Comunali, ecco le proposte dei candidati sulla sicurezza

"Criminalità organizzata. Anche se non è un argomento di diretta competenza comunale si è fatto un'idea di quanto sia presente a Roma?". Leggi le risposte degli sfidanti in corsa per il Campidoglio

A pochi giorni dall'apertura delle urne, il tema della sicurezza ha infuocato la campagna elettorale. La battaglia è sui numeri, anche se il tentativo dei candidati è quello di parlare alla pancia delle persone. Del resto fu proprio la sicurezza il cavallo di battaglia vincente della campagna elettorale di cinque anni fa del sindaco Alemanno. Oltre al tema della sicurezza, negli ultimi anni le inchieste giudiziarie hanno sollevato anche il problema delle infiltrazioni mafiose nella Capitale. Ai candidati a sindaco abbiamo posto questa domanda: “Criminalità organizzata. Anche se non è un argomento di diretta competenza comunale si è fatto un'idea di quanto sia presente a Roma?”. Di seguito riportiamo le risposte che ci sono state date dai diversi sfidanti in corsa per il Campidoglio.

Alessandro Bianchi – Candidato sindaco per la lista Progetto Roma

I rapporti del Ministero dell’Interno su questo fenomeno sono impressionanti. La penetrazione è particolarmente pesante nel settore immobiliare e in quello commerciale. L’azione del Comune deve essere di stretto affiancamento delle strutture statali preposte. LEGGI TUTTA L'INTERVISTA

Sandro Medici – Candidato sindaco per la lista Repubblica Romana

Ce lo stanno raccontando le inchieste giudiziarie. Soprende l'insistenza del sindaco su temi come la legalità e la sicurezza se poi non si è accorto di queste pericolosa infiltrazione. È vero che non è di diretta competenza dell'amministrazione ma quest'ultima può prendere delle iniziative utili come progetti di sensibilizzazione. Per esempio nelle periferie dove in questi ultimi anni sono proliferate le 'bische'. LEGGI TUTTA L'INTERVISTA

Gianni Alemanno – Candidato sindaco per il centrodestra

In questi cinque anni abbiamo affrontato questa sfida su un duplice fronte: quello della pubblica sicurezza, operando in sinergia con il Ministero dell’Interno, la Prefettura e le diverse forze di polizia, e quello della sicurezza urbana, intensificando gli sforzi per rendere Roma una città più pulita e più ordinata. I due Patti per Roma Sicura del 2008 e del 2011 ci hanno consentito di “recuperare” ben 790 agenti delle forze dell’Ordine, prontamente ricollocati sul “territorio”. Questo lavoro ha dato un importante contributo nelle tante operazioni contro la criminalità organizzata, con arresti e sequestri di beni. Il risultato complessivo di questo sforzo, dal 2008 a oggi, è stato un calo dei reati del 14%. Oggi Roma non è soltanto più sicura di Milano, ma lo è persino più di grandi metropoli americane, dove le Amministrazioni hanno maggiori poteri esecutivi della nostre. LEGGI TUTTA L'INTERVISTA

Ignazio Marino – Candidato sindaco per la coalizione di centrosinistra

I livelli sono allarmanti e bisogna tenere alta l’attenzione. Gli ultimi fatti di cronaca accaduti sul litorale ci fanno capire quanto le organizzazioni criminali siano radicate a Roma. Le parole del Procuratore Capo Giuseppe Pignatone, durante il suo discorso di insediamento, sono un monito per tutti. Per migliorare il controllo e la presenza sul territorio vogliamo attuare un riordino dei presidi fissi e dei commissariati. Ogni anno lo Stato spende per gli affitti degli immobili 14,5 milioni di euro, io voglio adoperare, attraverso un accordo con il Ministero degli Interni, alcuni spazi comunali inutilizzati. Un’operazione che consentirebbe un risparmio di 80 milioni di euro in 5 anni, reinvestibili sulla sicurezza. LEGGI TUTTA L'INTERVISTA

Alfio Marchini – Candidato sindaco per la Lista civica Alfio Marchini sindaco

In un clima nel quale vige la legge del più furbo e di quello "più ammanicato", la mafia trova il terreno fertile per crescere e proliferare specie in un clima di crisi economica e finanziaria. Bisogna ridare ossigeno alle famiglie e alle imprese e ripristinare un clima di legalità diffusa. LEGGI TUTTA L'INTERVISTA

Marcello De Vito – Candidato sindaco del Movimento Cinque Stelle

La sicurezza è stato un tema alla base della precedente campagna elettorale e da questo punto di vista il governo di Alemanno è stato un vero e proprio fallimento. Roma nel 2011 è stata la capitale degli omicidi e nel 2013 non è molto lontano. L'amministrazione si può impegnare per garantire una maggiore trasparenza negli appalti con un'immediata nomina di un responsabile alla prevenzione della corruzione come previsto dalla legge 290 del 2012. Bisogna inoltre lavorare sul corpo della polizia municipale che attualmente è sottodimensionato passando dai 6500 agenti di oggi agli 8500 che servirebbero. Oltre a questo la polizia municipale è anche sotto equipaggiata e, come se non bastasse, è stata privata dell'equo indennizzo tolto dal governo Monti e sostenuto da Pd e Pdl. Noi puntiamo a realizzare un centro unico operativo delle varie forze di polizia. LEGGI TUTTA L'INTERVISTA

GLI ALTRI CANDIDATI

La sicurezza si sa figura tra i punti 'caldi' della campagna elettorale e tutti i candidati ne fanno menzione nei programmi di governo. Per Matteo Corsini, di Italia Risorge, è fondamentale aumentare gli organici di Polizia Municipale, riattivare gli uffici di investigazione i cosiddetti Ulisse, e implementare la formazione e le dotazioni utili e necessarie per effettuare attività di controllo sul territorio. Polizia Municipale da dotare di equipaggiamento antiguerriglia urbana.

Più scettico su una reale possibilità di intervento è Alfonso Marra (Partito di azione per lo sviluppo) che, per quanto garantisca di fare il possibile per migliorare il livello di sicurezza in città, punta il dito contro “le istituzioni incarnazione del signoraggio, ‘elite’ di quella criminalità di cui vorrebbero combattere i soli stadi popolari”.

Per Armando Mantuano, della lista Militia Christi, è necessario incrementare vigilanza e sicurezza prevedendo una collaborazione tra strutture istituzionali e "Volontari della solidarietà", soprattutto nel primo soccorso agli indigenti. Il programma individua i cosiddetti “punti a rischio” dal centro alla periferia, da Campo de’ Fiori a Tor Bella Monaca.

Fabrizio Verduchi  invece, candidato di Italia Cristiana, propone un'azione di contrasto alla nascita di baraccopoli nelle aree verdi, anche in zone semicentrali, che, a detta del candidato andrebbero a costituire punti di aggregazione per un bacino sotterraneo di criminalità.

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