aromaserve | Dai trasporti al turismo, cosa farà Stefano Fassina? Parla il programma

Negli ultimi giorni di campagna elettorale sono molti gli spot, le promesse, gli appelli. Ma cosa serve alla città? Romatoday, dopo aver interpellato una serie di realtà ha incrociato le domande e le proposte che arrivano da associazioni di settore, sindacati, movimenti e comunità di immigrati con il programma di Stefano Fassina

Foto dal sito Stefanofassina.it

Nel corso della sua campagna elettorale lo ha ribadito più volte: "La prima cosa che farei qualora diventassi sindaco sarebbe la ristrutturazione del debito". Un punto centrale per Stefano Fassina, candidato sindaco di Si-Sel, sostenuto dalla lista Sinistra per Roma, che da questa operazione economica punta a ricavare risorse per la città. Ridurre l'addizionale comunale Irpef per i redditi più bassi, la tariffa dei rifiuti per gli esercizi commerciali e le botteghe artigianali in difficoltà economica, intervenire sugli asili nido stabilizzando le educatrici comunali, finanziare un Piano strategico per il trasporto, ha spiegato a Romatoday nel corso di un'intervista.

Una campagna elettorale concentrata ad attrarre i voti a sinistra del Pd, a rosicchiare consensi al partito di Renzi, sempre da sinistra, magari i delusi da quanto accaduto con Ignazio Marino. Fassina, per ora, non ha ancora aperto le porte alla proposta di Giachetti che più volte ha lanciato appelli all'unità del centrosinistra. In questi ultimi giorni di campagna elettorale sono molti gli spot, le promesse, gli appelli. Ma cosa serve alla città? Romatoday, dopo aver interpellato una serie di realtà che vivono i problemi di Roma ogni giorno, ha deciso di incrociare le domande e le proposte che arrivano da associazioni di settore, sindacati, movimenti e comunità di immigrati con il programma di Stefano Fassina.

TRASPORTI

Per ridurre le distanze tra centro e periferia occorre puntare su una mobilità urbana e su una politica urbanistica che siano in netta discontinuità con quella delle amministrazioni della capitale degli ultimi trent’anni. Nel 2001 il 22% della popolazione comunale abitava fuori dal GRA, nel 2013 è diventata il 29%. La nostra proposta è di riportare le politiche di mobilità e l’urbanistica ad essere strumenti di organizzazione della città. Tra gli obiettivi: adottare un Piano urbano della Mobilità Sostenibile (ferrovie, mtro, corsie preferenziali, parcheggi di scambio); interventi di breve periodo a elevato impatto sulla frequenza e completamento della linea C; risanare il Trasporto pubblico locale , a partire dall’Atac, ponendo dei tetti ai compensi degli amministratori e dei dirigenti, assunzioni trasparenti, lotta all'evasione. LEGGI TUTTO IL PROGRAMMA

CICLISTI E PEDONI

Come cambiare marcia e portare la città al livello delle grandi capitali d'Europa che già hanno fatto dell'ecomobilità una realtà? LEGGI TUTTE LE DOMANDE E LE PROPOSTE DELL'ASSOCIAZIONE SALVACICLISTI

Realizzare il Grande Raccordo Anulare delle Bici – Grab. E’ necessario promuovere e rendere praticabile la “mobilità sostenibile”, riducendo drasticamente l’insicurezza di pedoni e ciclisti, con l’adeguamento di marciapiedi e incroci, l’istituzione di isole pedonali anche in periferia (nei luoghi di interesse commerciale), la creazione di corsie ciclabili protette sui percorsi più trafficati e pericolosi. Oltre a portare a realizzazione il Grab si punterà prioritariamente sullo sviluppo di tre grandi percorsi ciclabili: la Roma-Ostia; la chiusura dell’anello ciclabile Stazione Nomentana alla Stazione Trastevere; il tragitto lungo le sponde del Tevere ricollegandosi ai progetti portati avanti dalla regione Umbria. LEGGI TUTTO IL PROGRAMMA

