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Foto di Andrea Ronchini

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Catarci scarica Fassina: "Risultato deludente. Non ci serve un'avanguardia senza popolo"

Al Caffè Letterario di Ostiense cinque candidati presidenti di Sinistra per Roma, area Sel, riflettono sulla sconfitta elettorale. Peciola: "E' un risultato disastroso". Dimezzati i voti della precedente tornata elettorale

Tutto da rifare. La sentenza che hanno emesso i cinque candidati alla presidenza municipale, durante una conferenza stampa al Caffè Letterario di via Ostiense, è lapidaria. "Le cose vanno chiamate col loro nome e questo risultato non è insoddisfacente – esordisce Gianluca Peciola, ex Capogruppo di Sel al Comune  – il risultato in questo caso è disastroso. E chi è intenzionato a proseguire su questa strada è un masochista".

IL DISASTRO - Cinquantacinquemila voti. Molti di meno di quelli attesi. “Sono grossomodo i voti presi da Repubblica Romana” viene ricordato. Ma la coalizione di Sandro Medici, alle precedenti elezioni, non raggiunse neppure la soglia di sbarramento. SEL invece vi riuscì, ottenendo anche cinque consiglieri. Oggi, se dovesse rinunciare Fassina, l’unico ad entrare in Assemblea Capitolina sarebbe proprio Medici. Azuni e Peciola, i due candidati forti di SEL, si sono infatti attestati al secondo e terzo posto.

SCARICATO FASSINA - A proposito di Fassina, “Domani io non andrò all’incontro che farà alla Città dell'Altra Economia – annuncia Catarci – e non credo sia una bella idea quella di creare un’associazione tra i candidati sconfitti. Abbiamo perso – ha spiegato il tre volte Presidente del Municipio VIII – perché non abbiamo saputo portare una proposta di governo cittadino. Il M5S ed il PD, a modo loro invece, l’hanno fatto”. Tutto da buttare? No, perché ad esempio sempre nel Municipio VIII il risultato raggiunto (10mila preferenze pari al 15,7%) è lusinghiero.

IL CONFRONTO APERTO - “Ripartiamo dai territori. E’ un metodo che consiglio di seguire a tutti quanti hanno partecipato a questo progetto. Sentiamo gli umori delle associazioni, dei comitati, del nostro elettorato. E dopo confrontiamoci, per capire se dobbiamo avere un ruolo o meno nei prossimi giorni”. La decisione se sostenere il PD o il M5S passerà dunque per l’elaborazione con i territori, con incontri che si svolgeranno per tutta la settimana. “Dobbiamo ripartire da loro. Perché non serve a nessuno un’avanguardia senza popolo.  Per avere ancora un ruolo c’è bisogno di più democrazia reale. Non abbiamo bisogno di deresponsabilizzarci  – conclude Catarci  –  nè di lasciare ad un deputato, anche il compito di essere l’unico rappresentante in Assemblea Capitolina”. Il riferimento è chiaro.  Fassina, alla Città dell’Altra Economia, dovrà fare a meno del candidato più forte messo in campo da Sinistra per Roma nelle ultime elezioni. La decisione sul ruolo che la rive gauche capitolina giocherà nel prossimo ballottaggio, non passerà per l'incontro di mercoledì a Testaccio.

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