Comunali, Marino a Repubblica Tv: "Dopo il Campidoglio torno a fare il chirurgo"

Il candidato sindaco per il centrosinistra ha parlato alla web tv del quotidiano. "Il politico non è un mestiere da fare per tutta la vita"

Rimpiange (“a volte”) la professione di chirurgo ma è sempre più proiettato sulla poltrona più alta del Campidoglio. Ignazio Marino, candidato sindaco per la coalizione di centrosinistra rispondendo alle domande di Repubblica Tv ha affermato: “Dopo l'esperienza di sindaco lascerò la politica”. Elezione permettendo, si intende. Poi il candidato democratico si è soffermato su Roma senza mancare di rispondere a qualche domanda di caratura nazionale. “Legare i contratti e i salari dei manager ai risultati ottenuti” una delle proposte in campo. Al Quirinale? “Prima Rodotà poi Prodi”.

Chirurgo prestato alla politica, Marino, non si vede politico per tutta la vita. “Il politico non è un mestiere da svolgere per tutta la vita” confessa. “Per questo ci tenevo a chiudere con un ruolo amministrativo, con il fare. Cosa c'è di più coinvolgente, esaltante ed esposto del sindaco di una grande città?”. Per questo ha spiegato che l'esperienza del Campidoglio per lui, qualora si realizzasse, sarebbe l'ultima. Poi ha specificato: “Sono completamente concentrato su Roma” spiegando che 'al caminetto' del Pd non sono neanche stato invitato.

“L'aspetto che differenzia di più il mestiere che ho fatto per tanto tempo da quello del politico è che il chirurgo individua i problemi e di solito la soluzione si realizza in un tempo breve. La politica mi ha costretto in molti casi ad un esercizio di pazienza” ha commentato.

Poi la polemica con la decisione di Alemanno sulla riduzione dell'Imu. Marino non è d'accordo con la scelta di legare la proporzionalità dell'Imu sulla base della rendita catastale”. Secondo Marino, l'Imu va legata piuttosto alla “reale capacità contributiva” della persona. Ecco un esempio avanzato dal candidato: “Una vedova di 70 anni che vive in un appartamento di 120 metri quadrati al centro di Roma, dove la rendita catastale è molto più elevata di altre città ma ha come fonte di reddito solo una pensione di 800 euro rischia di arrivare alla soglia di povertà”.

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Marino si è espresso anche sui salari dei manager delle municipalizzate: “Li legherei hai risultati ottenuti” ha spiegato. Inoltre, la selezione dei dirigenti, deve avvenire sulla base del merito: “Al vertice di Ama ci deve essere uno specialista del tema rifiuti. Così vale anche per Atac''.

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