COMMERCIO

Come mettere mano al settore? Come tutelare i negozi storici e le attività a conduzione familiare? Riorganizzazione degli spazi commerciali, con freno alla diffusione dei grandi centri per lo shopping e trovando formule innovative per reinserire nel tessuto urbano le attività di qualità. LEGGI TUTTE LE DOMANDE E LE PROPOSTE CNA COMMERCIO ROMA, GIOVANNA MARCHESE BELLAROTO

Dimezzamento della Tari per chi non ha utili nell’anno precedente. Il numero degli esercizi commerciali di prossimità, di quelli di media e di grande dimensione è in calo con una perdita di circa 90.000 posti di lavoro. Le aziende commerciali hanno continuato ad operare in modo isolato in assenza di una vera politica di rilancio del commercio. Le grandi catene hanno tagliato il costo del lavoro anche disdettando la contrattazione aziendale e ricorrendo alla terziarizzazione. Favoriremo la crescita dimensionale dei piccoli esercizi e la integrazione tra le diverse tipologie di esercizi. Realizzeremo un osservatorio partecipato con il compito di monitorare l’andamento del settore commerciale, con riguardo anche ai livelli occupazionali e alla qualità dei servizi. Dimezzeremo, infine, la Tari per negozi e botteghe artigiane che non hanno conseguito utili nel biennio precedente. LEGGI TUTTO IL PROGRAMMA 

TURISMO

Come valorizzare un segmento produttivo che potrebbe davvero rendere molto di più? Servono atti amministrativi pro turismo, un organismo di promozione della città all'estero, tipo convention bureau e lotta alle attività ricettive abusive. LEGGI TUTTE LE DOMANDE E LE PROPOSTE DI FEDERALBERGHI ROMA

Le presenze dei turisti a Roma sono in crescita ma meno che nelle altre capitali europee. Il patrimonio culturale e artistico può essere il motore di un sistema economico se saremo in grado di valorizzare anche l’apporto delle associazioni nell’attrarre investimenti privati anche dall’estero. Enormi sono i margini di miglioramento su cui dovrà intervenire il Comune, con priorità sui trasporti e sulla gestione/valorizzazione dei sui beni culturali, a cominciare dai musei civici. Occorre in particolare investire su una didattica museale rivolta non solo agli scolari romani ma anche a quelli che arrivano in gita scolastica dal resto di Italia e dal mondo, con una attenzione anche alle periferie romane, dove si stanno scoprendo complessi formidabili, da Tor Tre Teste a Osteria dell’Osa o del Curato. LEGGI TUTTO IL PROGRAMMA 

DIRITTO ALL'ABITARE

Quali politiche adotterà il prossimo sindaco per dare una risposta all'emergenza abitativa della Capitale? Due le interviste che Romatoday ha realizzato a riguardo. TUTTE LE DOMANDE E LE PROPOSTE DI MASSIMO PASQUINI DI UNIONE INQUILINI E DI PAOLO DI VETTA DEI MOVIMENTI PER IL DIRITTO ALL'ABITARE

L’obiettivo che ci proponiamo è di affrontare l’emergenza è il disagio abitativo con una pluralità di strumenti: nell’immediato, sospendere la chiusura dei CAAT fino alla effettiva sistemazione delle famiglie in essi ospitate; completo utilizzo delle abitazioni di ATER e Comune; superamento della soluzione residence e investimento delle ingenti risorse da essi assorbite per ristrutturare immobili capitolini da destinare a edilizia popolare; limitazione dell’uso del “buono casa” come contributo al pagamento dell’affitto per le fasce sociali a minori difficoltà;
riqualificazione degli insediamenti nei piani di zona; istituzione di una agenzia che favorisca l’allargamento dell’offerta in locazione a costi accessibili. Il nostro obiettivo è inoltre quello di risolvere le vergognose ingiustizie e le truffe dei Piani di Zona. E ancora: le riqualificazioni (che vanno accelerate ed estese) di beni pubblici – di proprietà comunale, statale e di altri enti – sono occasioni uniche ed irripetibili per incrementare i servizi e le dotazioni territoriali patrimoniali del comune, in particolare nel centro urbano o in zone ad alta densità abitativa. Occorre introdurre modifiche al piano regolatore al fine di annullare le previsioni di nuova edificazione. LEGGI TUTTO IL PROGRAMMA

