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Un momento di protesta dei dipendenti capitolini (Immagine di repertorio)

Un momento di protesta dei dipendenti capitolini (Immagine di repertorio)

Dipendenti comunali, #aromaserve: "Riorganizzare la macchina amministrativa"

Quale idea di servizio pubblico sta alla base? Che linee dovrà seguire il prossimo sindaco nella difficile gestione della macchina capitolina? Romatoday ha intervistato Giancarlo Cosentino, segretario della Cisl Fp di Roma

Che amministrazione hanno in mente i candidati a sindaco? Quali gli obiettivi da raggiungere? Quale idea di servizio pubblico sta alla base? Che linee dovrà seguire il prossimo sindaco nella difficile gestione della macchina capitolina? Romatoday ha intervistato Giancarlo Cosentino, segretario della Cisl Fp di Roma. 

Partiamo dal contratto decentrato. Dopo oltre un anno di trattative non si è ancora arrivati ad un punto condiviso. La patata bollente passerà al prossimo sindaco. Cosa serve per sbloccare la situazione?

La gestione commissariale non ha risolto la vertenza del contratto decentrato così toccherà al prossimo sindaco affrontare la questione del contratto di 24 mila dipendenti comunali, gli unici in grado di risollevare questa città. Qual è l'idea di amministrazione dei candidati a sindaco? Nel dibattito elettorale nessuno parla di come organizzare la macchina amministrativa della capitale d'Italia, di quali obiettivi, di come va formato il personale per raggiungerli, di quali personalità servono. Bisogna fissare il dna della macchina capitolina e, di conseguenza, serve un contratto di lavoro per i dipendenti che sia funzionale ad essa.

Ha parlato di riorganizzazione della macchina capitolina. Due punti che secondo lei il prossimo sindaco dovrebbe seguire.

Prima di tutto, anche se è un termine abusato, la trasparenza. Organizzare il lavoro per filiere corte, individuare nuove modalità operative in grado di dare risposta immediata ai servizi per i cittadini. La burocrazia attuale non è più adeguata ai tempi che stiamo vivendo. Per dirla in una frase: servono più centri decisionali e meno passacarte.

24 mila dipendenti comunali: in numeri assoluti fa impressione. Al contrario diverse categorie, penso soprattutto a vigili e maestre, denunciano di essere sotto-organico. 

Prima di tutto un dato. Il rapporto tra il numero dei dipendenti e i cittadini romani è il più basso d'Italia. Oltre alla normale amministrazione, Roma deve gestire anche le funzioni di una Capitale, dai cortei alla presenza di uno stato estero come il Vaticano. A Roma non vivono solo i residenti, ma anche circa un milione di persone, tra turisti, studenti e lavoratori. In questo quadro i dipendenti comunali sono spesso lasciati a sé stessi nel continuo tentativo di erogare servizi. È certamente necessario ringiovanire l'età media dei dipendenti, non solo per una questione anagrafica ma anche per le competenze e le energie che queste figure portano con sé.

C'è qualche settore in emergenza?

Il più in crisi è il settore educativo-scolastico. Il piano assunzionale varato dal commissario Tronca non dà una risposta al precariato decennale che si è formato in seno al Comune di Roma. Anzi, probabilmente è la carta con cui si procederà al licenziamento di migliaia di educatrici e insegnanti di nidi e asili comunali. Con questi numeri a settembre si rischia di non aprire ben 1600 strutture tra nidi e materne, e nessun candidato ha avuto la sensibilità di affrontare questo tema. Si tratta di migliaia di famiglie che potrebbero restare senza lavoro e altrettante senza un luogo dove poter custodire ed educare i propri figli. È un'emergenza nelle emergenze di Roma Capitale.

Come i candidati a sindaco dovrebbero affrontare questo tema?

La situazione è compromessa da norme nazionali. In questo caso l'amministrazione locale gestisce per conto dello Stato un servizio. Con una differenza: per quanto riguarda le scuole statali sono state previste delle deroghe per le assunzioni, per gli enti locali no. Non dobbiamo dimenticarci che quando parliamo di stabilizzazione del precariato, le lavoratrici a cui ci riferiamo già lavorano per il comune e quindi non sarebbero un costo aggiuntivo. Ai candidati chiederei che progetto hanno per queste 5 mila educatrici precarie. Molte di loro hanno accumulato anche 15 anni di esperienza raggiungendo alta professionalità. Qual è il progetto per il rilancio del settore? Purtroppo in questa campagna elettorale i problemi vengono solo denunciati ma bisognerebbe anche dire come vanno risolti.

Cosa deve fare il prossimo sindaco per riportare la pace nella categoria?

Nella mia vita professionale non ricordo una crisi di relazioni nel settore simile a quella che si è verificata con l'amministrazione Marino. C'è stata una volontà di rompere con tutto ma senza costruire nulla. Il corpo di Polizia Locale è invece un patrimonio della città. Un obiettivo del futuro sindaco dev'essere quello di porlo nel giusto asse con gli interessi dei cittadini. I vigili oggi vivono alla giornata: non c'è organizzazione, non c'è alcuna identità con il territorio. Roma, inoltre, è suddivisa in municipi grandi come la città di Firenze: è evidente che serve un decentramento delle funzioni da legare alla necessità di presidio del territorio.

La rotazione funziona?

Dipende da come viene gestita. Nell'ottica dell'anticorruzione, il legislatore prevede l'opportunità di una riprofessionalizzazione del personale in modo da ruotare gli incarichi in maniera corretta e trasparente. Se visto in questo senso il principio che sta alla base è costruttivo. A Roma, come è accaduto per i vigili, la rotazione territoriale ha provocato delle distorsioni in termini normativi. Questo è accaduto perché la dirigenza non è stata in grado di applicare quanto previsto. Il nuovo sindaco dovrà farsi carico di questa situazione, introducendo anche nuovi elementi nella dirigenza.

Guardando alla macchina capitolina più in generale. Tre domande da porre al prossimo sindaco.  

Come già detto, il prossimo sindaco dovrebbe fissare una serie di obiettivi per la riorganizzazione della macchina capitolina e spiegare come raggiungerli. Sulla base di questo, poi, andrebbe elaborato un contratto per i dipendenti. Non solo. Che idea di servizio pubblico hanno i candidati a sindaco? Va ricordato che i settori dove mafia capitale si è annidata con più facilità sono quelli dove si è abusato dell'esternalizzazione dei servizi. Alcune funzioni vogliono essere mantenute nell'alveo del pubblico oppure lasciate agli operatori privati? La scuola ne è un esempio. Si vuole immaginare un tipo di scuola all'altezza di una capitale oppure lasciare che il servizio venga gestito da privati? È difficile fare profitti su un settore delicato quello quello dell'educazione e dell'istruzione.

Riassumendo. Qual è l'idea di amministrazione dei candidati a sindaco? Come va rioriganizzata la macchina capitolina? Quali sono gli obiettivi e come raggiungerli? Qual è l'idea di servizio pubblico? Meno burocrazia e trasparenza nelle filiere decisionali, una delle linee. Fare i conti con la carenza d'organico in diversi settori, sbloccare il turnover per abbassare l'età media, procedere alla stabilizzazione delle insegnanti precarie, rimettere sullo stesso asse il lavoro dei vigili con le necessità della città.  

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