Bittarelli: "Tassisti mai più con Alemanno. Io non lo rivoto neanche sotto tortura"

Il capo del 3570, la centrale radio più grande d'Europa, rilascia un'intervista al Corriere della Sera dichiarando di appoggiare il nuovo candidato Alfio Marchini

Nel 2008 garantì l'endorsement al sindaco Alemanno. Oggi, a fine legislatura, non lo voterebbe "neanche sotto tortura". Qualcosa è cambiato per Loreno Bittarelli, "Il Bitta" per gli amici, capo dei tassisti del 3570, che in un'intervista rilasciata a Fabrizio Peronaci del Corriere della Sera ha dichiarato apertamente di mollare il candidato pidiellino, non che sindaco uscente. Eppure quattro anni or sono l'appoggio era stato pieno, contro le false promesse delle giunte precedenti, prima Rutelli e poi Veltroni, "che con il rilascio delle famose duemila nuove licenze ci ha letteralmente ridotti alla fame". Con Alemanno tutto doveva migliorare. E invece tutto è precipitato.

Così il leader della centrale radio più grande d'Europa: "Le promesse erano bufale. Dopo tutto quello che gli ho dato, ho ricevuto solo calci in bocca. Si è reso prigioniero di alcuni personaggi che rappresentano l'espressione peggiore della categoria e ha fatto danni a ripetizione". Che danni? "Il numero unico, i totem informativi: progetti costosi e inutili, ideati dalla giunta Alemanno per far dispetto a me, mentre di corsie preferenziali e parcheggi, che avrebbero davvero facilitato i tassisti, neanche l'ombra".

E sarebbe da imputare ad Alemanno la cattiva fama che pesa sulla categoria. 'In barba' alla crisi infatti le auto bianche hanno ricevuto con una delibera dello scorso maggio un aumento del 20% sul tariffario. Nient'altro che un "adeguamento dei prezzi all'inflazione", per Bittarelli, che andava fatta "senza fare troppo casino" e senza bisogno di "inimicarci l’opinione pubblica in modo incredibile". Insomma, tanto va la gatta al lardo che alla fine si gioca i voti. O almeno, Alemanno quello di Bittarelli se l'è più che bruciato. E verosimilmente quello dell'intero comparto.

Il patron dei taxi romani vede piuttosto di buon occhio il candidato Alfio Marchini. Un cambio forte, specie se si guarda al colore politico dei due. Bittarelli, ex "anticomunista" che un tempo si riconosceva nella vecchia Dc e che poi "come il 90 per cento della categoria" -dichiarava all'Espresso- si è spostato a destra, "più per legittima difesa che per convinzione". Marchini, imprenditore di successo con un passato familiare vicino alle file del Pci. Particolare che il re dei tassinari sembrerebbe superare.

"Io non sono mai stato rosso, però neanche lui lo è: altrimenti avrebbe partecipato alle primarie del Pd. Alfio si è smarcato e corre da solo, vuole affrontare i problemi concreti". Lui invece, er Bittare', vuole sognare, ci vuole credere. E comunque, "sempre meglio che votare scheda bianca".

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