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Commercio, #aromaserve: "Tutela degli artigiani e spazi di comakers"

Idee e soluzioni da sottoporre agli aspiranti sindaci per risollevare il tessuto produttivo della Capitale. Parla la presidente di Cna Commercio Roma, Giovanna Marchese Bellaroto

Mancano politiche a sostegno del commercio di prossimità, quello ancora esistente, dei mercati rionali, centri vitali dei quartieri spesso poco valorizzati, delle attività artigiane che cercano di sopravvivere alla concorrenza sleale degli abusivi e alla morsa di una tassazione fra le più alte del Paese, senza contare gli affitti stellari. Sui territori non si comprende quanto sia fondamentale il commercio come servizio essenziale per i cittadini e per la sicurezza dei contesti urbani dei quali stimola il senso di appartenenza. Come risollevare il tessuto produttivo della Capitale? Soluzioni e proposte della presidente di Cna Commercio Roma, Giovanna Marchese Bellaroto, per i candidati sindaco. 

TUTELE E INCENTIVI - Mettere in campo strumenti a salvaguardia di negozi, botteghe storiche e attività a conduzione familiare è sicuramente tra le priorità. Bellaroto propone interventi di mediazione del Comune sui rinnovi dei contratti di affitto: "Di frequente ci troviamo in situazioni in cui commercianti che hanno pagato per decine di anni un affitto, debbano pagare il triplo al rinnovo del contratto. Molti non ce la fanno". Poi la realizzazione di una Cittadella dell'Artigianato, finalizzata alla promozione della tradizione di queste attività per intercettare nuovi flussi commerciali, alla ricerca di innovazione, alla trasmissione dei saperi verso le giovani generazioni. Il tutto in parallelo con la lotta all'abusivismo, che ha come prima e diretta conseguenza la concorrenza sleale nei confronti della rete commerciale regolare.

STOP AI CENTRI COMMERCIALI - Altra priorità: superare "attraverso l’attualizzazione di un nuovo Piano del Commercio in accordo con la pianificazione regionale", la proliferazione di nuovi grandi centri commerciali, modello di commercio e di vendita che consuma territorio, incentiva l’utilizzo del trasporto privato e contribuisce alla crisi dei negozi di prossimità. Come? "Passando per una più corretta collocazione al di fuori della cerchia urbana, e definendo precisi e stringenti indici di salvaguardia per le imprese preesistenti". Una mossa da affiancare alla redazione di progetti di riuso degli immobili commerciali, quelli dismessi lungo le strade cittadine, che coinvolgano il commercio di qualità, da reinnestare così nel tessuto urbano. Un esempio: la creazione di comakers, l'analogo del coworking (condivisione dell'ambiente di lavoro pur mantenendo un'attività indipendente) ma dedicato agli artigiani.

COMMERCIO NELLA CITTA' STORICA - Un capitolo a parte tocca poi il centro storico e le occupazioni di suolo pubblico. "Qui l'impresa del prossimo sindaco - spiega ancora Bellaroto - sarebbe quella di coniugare la vocazione storico archeologica e culturale della nostra città con la voglia di fare impresa ed accoglienza, per formare  sempre più imprenditori della ristorazione che facciano del rispetto delle regole, la loro vocazione dando occupazione e tenendo vivo il turismo". Eccessivi e penalizzanti per Cna i provvedimenti presi in materia di tavolino "selvaggio". "Nel Tridente mediceo le attività di somministrazione rischiano occupabilità zero. Il che significa che in una strada come via Frattina l'unica bar con dei tavolini nell'area non potrebbe più occupare la strada (il Tar ha sospeso lo sgombero, ndr)"

REGIME DI TASSAZIONE - Infine si chiedono azioni anche sul fronte della tassazione locale, con mantenimento dell'Imu al minimo di legge dell'aliquota per gli immobili dove viene esercitata un’attività artigiana o di commercio di vicinato, la definizione di un regolamento trasparente sulla Tarsu, con detassazione delle aree che producono rifiuti speciali e riduzione della tariffa mediante utilizzo di risorse derivanti dalla lotta all’evasione. Per l'occupazione di suolo pubblico, ha poi spiegato Bellaroto, "bisognerà ridefinire la configurazione delle strade appartenenti alle categorie speciali". E ancora destinare una percentuale dell'addizionale comunale alla valorizzazione dei contesti urbani. 

Ricapitolando, come mettere mano al settore? Tutele dei negozi storici e delle attività a conduzione familiare con un intervento diretto del Comune su due fronti: detassazione e mediazione sui contratti di affitto. Riorganizzazione degli spazi commerciali, con freno alla diffusione dei grandi centri per lo shopping e trovando formule innovative per reinserire nel tessuto urbano le attività di qualità. Senza dimenticare l'occupazione di suolo pubblico nel centro storico, da ridefinire per quanto riguarda la "la configurazione delle strade appartenenti alle categorie speciali". 

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