Marco Reggio candidato consigliere per il PD al Comune di Roma

La scheda biografica di Marco Reggio che sostiene la corsa di Ignazio Marino al Comune di Roma

marco_reggio-2Sono nato a Roma nel 1959 e vivo a Roma da sempre. Sono laureato in giurisprudenza, sono giornalista, ho lavorato in diverse testate  (Radiovaticana, Conquiste del Lavoro/Cisl, Rai Tre) occupandomi di problemi sociali e del lavoro. Ora svolgo la mia attività professionale nel campo della cooperazione di credito (Banche di Credito Cooperativo) per le quali a livello nazionale curo le relazioni stampa ed i rapporti istituzionali. Sono cattolico, sono sposato, ho una figlia.

I motivi che hanno spinto alla candidatura
I motivi che mi hanno spinto alla candidatura sono legati alla mancanza di futuro di questa città. Una città che, in questi anni di crisi e con una Giunta che non si è mostrata all’altezza dei problemi, si è impoverita economicamente, socialmente e culturalmente. Questa situazione è un terreno di coltura eccellente per populismi, demagogie, mancanza di fiducia nella politica e nella possibilità di cambiare pagina. Invece credo non ci sia più molto tempo per cambiare rotta e invertire il declino di Roma. Per questo mi sono candidato, cosa che non avrei mai pensato di fare fino a pochi mesi fa (non sono un politico di professione, non faccio parte dell’apparato, sono decisamente un volto nuovo, ma porto in dote anni di lavoro nell’associazionismo romano nelle zone in cui ho vissuto (Trionfale, Eur, Dragoncello/Acilia, Roma 70).
In secondo luogo Roma ha perso l’orgoglio di appartenenza. Ad una comunità che ha fatto la storia, che si è sempre distinta per solidarietà e partecipazione. Nel mio programma – che sintetizzo proprio nello slogan “Cultura, solidarietà, partecipazione” voglio mettere l’accento proprio sulla possibilità di ricucire dal basso i tre grandi “capitali” della nostra Capitale: capitale culturale, capitale sociale, capitale economico. Oggi fiaccati, sconnessi. Sacrificati sull’altare delle rendite di posizione o di potere. Tutte le proposte operative del mio programma, discendono da questo grande, fondamentale impegno progettuale.

 Tre proposte per il territorio
1.Affitto con diritto di riscatto per le giovani coppie. Grazie ad accordi tra banche locali e costruttori. I giovani possono accedere ad un appartamento nuovo vuoto pagando un affitto per tre/quattro anni (garantito dalla banca) al termine del quale avranno accesso al mutuo. Le rate pagate saranno scomputate dal finanziamento. Questa formula già funziona in altre parti d’Italia. Si può e si deve applicare nella nostra città per venire incontro al gravissimo tema della mancanza di alloggi (consentendo a molti giovani di mettere su famiglia e guardare al futuro con maggiore speranza).

2.Assistenza. Definizione di accordi sul territorio per nuovi piani di assistenza domiciliare integrata a favore delle persone socialmente esposte (malati cronici, anziani, ecc.). Questo è possibile grazie alle indicazioni di una legge (238 del 2000) sulla “sussidiarietà orizzontale”. Un progetto che metta insieme risorse pubbliche e private in logica sussidiaria (anche riqualificando personale oggi in cassa integrazione nei grandi poli sanitari romani: Policlinico Gemelli, Idi, San Raffaele, ecc.). Al tema dell’assistenza familiare si aggiunge la mia proposta di creare, dietro stretto controllo pubblico, la formazione di nidi condominiali o di quartiere, gestiti da cooperative sociali costituite nella maggioranza da giovani.

3.Progetto turistico/culturale integrato. Partendo da un portale turistico unico (oggi manca!) nel quale coordinare visite museali (con unico biglietto), prenotazione spettacoli, visite a siti archeologici, concerti, ecc. Dietro questo progetto possono nascere opportunità enormi per l’occupazione giovanile e non solo, anche in termini di innovazione (car e bike sharing su prenotazione, multimedialità, ecc.)

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Molto altro ci sarebbe da dire (rimando per questo al mio sito www.marcoreggio.it) . In estrema sintesi, per concludere, nella logica di ricucire i tre grandi capitali (culturale, sociale, economico) vorrei si cambiasse radicalmente approccio alla misurazione del “benessere” prodotto da questa città. Oggi erroneamente riservato solo al Prodotto Interno Lordo (PIL).
Di recente l’Istat ed il Cnel hanno presentato i 12 nuovi indicatori del Benessere Sociale (BES) che a mio avviso possono essere tradotti in proposte politiche ed essere, dietro costante monitoraggio, diventare una sorta di “riferimento” costante cui tendere, al fine di consentire a Roma ed ai suoi abitanti, di avere di essere felici di vivere in questa città, e di far nascere e crescere i propri figli.

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