Domenica, 14 Luglio 2024
Elezioni Comunali 2013

Comunali, intervista a Santilli (Pd): "Roma è una città spenta. Bisogna cambiare tutto"

Gianluca Santilli, ex consigliere nel sesto municipio con diversi incarichi dentro al Pd romano, è candiato al comune nella lista del Pd

10 idee per cambiare Roma. Anzi. Per cambiare tutto. “La più importante? L'equità sociale”. Gianluca Santilli, 47 anni, ex consigliere municipale, nel Pd fin dalla sua costituzione, è candidato consigliere comunale nella lista del Pd.  A Romatoday ha raccontato il suo progetto per la Capitale.

Per sintetizzare i temi principali della sua campagna elettorale ha elencato le sue “10 idee per cambiare Roma”. Parola d'ordine: cambia tutto. Perché questa scelta?

Cambiatutto perché Roma è ormai una città spenta, non più all'altezza delle altre Capitali europee. Dobbiamo ripartire da quel poco che è rimasto del lavoro delle precedenti giunte di centrosinistra e cambiare tutto.

Quale tra questi punti è il più importante? Come mai ha deciso di mettere l'equità sociale in cima al decalogo?

Perché in questo momento di crisi è il più importante. Serve più welfare locale, bisogna ricostruire un intero tessuto sociale. Il punto è che senza solidarietà non si esce dalla crisi.

Dalla casa alla trasparenza dell'amministrazione pubblica passando per il turismo. Quale sarà il primo progetto su cui investire in caso di elezione?

Nei dieci punti di cui abbiamo parlato ho distinto i bisogni dalle esigenze delle persone. Nella prima categoria rientra il welfare, la casa, il lavoro. Poi dobbiamo lavorare alla realizzazione di esigenze come la cultura, il diritto allo studio, i diritti civili. Altre questioni che ho preso in considerazione sono la riqualificazione delle periferie, liberare il centro storico dalle auto, portare avanti un progetto serio per il cosiddetto waterfront del litorale. In tutto questo però vengono prima i bisogni delle persone.

Tra i punti elencati c'è anche la valorizzazione delle periferie. Quale progetto ha in mente?

A Roma ci sono centinaia di aree ed edifici abbandonati. Credo che la prima cosa da fare a riguardo sia capire quanti sono, anche dialogando con i territori. Il Comune di Roma deve intervenire su queste aree, riqualificarle e restituirle alla cittadinanza sotto forma di servizi. Penso per esempio a biblioteche, teatri, cinema, urban center. Questo è un modo semplice per uscire dal degrado. Provi ad immaginare se in ogni quartiere si venissero a creare dei centri di questo tipo. Si creerebbero delle vere e proprie centralità e la gente sarebbe anche disincentivata a concentrare tutte le sue attività nel centro. Con conseguente beneficio anche al traffico.

Lei ha partecipato a diverse iniziative a favore dello sviluppo della mobilità ciclabile. Crede che basti sviluppare le piste ciclabili per risolvere i problemi della mobilità romana? Quali progetti mettere in campo?

La bicicletta è un mezzo importante da incentivare ma non può risolvere il problema del traffico romano. Oltre a questo pensiamo alla diffusione di auto elettriche, il cui acquisto andrebbe favorito con sgravi sull'acquisto o per esempio con la possibilità di non pagare i bollo per due anni. In sintesi, bisogna rendere appetibile questo mezzo che oggi costa il 30 per cento in più rispetto alle auto tradizionali. Le idee sono tante: dal pool sharing al car sharing fino a pensare di organizzare gli orari della città per evitare che nelle fasce di punta il traffico sia congestionato.

Cosa intende dire?

Se la mattina tutti gli uffici aprono alle otto è normale che nelle due ore precedenti il traffico si congestioni. Diversificando gli orari di apertura degli uffici è possibile ridurre questo problema. Inoltre bisogna tenere presente che a Roma il traffico è endemico perché causato proprio dalle modalità con cui si è sviluppata la città. Realizzare le metropolitane costa troppo e crea dei problemi anche sotto il profilo dei ritrovamenti archeologici. Se non si può agire sottoterra si potrebbero elaborare dei progetti per agire 'sopra' la terra.

A quali progetti si riferisce?

A funivie e cabinovie. Dai treni a levitazione a quelli sui piloni, ci sono molte capitali nel mondo che usano questo sistema. Sono mezzi di trasporto veloci, ecosostenibili, che si potrebbero realizzare facilmente e senza i costi di una metropolitana.

Ha in mente un esempio di quale tratta potrebbe essere sviluppata con questo sistema?

Per esempio da Montemario a Casalotti o Trionfale. Sono progetti che esistono e che si possono realizzare.

Tra i progetti a cui ha prestato attenzione c'è anche quello del Waterfront di Ostia. Lei si è espresso più volte contro quanto avvenuto agli abitanti dell'Idroscalo.

Le case dell'Idroscalo sono lì da 50 anni. Sicuramente bisogna trovare una soluzione perché in parte sono abusive e si trovano in una zona a rischio idrogeologico. Ma niente dovrà permettere che si ripeta la deportazione di massa nei residence a cui abbiamo assistito con l'amministrazione Alemanno. Quelle case sono state distrutte davanti agli occhi dei bambini che hanno visto le loro cose stipate in un container. Uno shock. Una violenza a cui nessuno dovrebbe più assistere.

Manca ormai meno di una settimana alla chiusura della campagna elettorale. È soddisfatto del suo lavoro e di quello del Pd?
La campagna elettorale è andata molto bene anche se attorno al Pd si è venuta a creare molta confusione per gettare fango sul partito democratico e sulla coalizione. L'ultima trovata è quella di affermare che c'è un patto tra Marino e il candidato grillino De Vito. Un patto mai pensato lontanamente. Il tentativo è quello di disinformare e gettare discredito sugli altri sfidanti. Un atteggiamento che non mi piace. Preferirei si parlasse di quello che vogliono fare per la città. Non capisco perché ci si debba concentrare a parlare male degli avversari politici.

Al Pd oggi fa più paura il 'nuovo' Marchini o il Movimento 5 Stelle che alle ultime elezioni ha dimostrato di saper convincere una fetta consistente di elettorato?

Paura, nessuno. Ho rispetto sia per Marchini che per De Vito che ha già dimostrato di avere un forte consenso tra la popolazione. Consenso che credo avrà anche Alfio Marchini. Detto questo, se devo scegliere quale dei due candidati possa incutere più timore, direi quello grillino.

La possibilità di esprimere la doppia preferenza, una per un uomo e l'altra per una donna, ha portato diversi consiglieri a muoversi in coppia, le cosiddette biciclette. Secondo lei questo sistema servirà ad evitare quanto accaduto in regione dove le donne elette sono davvero poche? Lei con chi 'pedala'?

Paola Ilari. Ho fatto molta pubblicità a questa questione della doppia preferenza perché penso sia molto importante. Purtroppo non sono molti a fare lo stesso. Anche il Comune di Roma sul suo sito non ha informato adeguatamente i cittadini a riguardo. Ho diffuso diversi comunicati sul tema ma purtroppo ci si scontra su un muro di gomma.

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