rotate-mobile
Martedì, 11 Gennaio 2022
Elezioni Comunali 2013

David Sassoli: "Io non adatto? Lo diranno le primarie"

Sassoli si candida alle primarie del centrosinistra: "Immagino una coalizione allargata con Sel e Udc". Chi potrebbe farlo ritirare? "Il Ministro Riccardi"

L'annuncio pochi giorni fa: “Mi candido alle primarie per coinvolgere i cittadini e creare un vero programma di rilancio della città”. Così David Sassoli, europarlamentare del Partito democratico, si è candidato alle primarie del centrosinistra che, se vinte, lo porteranno alla battaglia per la poltrona di primo cittadino della città eterna.

Un programma in lavorazione, un ruolo interno al Partito Democratico che queste primarie potrebbero fortificare ulteriormente e tanti problemi da risolvere: ne abbiamo parlato con lui.

Come è maturata la volontà di candidarsi?
Non sono in cerca di lavoro, ma comprendo l'importanza delle elezioni romane interpretandole come una necessità per ridare Roma ai cittadini dopo l'esperienza negativa di Alemanno. Non si tratta solo di Roma, è una questione nazionale che coinvolge tutti quelli che hanno a cuore e amano Roma. Il mio obiettivo è far sì che questa città torni ad essere una capitale europea facendola uscire dal declino provinciale in cui l'ha gettata la destra. Per far questo c'è bisogno di una rinascita che avvenga assieme ai cittadini.

I cittadini potranno sceglierla con le primarie del centrosinistra che comprendono le diverse anime dello schieramento. Cosa si sente di rispondere a quelli che, nel suo partito, hanno dichiarato che lei sarebbe inadatto a guidare una città come Roma?
Non c'è bisogno di rispondere, saranno la primarie a dare la risposta. I cittadini sceglieranno selezionando il candidato che guiderà la coalizione.

A proposito di coalizione, come immagina la sua squadra di governo? Per chi ci sarà spazio in Campidoglio in caso di una sua elezione?
La mia coalizione sarà una coalizione larga. Sono convinto che il centrosinistra sia l'unica possibilità per far uscire Roma da questo declino.

La coalizione andrà da Sel all'Udc?
Sì, ci saranno anche loro, immagino una coalizione molto allargata per la mia squadra di governo. Quello che importa di più ora è togliere Roma dalle mani della destra. Per questo dobbiamo ratificare al più presto le regole per le primarie con i candidati della coalizione.

Tornando alle primarie, c'è una candidatura che in caso venga proposta potrebbe farla tornare sui suoi passi?
Quando sembrava concretizzarsi, avevo accolto con molto entusiamo l'ipotesi della candidatura del ministro Riccardi perché è un uomo che stimo molto per la sua levatura morale e per il lavoro che svolge. Per il resto tutto sarà affidato alle primarie, non c'è possibilità di sfuggire da questo strumento.


Facciamo un passo in avanti: se diventerà sindaco di Roma quali saranno i primi interventi  che porrà in atto?
Stiamo lavorando al programma. Apriremo un cantiere per lavorare con i cittadini, una “Fabbrica per Roma” perché è finito il tempo in cui la politica propone dall'alto.
Da fare c'è molto, innanzitutto si deve pensare al lavoro: Roma aveva una crescita del 7%, ora con Alemanno è una città in depressione, sono più i negozi che chiudono rispetto a quelli che aprono. Un altro problema fondamentale è il bilancio: è una questione che incide direttamente sui cittadini e dal punto di vista economico le previsioni per l'anno prossimo sono nere. Questa è l'eredità di Alemanno.
Inoltre, c'è da lavorare molto per rilanciare l'urbanistica e per rilanciare le periferie che io intendo come città vere e proprie. Non si deve commettere l'errore di lavorare solo sul centro, ma vorrei trattare ogni periferia come se fosse una singola città dotandola di tutto quello che gli serve.

Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

David Sassoli: "Io non adatto? Lo diranno le primarie"

RomaToday è in caricamento
M