TRASPARENZA

Cosa farà il prossimo sindaco per rendere l'amministrazione più trasparente? Verrà realizzata una mappa interattiva delle proprietà pubbliche? LEGGI TUTTE LE DOMANDE E LE PROPOSTE DI ANNA MARIA BIANCHI DEL LABORATORIO CARTE IN REGOLA

Per rendere il comune più trasparente è prioritario il rilascio di banche dati aperte, specie quelle relative ai processi in cui aumenta il rischio di corruzione: gli appalti, la concessione di beni e sussidi e le ispezioni. Digitalizzare la gestione dei procedimenti, indispensabile per dare piena attuazione a due disposizioni di legge: il monitoraggio dei tempi procedimentali; l’accesso dei cittadini alle informazioni sui procedimenti che li riguardano, attraverso strumenti informatici di tracciatura dell’avanzamento delle pratiche. E’ poi necessario adottare un Piano strategico per l’open data, i cui obiettivi, azioni, scadenze (intermedie e finali) e indicatori siano resi pubblici, assicurando la piena trasparenza anche degli stati di avanzamento. Il governo degli open data deve essere imperniato su un comitato misto di rappresentanti dell’amministrazione, delle imprese, delle associazioni e dei centri di ricerca. Occorre, inoltre, incentivare l’effettivo utilizzo delle informazioni rese disponibili attraverso un programma di iniziative quali “open data challenge” tematici e “monithon”. LEGGI TUTTO IL PROGRAMMA 

DIPENDENTI COMUNALI

La vertenza relativa al contratto decentrato sarà una delle prime questioni scottanti che dovrà affrontare il prossimo sindaco. Cosa farà il prossimo sindaco per tornare in sintonia con i 'propri' dipendenti? Che idea ha dell'amministrazione pubblica? E dei servizi? Quali obiettivi si propone di raggiungere? LEGGI TUTTE LE PROPOSTE E LE DOMANDE AVANZATE DA TRE SINDACALISTI – CISL FPUSBDICCAP

Superare il blocco del turn over puntando all’innovazione e premiando il merito Nel 2002 i dipendenti del Comune di Roma erano 27.300. Alla fine del 2014 erano 24.400 (-2.900). Più del 60% dei dipendenti sono ormai sopra i 50 anni, (solo l’8% sono sotto i 40) e solo il 20 % ha una laurea. L’amministrazione capitolina fornisce servizi di scadente qualità che lasciano profondamente insoddisfatti i cittadini e le imprese.  Per riformare l’amministrazione pubblica romana si deve uscire dalla logica dei tagli trasversali e progettare innovazioni puntuali che migliorino la qualità dei servizi forniti ai cittadini e alle imprese. Vogliamo difendere il servizio pubblico opponendoci alle privatizzazioni. Ma per far questo dobbiamo realizzare un forte recupero della produttività e della trasparenza dell’operato della burocrazia della capitale. A tal fine occorre premiare il merito e, dove necessario, punire senza esitazione coloro che violano le regole di comportamento, ma anche coinvolgere i lavoratori capitolini nella elaborazione e nella realizzazione del progetto di cambiamento. Nell’affidamento degli incarichi dei dirigenti pubblici si dovrà privilegiare la capacità di guidare un cambiamento radicalmente dell’attuale assetto organizzativo. LEGGI  TUTTO IL PROGRAMMA 

