Intervista ad Alfio Marchini: “Io corro per vincere, non sarò mai vice di nessuno”

Parla l'Ingegnere vero e proprio personaggio di queste elezioni. A RomaToday racconta i suoi progetti per Roma e le priorità. Sui sondaggi che lo vedono arrancare: "Credo ci saranno delle sorprese"

Il candidato sindaco Alfio Marchini, vero e proprio personaggio di queste elezioni 2013

Il lavoro come priorità, progetti chiari e tempi di realizzazione brevissimi per fisco ed emergenza casa. Il tutto con “un piede nei quartieri e lo sguardo verso il mondo”. Alfio Marchini spiega a RomaToday la Roma che ha in mente. Non si può però non toccare l'argomento caldo di questi giorni, l'accordo, o presunto tale, con Alemanno. Lui lo bolla “come una bufala, un'assurdità che neanche a Scherzi a Parte manderebbero in onda”.

Marchini però i sondaggi non la danno favorito per raggiungere il ballottaggio. Uno come lei, abituato a vincere, potrà accettare di essere un semplice consigliere comunale?
Starei attento a prendere troppo sul serio i sondaggi con il 78% dei romani che si rifiuta di rispondere. Credo ci saranno sorprese. Il mio poi è un progetto politico che ha un orizzonte ben oltre il 27 maggio prossimo. Questa è una tappa dove vincere vuol dire raccogliere un popolo e tutti insieme cominciare una marcia rivoluzionaria, tenendo ben salda la barra identitaria e progettuale.

Una marcia che ha però un obiettivo preciso, attuare un programma. In caso di ballottaggio, in nome di questo programma, se Alemanno le offrisse la poltrona di vice sindaco, lei accetterebbe?
Io corro per vincere e non sarò mai vice di nessuno.

Parliamo di programmi allora. Quali sono le priorità per Roma?
La più importante è il lavoro. È necessario rimettere in moto l'economia, alleggerire la  pressione fiscale con il criterio della progressività partendo dalle fasce più deboli: non solo per quel che riguarda l'IMU, ma anche una forte riduzione dell'addizionale IRPEF.

Quali le prime mosse da sindaco?
La prima cosa che farò sarà convocare tutte le banche che operano in città per "spingerle" a riprendere il loro compito primario: prestare soldi per rilanciare la piccola e media impresa e ridare ossigeno alle famiglie. Ho poi un progetto capace - in appena dodici mesi - di creare 2.500 posti di lavoro a tempo indeterminato, oltre l'indotto. Voglio realizzare impianti di cogenerazione nei condomini per la produzione di energia elettrica, tutta autofinanziata, che permetteranno alle famiglie un risparmio sulle bollette di 450 euro all'anno.

Qual è l'aspetto che mette al centro delle sue proposte?
I quartieri sono al centro della mia idea di governo. Ripartiamo da lì, delegando e coinvolgendo i cittadini che da sempre sentono il loro quartiere come casa. Ci dobbiamo fermare, mettere a sistema e riorganizzare gli asset e le unicità di questa magnifica città: un grande piano di manutenzione straordinaria da attuare subito. Dalla sistemazione dei marciapiedi e delle strade, alle scuole, ai centri anziani, all'ammodernamento di metro e mezzi pubblici fino alla riorganizzazione del trasporto anche all'interno dei quartieri, alla valorizzazione dei beni e delle attività culturali.

Tra il patto di stabilità, il commissariamento del debito e la situazione finanziaria delle municipalizzate capitoline il capitolo bilancio è un capitolo amaro. Si è fatto un'idea di come sono messe le casse comunali?
La mia è stata l'unica voce fuori dal coro tra tutti i miei competitor a chiedere al sindaco Alemanno di rendere pubblici, almeno a livello di Giunta, i dati del Bilancio di previsione 2013. A 5 mesi di distanza ancora aspetto. Il differenziale tra entrate e uscite fa spavento e ho chiesto più volte, prima che tutti promettessero -come stanno peraltro facendo- piani e progetti irrealizzabili, di fare una campagna basata su dati veri. Nonostante questo sono ottimista perché so come affrontare la situazione.

Dove e come trovare i soldi?
Roma è un brand fantastico nel mondo, capace di attirare anche investimenti privati in ogni settore. Poi si può e si deve risparmiare e ottimizzare la spesa, riorganizzare la governance e le funzioni delle aziende municipalizzate. Vogliamo una Pubblica Amministrazione che premi il merito e non l'appartenenza politica o la parentela e lavori per la sua missione primaria: il benessere dei cittadini. I soldi si trovano. Ma devono servire per gli investimenti e non per rincorrere la spesa corrente. Ho in mente due fondi ad hoc: uno per far sì che anche i nostri concittadini disabili e le loro famiglie possano vivere bene ed essere orgogliosi della loro città. L'altro, per mettere a sistema e valorizzare la vita culturale di Roma, anche in questo caso partendo dai quartieri e coinvolgendo direttamente i cittadini.
 
