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Elezioni, dalla D'Urso confronto senza la Raggi. Lite tra Marchini e Meloni

Il "congresso del centrodestra" si consuma tra un "non sei a adatta a fare il sindaco" di Marchini e un "io non nascondo la macchina". La Raggi su facebook: "Ci vediamo martedì su Sky con regole certe"

La poltrona vuota della Raggi, la lite tra Meloni e Marchini e la battuta di Giachetti sul congresso del centrodestra in diretta da Barbara D'Urso. Sono questi i picchi del confronto a tre andato in onda domenica pomeriggio su Canale 5. Padrona di casa Barbara D'Urso che a fatica è riuscita a "dirigere il traffico" nel caos di battute, sproloqui, prese di posizione e attacchi personali. Alla fine, paradosso, ne esce vincitrice la grande assente Virginia Raggi. Poche le proposte per Roma, tanta la noia per un confronto/scontro assai poco producente. 

GIACHETTI CONTRO LA RAGGI - E' Giachetti ad imprimere l'affondo contro la Raggi: "La Raggi si sente forte e ogni giorno dice che vincerà le elezioni. Allora una forma di rispetto verso Roma e i romani, "credo sia quella di misurarsi e confrontarsi. Non si puo' scappare perennemente".

SE FOSSI SINDACO... - Si parte con il "se fossi sindaco". E la Meloni esordisce con l'intenzione di "combattere tutte le forme di abusivismo. Vorrei una città in cui si rispettano le regole". Marchini pensa ai disabili: "Molti sono senza assistenza. La prima cosa che faccio e dare a tutti l'assistenza. Io immagino una città solidale". E Giachetti spiega il suo slogan dicendo che " Roma merita di essere riproiettata nel mondo. Serve riorganizzare la macchina amministrativa per aggredire tutti i problemi. Serve potenziare i municipi, con poteri, competenze, soldi e personale". Qui Marchini lo interrompe e parla di una visione antiquata e da lì si trascende nel "non abbiamo le leggi", "ci dobbiamo muovere nell'alveo delle leggi" di Giachetti, nel "Roma non ha ancora lo status di Capitale" della Meloni. 

LO SCONTRO - Il momento più forte è lo scontro tra Meloni e Marchini. Comincia Marchini dicendo che la sua competitor "non è adatta a fare il sindaco in quanto politica e per Roma ci vuole qualcuno che abbia capacità gestionali più che politiche. Berlusconi ha coerentemente detto che Giorgia Meloni non è adatta perchè ha sempre fatto politica". Insorge la Meloni: "Voi uomini pensate di spiegare sempre a una donna quello che puo' fare. Io posso essere un ottimo sindaco, incinta e da mamma e se tu sai fare meglio i romani sceglieranno te. Ma non scegli ne tu ne i poteri forti che rappresenti". "Io cara Giorgia- risponde Marchini- ho dato lavoro a migliaia di famiglie, ho pagato lo stipendio a 3500 lavoratori a Roma". L'ultimo attacco è di Meloni: "La differenza fra me e te è che i romani sanno chi sono e io non nascondo la macchina che uso per andare a casa. Io non ti consento di sindacare sulla mia capacità o meno di governare la città. E' scorretto e anche stupido". Il terzo candidato, Roberto Giachetti interviene solo alla fine chiosando: "Abbiamo finito il congresso del centrodestra?". 

CASA - Sulla casa arriva qualche proposta concreta. Meloni: "Su ogni nuova lottizzazione bisogna destinare nuove case popolari a chi ha bisogno perchè così si evitano quartieri ghetti. Insomma, in ogni palazzo una casa deve essere riservata a famiglie in difficoltà". Non solo, Meloni ripete che "gli immobili di edilizia residenziale del Comune vanno venduti a riscatto, è l'unico modo per metterli a reddito e comprare nuove case popolari. Noi siamo impegnati per evitare sfratti di famiglie bisognose. Abbiamo lavorato per bloccare sgomberi". Ma è essenziale, conclude Meloni che "in futuro chi vuole costruire prima faccia opere di urbanizzazione". Marchini: "Oggi due miliardi di social housing che non vengono spesi. Bisogna mettere insieme domanda e offerta e mettere in vendità stock case invendute. Se non riconvertiamo l'edilizia non riparte occupazione".  

SGOMBERI - Giachetti invece si sofferma sugli sgomberi e afferma: "La strada che ha intrapreso Tronca va bene, ma non si puo' buttare tutto in caciara: ci sono emergenze sociali e chi occupa appartamenti sottraendoli a chi ne ha bisogno. La prima arma è il controllo e se non ce l'hai non puoi colpire. Comunque non possiamo trattare allo stesso modo la onlus che si occupa di Sla e il circolo politico dei Giubbonari. Dobbiamo reperire risorse per garantire a chi ha più bisogno".  Tanto è bastato però per provocare la replica di Marchini: "Io nutro grande simpatia umana per Roberto e penso sia una persona per bene pero' mentre noi parliamo il Pd deve 900 mila euro al Comune di Roma. E' il tuo partito: pagate sto conto! - poi rivolto alla Meloni - Anche tu, con tutto il rispetto . Voi dovete 160 mila euro per Corviale, mi dicono anche che c'e' una morosita' di 53 mila euro alla Garbatella. I partiti devono pagare, quando succede ai cittadini si ritrovano alla porta Equitalia".

LA RAGGI - A fine confronto appare la Raggi che sceglie facebook per rispondere alle accuse sulla sua assenza. "Per 20 anni i partiti hanno invaso tv fregandosene dei cittadini, discettando sul nulla e scandendo false promesse, mai mantenute", esordisce dal suo profilo. "Roma in particolare è stata ostaggio di tutto questo, ecco perché in questa campagna ho invitato gli altri candidati a confrontarci tra la gente, in piazza, confronti di fronte ai quali loro però si sono sempre sottratti. Quando c'è da parlare ai cittadini non ci sono mai, ma guai a perdersi un talk show per sparare qualche slogan qua e là. E io, sia chiaro, vicino a questi signori non mi ci siedo". La candidata pentastellata da appuntamento a martedì: "Come unico confronto prima del voto ho scelto quello di Sky, sui temi, con regole chiare. Perché è di temi che bisogna parlare. Ci vediamo il 31 maggio, cari trasformisti dell'ultima ora".
 

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