Comunali, Prestipino (Pd): "Primarie spalancate per un candidato forte"

L'ex assessore al Turismo della Provincia di Roma commenta le elezioni e prova a tracciare il quadro verso le comunali

I dati delle elezioni regionali vicino a quelli delle politiche nel Lazio raccontano che il candidato 'forte' Nicola Zingaretti è riuscito ad arginare un Movimento 5 Stelle che nel Lazio, e a Roma, ha dimostrato di essere all'altezza di sfidare i tradizionali partiti di centrodestra e centrosinistra. Il Pd per il Campidoglio ha un candidato altrattanto forte? Per un commento post-voto, Romatoday ha intervistato Patrizia Prestipino ex assessore al Turismo alla Provincia di Roma presieduta da Zingaretti, candidata alle primarie del centrosinistra al Campidoglio.

Alle elezioni regionali il centrosinistra guidato da Nicola Zingaretti ha ottenuto una vittoria schiacciante. Come commenta questo risultato?

Zingaretti era un candidato autorevole che aveva già potuto dare prova di buona amministrazione. Una candidatura forte che non ha lasciato scampo nè al centrodestra di Storace nè al Movimento 5 Stelle. E di questo sono felicissima. Da cittadina, elettrice e dirigente del Pd però mi preoccupa il quadro complicato che abbiamo davanti nel Lazio, soprattutto a Roma. Tantissima gente nel Lazio ha preferito il voto disgiunto votando Zingaretti alla regione ma Grillo alla Camera.

Se analizziamo i dati, infatti, vediamo che un candidato come Zingaretti è riuscito ad arginare l'avanzata del Movimento 5 Stelle che nel Lazio al Parlamento è andato oltre il 25 per cento dei voti. In vista delle comunali, il Pd romano ha un candidato altrettanto 'forte'?

Nella circoscrizione Lazio 1 il movimento di Grillo si è attestato a un soffio dal Pd. Questo non possiamo non prenderlo in considerazione. Ora dobbiamo non aprire ma spalancare le primarie. A Roma, l'unico modo per poter competere con il Movimento 5 Stelle è avviare un confronto totale con i cittadini sul candidato. Abbiamo bisogno di una figura nuova che non rappresenti il solito apparato logoro. Un candidato che ridia speranza a questa città, che conosca l'amministrazione, che sia in grado di unire e non di dividere. Il profilo dovrà uscire dalle primarie.

Non crede sia possibile che questa necessità di una figura forte porti alla designazione di un candidato 'dall'alto'?

Non credo. Ce l'abbiamo noi un candidato come Zingaretti a Roma?

Le rigiro la domanda.

Zingaretti era un candidato con la 'c' maiuscola, a Roma le primarie sono l'unica strada. E poi non ci dobbiamo dimenticare che per il Campidoglio c'è un sistema elettorale diverso. A Roma c'è la possibilità del ballottaggio: chi ci dice che tra il Pd e Grillo a un eventuale ballottaggio gli elettori di centrodestra non decidano votare per il 'grillino'? Potrebbe ripetersi quanto accaduto a Parma. Per questo il Pd deve stare attentissimo e non sbagliare nemmeno una mossa. Se sono felicissima per Zingaretti, sotto altri punti di vista c'è poco da esultare.

Sta facendo autocritica?

Il Pd romano la dovrebbe fare. In provincia di Roma il movimento di Grillo ci è stato con il fiato sul collo. Altre le abbiamo proprio perse. Per questo dobbiamo aprire le primare, non come accaduto con quelle nazionali dove Renzi è stato battuto dall'apparato di partito. Devono essere i cittadini a scegliere il proprio candidato.

Il Movimento 5 Stelle verso il Campidoglio fa paura?

Più che paura è un dato oggettivo. In comune si rischia il ballottaggio e non vorrei che si ripeta la sorpresa del 2008 quando Rutelli era in vantaggio ma alla fine ha vinto Alemanno. Oggi Alemanno, dopo cinque anni di un governo disastroso, non fa più paura. Ma lo stesso rischio lo corriamo con il Movimento 5 Stelle. Se non candidamo una persona nuova ma autorevole rischiamo che i cittadini scelgano la novità. E oggi la novità si chiama Beppe Grillo.

Goffredo Bettini ha diffuso una lettera molto critica nei confronti del Pd dove si esprime la necessità di ristabilire un rapporto più stretto con gli elettori. E' d'accordo? Come si ristabilisce questa relazione?

Per quel che mi riguarda, per la presentazione della mia candidatura alle primarie del centrosinistra per il sindaco di Roma ho portato 6000 firme raccolte nei territori, nelle piazze, nei mercati dove la gente offende i partiti e ti dice in faccia che non vuole votare la 'vecchia' politica. Ho parlato con quei cittadini e credo di aver instaurato con l'elettore quel tipo di rapporto cui alludeva Bettini. In quanto al mio partito Bettini ha ragione. Il Partito Democratico negli ultimi anni ha perso questa capacità di relazionarsi con i cittadini. Per questo il candidato ideale al Campidoglio è un candidato 'di piazza'.   

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