SCUOLA

La qualità dei servizi educativi è essenziale per combattere disuguaglianze culturali e sociali. Invece le difficoltà economiche e i vincoli posti dal patto di stabilità hanno indotto le amministrazioni locali a pubblicare bandi per l’affidamento ai privati dei servizi per l’infanzia solo su base economica, senza curarsi del rispetto dei diritti dei lavoratori e delle conseguenze sulla qualità dell’offerta educativa. La privatizzazione degli asili nido rappresenta, quindi, un ulteriore passo indietro. Noi proponiamo, invece, di rilanciare e rafforzare gli asili nido pubblici anche attraverso una stabilizzazione delle educatrici e degli educatori precari, da finanziare in parte attraverso consistenti risparmi che è possibile conseguire sugli acquisti e sulle forniture. LEGGI TUTTO IL PROGRAMMA

IMMIGRAZIONE

Il prossimo sindaco creerà spazio di contatto diretto tra l'amministrazione e le comunità migranti presenti sul territorio? Favorirà l'individuazione, insieme alla comunità musulmana, di moschee adatte per la preghiera? TUTTE LE DOMANDE E LE PROPOSTE DI FRANCESCO TIERI, COORDINATORE DEL CENTRO ASSOCIAZIONI ISLAMICHE DEL LAZIO E MIRUNA CAJVANEANU, GIORNALISTA E ATTIVISTA ROMENA

Secondo il Rapporto dell’Osservatorio romano sulle migrazioni, gli stranieri residenti a Roma Capitale al 1 gennaio 2015 sono 363.563 e incidono per il 12,7% sulla popolazione. Dati alla mano, è necessario valorizzare le esperienze di buona integrazione degli immigrati. Importantissimo il rapporto con il volontariato, che deve stimolare e non sostituire l’intervento pubblico: nell’insegnamento della lingua italiana l’attivismo del volontariato supera l’offerta pubblica con il 58% di iscritti alla Rete Scuole Migranti, contro il 41,7% iscritto ai Centri Territoriali Permanenti. Per questo si devono individuare spazi pubblici per istituire un centro multiculturale che ospiti le associazioni degli immigrati. Si deve anche prendere in carico i cosiddetti “transitanti”: chi amministra una capitale europea come Roma deve contestare l’attuale normativa che regola il diritto d’asilo, per evitare che scivolino in una condizione di “clandestinità”, anche a costo di sottoporre l’Italia ai rimproveri dell’Europa. Per l’accoglienza degli immigrati dobbiamo puntare su: Trasparenza in ogni ambito delle politiche di accoglienza, micro-accoglienza superando i grandi centri; appalti diversi, partecipazione, costruendo pratiche di incontro e di costruzione di una città plurale. LEGGI TUTTO IL PROGRAMMA

BARACCOPOLI

Chiudere le baraccopoli istituzionali attraverso diversificate soluzioni abitative. Elaborare un piano strategico, costruire consenso attraverso il dialogo con i media. ECCO TUTTE LE DOMANDE E LE RICHIESTE DELL'ASSOCIAZIONE 21 LUGLIO

Affinché il “superamento dei campi Rom” non resti uno slogan, proponiamo un percorso concreto, individuato insieme a chi vive nei municipi interessati dalla presenza dei campi e alle associazioni che si occupano da tempo di questo fenomeno. Si tratta, sostanzialmente, di avviare una mappatura delle attuali presenze nei campi e negli “insediamenti abusivi”, per individuare da un lato gli aventi diritto, dall’altro quali siano, tra questi ultimi, le specifiche esigenze dei diversi nuclei familiari. Ciò permetterebbe di: avviare la fuoriuscita dai campi attrezzati delle famiglie in grado di rendersi autonome avvalendosi di soluzioni abitative come quelle sostenute da altre città italiane; restituire ai campi attrezzati la loro funzione di accoglienza vincolata alla fuoriuscita; favorire una dismissione “spontanea” degli insediamenti abusivi. Per le politiche abitative proponiamo la verifica della possibilità di utilizzo del patrimonio residenziale pubblico; la individuazione di spazi di autorecupero da ricercarsi nel patrimonio pubblico; la costruzione di percorsi individualizzati per le famiglie rom sul modello dello S.P.R.A.R. Per far questo si dovrà istituire un tavolo a livello comunale. LEGGI TUTTO IL PROGRAMMA

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