Su cosa puntare per migliorare la situazione della mobilità a Roma? Uno degli scogli 'pratici' contro cui ci si scontra su questo tema è la difficoltà di reperire i finanziamenti. Alla luce del fatto che il project financing in salsa romana non sembra aver funzionato, dove reperire le risorse?
Saranno i quartieri i centri vitali della nostra città attorno ai quali ridisegnare flussi e servizi. Non ci sarà mai nessun reale decentramento senza una mutazione dei flussi e viceversa. E' necessario potenziare servizi pubblici periferici e circolari. Ad esempio, piccoli bus elettrici, perché solo in centro?

Il problema della mobilità è legato anche a un'espansione incontrollata della città. Considerando che il settore edilizio, uno dei più fiorenti dell'economia romana, è in crisi e sta aspettando una leva per ripartire, quale progetto urbanistico propone per Roma?
E' proprio per questo che il mio schema di governo della città avrà, tra le sue peculiarità, la creazione di un'Authority per ambiente, paesaggio, beni culturali e agricoltura. Infatti, il modo migliore per tutelare per sempre il territorio è vincolarlo e utilizzarlo in modo produttivo. Se a questo si aggiunge la messa in rete, ad esempio, con la catena industriale della cogenerazione a biomasse, si creeranno nuove professionalità, posti di lavoro duraturi e una tutela e salvaguardia continua del territorio. A ciò, aggiungiamo la riconversione dell'industria edile finalizzata ad una grande manutenzione e riqualificazione della nostra città. Un’ epoca è finita: basta consumo ulteriore territorio.

Il commercio romano è uscito provato dalla crisi. Tra enormi centri commerciali e attività abusive come tutelare questa ricchezza?
Attraverso il blocco totale delle nuove edificazioni di grandi strutture commerciali e la valorizzazione di tutti i "centri commerciali naturali" per il rilancio del commercio di prossimità e il recupero dei servizi essenziali e dei mercati rionali.

Emergenza abitativa. Che misure prendere per risolvere questo problema che con la crisi si sta sempre più aggravando?
Ho detto che in sei mesi risolviamo il problema. Oggi ci sono le condizioni perfette: le banche sono divenute proprietarie di una gran quantità di immobili, frutto di crediti incagliati e, più in generale, di sofferenze debitorie. Famiglie e aziende non riescono a ottenere mutui né prestiti; i costruttori hanno il "magazzino" pieno e non hanno i finanziamenti necessari per finire le opere. I romani - di contro - non hanno i mezzi per comprare né per affittare. Per fortuna però oggi nel mondo c'è un eccesso di liquidità che rende zero e non aspetta altro che essere investita sul mattone a medio-lungo periodo. Le banche, dal canto loro, non vedono l'ora di deconsolidare i crediti e le imprese di tornare a lavorare. Solo in Italia, per fare un esempio, c'è un fondo della Cassa depositi e prestiti che ha due miliardi di euro per social housing e non riesce ad utilizzarli. Basta mettere domanda e offerta in contatto, in uno schema nel quale il Comune, agendo sulla leva fiscale, definisce criteri e regole del meccanismo. Si riuscirà così a riattivare un circolo virtuoso, garantendo alloggi adeguati alle fasce più deboli. Perché la casa è un diritto.

Cultura e turismo, come incentivarli?
La parola chiave per la cultura è diffusione: un modello diffuso risponde all’esigenza di rimuovere la spaccatura in due della città. Invece di eventi e siti accentrati, occorre "esplodere" ogni azione culturale in proiezione metropolitana: festival, rassegne, stagioni, mostre devono investire tutta la città, sfruttando le enormi potenzialità che Roma offre, con la valorizzazione di luoghi che possono far vivere ciascun romano come se fosse un abitante del centro storico. Il mio progetto parte dai quartieri: intendo creare in ogni quartiere un centro culturale, individuando e recuperando gli spazi anche in base anche alla morfologia delle diverse zone: vecchi cinema, teatri, magazzini, recuperi di spazi industriali, ramificati in tutti i quartieri. Mettere in rete i teatri. La cultura e le unicità di Roma vanno trasformate in valore. Non dimentichiamoci che la nostra Costituzione prevede che i Beni culturali debbano essere valorizzati a favore di tutti i cittadini. Cultura e turismo. Beni culturali e territorio.

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Si è fatto un'idea del livello di infiltrazione della criminalità organizzata in città? Che fare?
In un clima nel quale vige la legge del più furbo e di quello "più ammanicato", la mafia trova il terreno fertile per crescere e proliferare specie in un clima di crisi economica e finanziaria. Bisogna ridare ossigeno alle famiglie e alle imprese e ripristinare un clima di legalità diffusa.

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