Elezioni Roma 2016

Radicali in campo per Giachetti: "Sosteniamo la sua discontinuità"

Presentato il simbolo dei Radicali verso le elezioni amministrative. Giachetti: "Giachetti è il più attrezzato per cogliere la nostra proposta politica"

'Federalisti, laici, ecologisti'. Sono questi i radicali che alle prossime elezioni amministrative scenderanno in campo con una propria lista a fianco di Roberto Giachetti. Il simbolo della lista promossa dai Radicali Italiani, che contiene i tre aggettivi citati, è stato presentato questa mattina nella sede romana del partito, in via di Torre Argentina da Emma Bonino e dal segretario nazionale Riccardo Magi. Un cerchio giallo nel quale, su sfondo bianco, campeggia la scritta 'radicali' sottolineata da quattro strisce colorate di blu, rosso, giallo e verde.

Un simbolo “semplice e riconoscibile”, scandito dai colori primari, con il blu che "corrisponde ai movimenti liberali e il giallo è il colore storico che abbiamo usato negli ultimi 20 anni", più il verde, il colore dell'ecologismo. E dalle parole 'federalisti', perché "crediamo che vadano trovate delle soluzioni per rilanciare il progetto di Europa unita”, 'laici', per “un movimento che sia radicale nei diritti civili” ed infine 'ecologisti', “ma non quelli del 'no' a tutto, ma quelli, per esempio, delle iniziative referendarie sulla mobilità sostenibile che abbiamo fatto a Roma e a Milano in questi anni”. Da una parte “la storia radicale” e dall'altra “l'apertura alla società civile e alle personalità che possano partecipare” ha ricordato Magi.

12 punti nel programma a sostegno di Roberto Giachetti, la cui carriera politica è iniziata proprio tra i Radicali. “Sosteniamo la sua discontinuità” il commento di Emma Bonino. “Non abbiamo mai affrontato le elezioni con spirito di testimonianza, ma abbiamo sempre tentato di dare un contributo. Lo facciamo anche a Roma e diamo la nostra offerta politica a Roberto Giachetti, per noi il più attrezzato per coglierla e farne tesoro” continua Magi. “In questi anni abbiamo avuto scontri durissimi con il Pd. Così come abbiamo avuto scontri durissimi con il sindaco Marino. Ma abbiamo sempre tentato un dialogo costruttivo. Le nostre proposte sono i 12 punti del programma". 

Al primo posto c'è la mobilità definita 'leggera, moderna e flessibile'. Per i Radicali “serve un piano strutturato su sistemi innovativi con l’obiettivo di raggiungere entro cinque anni il 50 per cento di spostamenti con trasporto pubblico”. Segue la raccolta differenziata, dietro alle parole d'ordine: “Più differenzi, meno paghi” attraverso la costruzione dei quattro ecodistretti. E ancora. Una riforma del sistema delle municipalizzate “attraverso la messa a gara di tutti i servizi gestiti 'in house' dal Comune”. Per superare l'emergenza abitativa la ricetta dei Radicali è “legalità e controlli” facendo uscire “dalle case popolari chi non ne ha diritto”. Segue la proposta di una libertà di scelta per il 'cittadino-utente' anche per i servizi alle persone disabili e non autosufficienti sulla base del “calcolo del costo reale dei servizi”.

La lista prosegue con la proposta di un 'federalismo uninominale municipale con elezione diretta' per la Città Metropolitana e con una “riforma degli istituti della democrazia” attraverso la proposta di “strumenti concreti di partecipazione” come i referendum vincolanti. Tra gli altri il “mare libero e accessibile sempre” in riferimento al cosiddetto muro di Ostia, l'accoglienza “diffusa nel territorio” superando i grandi centri in periferia a favore di altri più piccoli per l'integrazione. Superamento dei campi rom. Roma “città sostenibile e intelligente”. Serve un “piano di sviluppo almeno decennale, che discenda dall’ascolto della cittadinanza, delle organizzazioni e degli enti di ricerca, per attuare un disegno che migliori la qualità della vita”. 

Non poteva mancare un commento sulla mancata candidatura di Ignazio Marino, sostenuto anche dai Radicali alle scorse elezioni, con cui però i rapporti si erano 'raffreddati' negli ultimi mesi. “Finalmente si è concluso un balletto che aveva molto poco di politico e molto di rancoroso. Finora, in questa campagna elettorale ci sono state molte polemiche e molto rancore, perchè non essendoci un dibattito sulle proposte, è evidente che lo spazio veniva occupato da questo" il commento di Magi. "Con Ignazio Marino negli anni della sua Giunta abbiamo avuto degli scontri molto duri, così come li abbiamo avuti per altri versi e su altre questioni con il Pd. Penso sia stata una grande occasione persa”. 

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