Elezioni Roma 2016

Escluse le liste di Fassina: in Sinistra italiana clima da resa dei conti

Il candidato escluso convoca i suoi a Torpignattara. Volti scuri tra gli aspiranti consiglieri. Su facebook il malumore per i banali errori

Un colpo di scena che nessuno si aspettava. Le liste di Sinistra Italiana respinte dalla commissione elettorale, Stefano Fassina estromesso dalla competizione elettorale, la sola Garbatella rimasta come ultimo baluardo a sinistra del Pd. E' una tempesta quella che in una sola domenica spazza via Sinistra italiana dalla corsa per il Campidoglio. Un uragano che travolge quasi tutti, in primis Fassina, e che mette a serio rischio il futuro della Cosa rossa a sinistra del Pd. Mesi e mesi di chiacchiere, trattative, di esposizione mediatica, di faide interne, gettati alle ortiche da un passaggio burocratico tanto banale quanto delicato per la quantità di documenti da presentare. Errori banali, da dilettanti, difficili per tanti da mandar giù.

Il candidato sindaco ieri sera ha provato a compattare le truppe, invitando, durante una riunione convocata a Torpignattara, a continuare la campagna elettorale in attesa degli esiti del ricorso. Un'ala del suo partito, quella legata ai vecchi amministratori di Sel, scalzati dall'arrivo dell'ex ministro dell'Economia, è pronta alla resa dei conti. 

Ma cosa è successo? Sono essenzialmente tre gli errori, difficilmente sanabili e "perdonabili" dalla commissione elettorale. Per le liste comunali alcune firme erano prive della data di autenticazione. Questo le ha fatte invalidare ed il numero rimasto era insufficiente per rendere valida la presentazione. La lista civica invece aveva le firme in ordine, ma mancava della data sotto il timbro. Sarebbe bastato questo per trascinare fuori le liste municipali che però a loro volta sono state presentate con moduli non recanti il campo relativo alla legge Severino. Risultato? Non valide. L'unico a salvarsi è stato Catarci. Il presidente uscente dell'VIII municipio aveva infatti deciso di fare liste civiche con il suo nome e di presentarle con il suo avvocato. Ad oggi quindi lui con le sue liste sono l'ultimo baluardo della sinistra. 

Bocche cucite e umore nero tra i candidati, ma sui social qualcuno si lascia andare a commenti anche coloriti. E' un assessore dell'VIII municipio ad attaccare in maniera frontale Fassina e i suoi attraverso il suo profilo. Il messaggio però viene cancellato dopo un paio d'ore. 

L'ex capogruppo Peciola tace tutto il pomeriggio poi dal suo profilo facebook si rivolge ai suoi: "Di fronte all'idiozia a volte la passione può fare poco. Mi dispiace per chi ci crede, chi ci ha creduto, per chi non si arrende. A voi va il mio pensiero. Comunque vada, sempre nelle lotte mi troverete. Si riparte da Mompracem". Anna Maria Cesaretti, consigliera uscente: "Chi è causa del suo mal pianga se stesso del domani non vi è certezza... anche no! Ps.. occhio a Marchini". Evidenti, ancor prima che al giornalista agli amici dei due, i riferimenti al gruppo di Fassina. 

Oggi ospite a RadioRadio Massimiliano Smeriglio prova a spegnere le polemiche: "Spero che la situazione si possa sanare, c’è un ricorso. Credo in un paio di giorni avremo un quadro definitivo. Penso che sarebbe sbagliato non avere tutte le opportunità di espressione del voto in città, c’è un voto di sinistra, che può valere tra il 5 e l'8%, che non troverebbe sulla scheda la propria opportunità. Ci sono degli errori materiali che sono stati riscontrati, che spero si possano risanare con il ricorso. E’ importante trovare una soluzione perché sarebbe sbagliato non avere a Roma una sinistra come a Milano  non avere Fratelli d’Italia, solo per errori materiali. Ci sono 70/80 mila persone che ad oggi, secondo i sondaggi, non saprebbero cosa votare, come me ad esempio.  Io spero che siano errori risolvibili. La responsabilità che si è presa la commissione è una responsabilità importante e  dovrà essere motivata. Credo che in un paio di giorni la situazione sarà chiarita. La sensazione è che loro ci vanno pesanti e bisogna costruire un ricorso all’altezza di quelle contestazioni. Se mai alla fine del ricorso dovesse essere acclarato l'errore, io penso che noi, la Sinistra, dovrebbe chiedere scusa agli elettori per aver commesso l’errore e non fare congetture su complotti di natura strana". 

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