Maria Ioannilli (Lista Marchini), Rifiuti: Roma “discarica a cielo aperto”

Roma in pericolo: la città non dispone né di mezzi né di fondi per smaltire il sovraccarico di rifiuti. Le proposte del candidato Maria Ioannilli della Lista Marchini.

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di RomaToday

Secondo il Comune di Roma, nel 2011 nella nostra città sono state prodotte 1.800.000 tonnellate di rifiuti. Il 25% di questi rifiuti (circa 450.000 tonnellate) sono stati raccolti in maniera differenziata. Chi produce questi rifiuti sono circa 1.170.000 utenti domestici, pari a 2.800.000 persone, e circa 145.000 utenti non domestici, quali uffici, negozi, ospedali ecc. Tuttavia il Comune non dice quanti siano i turisti e la popolazione occasionale che ogni giorno contribuisce a produrre rifiuti a Roma.

Circa il 25 % della popolazione è servita con 5 diversi sistemi di raccolta differenziata dei rifiuti da imballaggi, e i cittadini serviti con il porta a porta sono passati, dal 2008 al 2011, da 30.000 a 700.000. Nello stesso periodo, però, i costi di del servizio sono aumentati di più del 50% e nel solo 2011 le tariffe applicate agli utenti serviti sono aumentate del 6-7%. In ogni caso, la resa, in termini di riciclo, dei materiali raccolti in maniera differenziata, è molto bassa perché questi materiali, in particolare quelli raccolti nei cassonetti multi materiali, sono molto sporchi.

Maria Ioannilli, Professore aggregato presso la Facoltà di Ingegneria dell'Università di Roma "Tor Vergata", candidata al Consiglio Comunale di Roma per la lista di Alfio Marchini, approfondisce la questione: "Roma soffre di una carenza cronica di impianti per quanto concerne sia il trattamento delle raccolte differenziate che di quelle indifferenziate. Quello della gestione dei rifiuti è un sistema fallimentare: procedendo in questo modo Roma è destinata a diventare una grandissima discarica a cielo aperto. Non abbiamo impianti per il compostaggio della frazione umida del rifiuto urbano, e per questo ricorriamo ad impianti fuori Regione, abbiamo due soli impianti di trattamento meccanico biologico delle raccolte indifferenziate, non abbiamo impianti per l'incenerimento dei rifiuti. Ricordando che Roma è oggetto di due procedure di infrazione per l'eccessivo ricorso alla discarica di Malagrotta, non possiamo più utilizzare le discariche. Anche se a dicembre 2012 è stata autorizzata, alla società CO.LA.RI, proprietaria di Malagrotta, la realizzazione di una nuova discarica per rifiuti speciali non pericolosi in località Monti dell'Ortaccio. Insomma, una situazione praticamente esplosiva".

Il compito che il Comune di Roma ha assunto è quello di portare la percentuale di raccolta differenziata al 50% nel triennio 2012 - 2015, adottando, secondo quanto previsto dal Piano regionale dei Rifiuti del Lazio, una modalità estesa di raccolta porta a porta monomateriale. "Ipotesi folle - prosegue il candidato - che non prende in considerazione che, solo per servire gli utenti domestici, avremmo bisogno di 580.000 raccoglitori domiciliari (uno per ogni frazione), 189.701.078 sacchi compostabili per anno per la frazione organica, 63.233.693 per anno per la raccolta di plastica/metalli. Inoltre dovremmo dismettere 50.847 contenitori stradali e sostituirli con circa 20.000 campane stradali per la raccolta del vetro. E la raccolta porta a porta costa in media più del doppio della stradale, ed è molto poco efficiente dal punto di vista ambientale. Ma la follia più grande è non tener conto che a Roma una parte molto importante dei rifiuti (35% - 40%) proviene da raccolte non domestiche, le cosiddette "utenze assimilate", e che questi rifiuti, in massima parte, finiscono nelle raccolte indifferenziate pur essendo più facilmente intercettabili ed in generale migliori dal punto di vista qualitativo. Ed ancora più ingenerale, è folle continuare a perseguire un modello secondo il quale prima trasformiamo i nostri scarti in rifiuti e spendiamo ingenti risorse economiche per farli raccogliere, e poi spendiamo enormi risorse economiche per cercare di ri-trasformare i rifiuti in materiali. Il tutto con risultati praticamente nulli"

Le proposte del candidato sono semplici: 1) trasformiamo i nostri scarti in materiali invece che in rifiuti e permettiamo ai cittadini di "venderli" all'interno di filiere brevi del riciclo, ricevendone anche benefici dal punto di vista tariffario. Esiste una legge che ce lo permette (DL 201/2011) ma pare si faccia difficoltà a toccare il grande business della gestione degli imballaggi; 2) favoriamo la gestione consortile di specifiche frazioni di materiali riciclabili da parte dei piccoli utenti non domestici "assimilati", a cui corrispondere per questo uno sconto tariffario; 3) puntiamo ad intercettare i materiali prodotti dalle grandi utenze non domestiche "assimilate" (ministeri, ospedali, grandi uffici pubblici e privati etc.), qualitativamente migliori e più facilmente raccoglibili; 4) favoriamo il compostaggio condominiale permettendo che il compost prodotto venga gestito in modo economico all'interno della filiera dei compostatori. Se volete saperne di più troverete dei documenti piuttosto analitici su www.mariaioannilli.it, pagina "rifiuti".

Maria Ioannilli, in virtù della doppia preferenza di genere, sostiene la candidatura di Marco Rapisarda:

Roma è la mia città da 38 anni. Qui sono nato e cresciuto. Qui ho imparato a camminare, parlare e andare in bicicletta. Qui ho frequentato tutte le scuole, dall'asilo all'Università. Qui ho iniziato ad affacciarmi al mondo del lavoro e dell'imprenditoria, dapprima collaborando per un decennio con Arciragazzi Roma Onlus, e poi aprendo il mio primo Asilo Nido privato nel Municipio Roma I, ed un secondo nel Municipio Roma XIX. Qui sto lavorando per costruire la mia famiglia e il futuro di quelli che saranno i miei figli. Roma, in poche parole, mi ha dato tanto, per non dire tutto. Oggi voglio restituirle con il mio impegno quello che di "molto bello ho ricevuto". La mia più grande passione è quella di "appassionarmi alle sfide": ho deciso così di dedicare il mio "tempo libero" alla Città che ho a cuore e di porre la mia esperienza al servizio del "bene comune", cercando di condividere idee e progetti con la gente comune, le persone che non hanno voce, le mamme e i papà, di questa Roma che amo.

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