E io pago: Frongia presenta il libro (programma) del M5S sugli sprechi di Roma

Intervista all'ex consigliere capitolino e candidato all'Assemblea capitolina Daniele Frongia. Con Laura Maragnani ha pubblicato 'E io pago: da documenti inediti tutti i soldi che gli italiani pagano per mantenere la Capitale'

Ha presieduto per due anni e mezzo la commissione per la Spending Review del Comune di Roma.  E oggi, a un mese dalle elezioni, presenta un libro, di cui è coautore insieme a Laura Maragnani, basato su documenti inediti con tutti i costi e le inefficienze della Capitale (E io Pago, Ed Chiarelettere). Daniele Frongia ex consigliere capitolino del Movimento, candidato consigliere alle prossime elezioni comunali presenta il suo lavoro a Romatoday.

Di nuovo in corsa per il Campidoglio. Questa volta con un libro 'pesante' tra le mani che parla proprio della Capitale. Da dove nasce l'idea?

Tutto parte da una proposta della coautrice e dell'editore con l'obiettivo di raccontare la mia esperienza alla commissione capitolina per la Spending Review. Era il settembre del 2015. Marino non era ancora dimissionario. Nel libro viene raccolta parte del materiale prodotto in quei due anni integrato con documenti inediti. La nostra analisi però continua fino ad oggi, con dati aggiornati. Nel libro c'è di tutto: dai debiti ai contratti di servizio delle aziende passando alla posizione dei dirigenti.  

Dai debiti agli sprechi. Tra i contenuti del libro, quale scandalo dovrebbero conoscere i cittadini prima di andare a votare?

Penso per esempio ad affittopoli: si parla sempre della sede del Pd ma dentro agli stabili comunali ci sono anche altri partiti, sindacati o 'inquilini istituzionali' che usufruiscono di quei beni da anni a canone ridotto. Altra questione rilevante riguarda l'affitto pagato dalle compagnie petrolifere per i distributori sul territorio cittadino. Un vero e proprio record europeo: ogni attività paga 1200 euro all'anno, 100 euro al mese. Dieci volte di  meno rispetto al resto d'Europa.   

Malagestione e sprechi, gli aspetti sono tanti. Un esempio emblematico? 

In città ci sono oltre sei mila bancarelle ed esercizi commerciali abusivi e tremila strutture ricettive fantasma che non versano nemmeno la tassa di soggiorno. Sono tutti soldi sottratti alle casse comunali. Per non parlare delle ambasciate. 

Per queste concessioni però ci sono degli accordi.

Certo, le sedi delle ambasciate sono concesse a titolo gratuito. Nessuno sostiene che sia sbagliato. Utilizzo però un esempio. Abbiamo scoperto che la Repubblica Araba d'Egitto, oltre alla sede ufficiale, ha in affitto per soli 4 euro al mese uno stabile di proprietà del Comune a due passi dal Colosseo. 

Uno dei suoi cavalli di battaglia, anche da consigliere, riguarda le spese che il Comune di Roma deve sostenere per la presenza del Vaticano. La stessa Virginia Raggi ha dichiarato più volte che se il Movimento cinque stelle vincerà, lavorerà per far pagare le tasse alle attività commerciali negli stabili di proprietà degli enti ecclesiastici. 

Nel libro pubblichiamo un documento ufficiale con tutte le proprietà censite del Vaticano sul territorio romano, con un calcolo delle tasse non pagate da parte degli esercizi commerciali e ricettivi della chiesa. 

Che cifra stimate?

200 milioni di euro all'anno. 

Parliamo di sprechi dell'amministrazione capitolina. Una domanda che rivolgo sia al Frongia scrittore sia al candidato. Qual è la prima cosa che va cambiata?

Non ci sono centrali uniche per gli acquisti. Bisognerebbe poi intervenire sulle consulenze e sugli affidamenti diretti.

Un esempio tra tutti?

Nel 2013 Zetema ha affidato una consulenza per una rassegna stampa internazionale a Klaus Davi che è costata 80 mila euro. 

Il più grande scandalo che denunciate nel libro?

Troppe case comunali affittate per pochi soldi a ricchi con Porsche parcheggiate sotto casa.

Avete stimato a quanto ammonta la perdita per le casse comunali?

La malagestione del patrimonio costa circa 100 milioni di euro all'anno. 

Immaginiamo un backstage del libro. È stato complicato lavorarci? C'è un aneddoto in particolare che vorrebbe raccontare?

Poco prima della chiusura del libro un grande costruttore romano mi ha contattato. Era un po' preoccupato per alcuni contenuti del lavoro. Mi chiedo come abbia fatto a sapere che veniva citato nel libro.

Passiamo alla questione del debito. Quando eravate all'opposizione avete chiesto più volte l'accesso agli atti. Virginia Raggi ha già promesso che lo farà pagare ai partiti che l'hanno creato. Libro alla mano, possiamo dire che hanno contribuito tutti in egual misura?

Troppo spesso i politici hanno dato la colpa ai funzionari. Troppo facile. Va ricordato che i dirigenti sono nominati dal sindaco: la responsabilità è politica. Ogni mese ci sono emergenze, espopri, problemi, anche di carattere nazionale, che ricadono sulla testa del sindaco di Roma. Serve un'operazione trasparenza, immediata ed operosa. 

Tutti colpevoli allo stesso modo o ci sono delle differenze?

Non è vero che i politici e i governi sono tutti uguali. Certo, c'è una continuità: lo spreco. Ma le consiliature si sono comportate diversamente. Se guardassimo i numeri è chiaro come con Veltroni registriamo un record di opere incompiute e di atti rimasti a gravare negli anni sulle casse del Comune. Dai derivati a opere come le Vele di Calatrava o la Nuvola di Fuksas. Nell'elenco metterei anche il museo della Shoah, nel 2007 avevano promesso che sarebbe stato terminato in 18 mesi.  

Torniamo alla sua candidatura. Lei era tra i nomi da selezionare nel secondo turno per la scelta del candidato sindaco. Perché si è ritirato?

Non è andata proprio così. Semplicemente non ho dato la disponilità aggiuntiva a correre al secondo turno. Avevo già concorso per diventare candidato sindaco nel 2013, quando vinse De Vito. Mi è sembrato giusto non ripeterlo per la seconda volta. 

Anticipazioni stampa la descrivono come il più quotato per la carica di vicesindaco. 

Non c'è nessun accordo. Non ho mai parlato con nessuno di questa possibilità né nessuno me l'ha offerta. Stiamo lavorando tanto sui contenuti, non ci interessano le poltrone. 

Ma se gli offrissero la carica di vicesindaco la accetterebbe?

Davvero non è un tema oggetto di discussione in questo momento. Non sarò il prossimo vicesindaco. 

I sondaggi vedono Virginia Raggi nettamente in testa. Siete pronti?

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Ho paura di dare per scontato i sondaggi. Alle europee davano il Movimento cinque stelle al pari del Pd. Lo dico da statistico più che da candidato, i sondaggi vanno trattati con grande prudenza. Il nostro obiettivo è vincere e governare bene. E non abbiamo paura di farlo.

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