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Turismo, #aromaserve: "Un convention bureau e una tassa di soggiorno più bassa"

Le idee di Federalberghi Roma per gli aspiranti sindaci. Come rilanciare un settore "che potrebbe rendere molto di più"

Roma è una città turistica? Una domanda banale dalla risposta scontata, ma non per chi da sempre lavora a stretto contatto con il settore, almeno sulla carta, più redditizio della città. Non basta la fortuna di avere sul proprio territorio meraviglie del patrimonio Unesco tra le più visitate del pianeta. Per essere una metropoli turistica servono atti amministrativi che il turismo lo sostengano, lo promuovano, lo valorizzino. E "qui non se ne fanno da anni, anzi, sembra quasi che ci vogliano affossare". A parlare a Romatoday è il presidente di Federalberghi Roma, Giuseppe Roscioli, con soluzioni e proposte da sottoporre all'attenzione dei candidati sindaco per rilanciare il settore.  

TASSA DI SOGGIORNO - Prima spina nel fianco dei turisti è la tassa di soggiorno. "Chiediamo ai candidati se non di abolirla di ridimensionarla, perché a Roma è tra le più più alte d'Europa (da un minimo di 3 a un massimo di 7 euro a seconda delle categorie ricettive, ndr)". Ma soprattutto, "non è proporzionata ai servizi che la città offre ai turisti". Abbassarla dunque è la richiesta esplicita di Federalberghi, oltre al suo utilizzo nel settore dal quale si preleva. "Le risorse della tassa di soggiorno non vanno al turismo, e invece dovrebbero essere devoluto a progetto di valorizzazione e promozionali legati al settore". 

IL CONVENTION BUREAU - Magari per dar vita a un "convention bureau", che a Roma manca. Ed ecco un'altra proposta da passare al vaglio degli aspiranti sindaci. La realizzazione di un ufficio turistico che promuova il territorio romano sui mercati, aggregando le diverse componenti dell'offerta in un'ottica sistemica. "Esiste in tutte le grande città, Parigi, Londra, New York, Barcellona, è importantissimo per spingere il segmento turistico cittadino". 

LOTTA ALL'ABUVISMO RICETTIVO - Altro nodo a cui mettere mano è l'abusivismo di tante, troppe, strutture ricettive. "E' un problema enorme che sta creando un grave danno alle strutture organizzate che pagano regolarmente le tasse - spiega Roscioli - il 50 per cento delle attività non è propriamente alberghiera ed è irregolare". Senza contare il giro d'affari delle case vacanza, affitti irregolari di seconde e terze case dove, dai dati forniti a seguito di controlli della Guardia di Finanza, emerge una fetta di illegalità e violazioni che su Roma tocca le punte massime. Come ovviare il problema con i poteri di un sindaco? "Basterebbe vietare gli affitti di strutture destinate a civile abitazione per un periodo inferiore a sei mesi. Come stanno facendo altre città".

Riassumendo, come valorizzare un segmento produttivo che potrebbe davvere rendere molto di più? Servono atti amministrativi pro turismo, partendo con un ridimensionamento sostanziale della tassa di soggiorno. A seguire un organismo di promozione della città all'estero, tipo convention bureau già presente in quasi tutte le grandi città a vocazione turistica. E lotta alle attività ricettive abusive, con un nuovo provvedimento che impedisca ai privati di affittare case a uso civile per periodi inferiori ai sei mesi. 

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