Comunali, Croppi si ritira: "Valuteremo l'appoggio a una delle forze in campo"

L'ex assessore alla Cultura della prima giunta Alemanno abbandona la sua candidatura a sindaco di Roma. "Dopo una lunga riflessione abbiamo deciso di non depositare le firme"

Lascia la corsa verso il Campidoglio, ma non si ritira dalla politica. Umberto Croppi, ex assessore alla Cultura della prima giunta Alemanno, poi passato nelle fila di Fli con Fini, accantona la sua candidatura a sindaco. “Dopo una lunga riflessione svolta insieme ai miei collaboratori ho preso la decisione di non depositare le firme” ha comunicato in una nota. Una decisione nata da un “senso di responsabilità” per non “disperdere energie” che non implica necessariamente un ritiro dalla prossima competizione elettorale.

“Valuteremo nelle prossime ore l'opportunità di collaborare in forme dirette con una delle forze in campo in questa tornata elettorale”. Su chi sarà il prescelto non è stata sciolta ancora nessuna riserva. Anche se pochi giorni fa lo stesso Croppi aveva rilasciato dichiarazioni di apprezzamento verso il candidato democratico Ignazio Marino. Un'eventualità possibile, nonostante la caratterizzazione a sinistra della candidatura di Marino e il passato nella destra extraparlamentare della prima Repubblica di Umberto Croppi. “Basta scorrere i nomi del mio comitato per comprendere come non sia possibile una catalogazione dei miei elettori sull'asse destra-sinistra” ha risposto in un'intervista a Repubblica sollecitato proprio sul sui eventuale appoggio a Marino.

“Non è stata una decisione facile, soprattutto considerando le centinaia di amici che si sono impegnati per questo obiettivo” si legge nella nota. Niente “pura rappresentanza” o “spartizione della torta conquistando qualche seggio in consiglio comunale” scrive Croppi . “Avevo inteso il mio impegno come una possibilità di incidere in maniera determinante sulle sorti della nostra città”.

Sono state le condizioni che si sono venute a creare nel corso della campagna elettorale romana che gli hanno fatto cambiare idea. I tanti candidati, ma anche “l'oscuramento” della sua candidatura indipendente. “L’incerto esito del Movimento5 Stelle, le lacerazioni interne al Pd manifestatesi attraverso le primarie, la presenza per certi versi inquietante (per spazi di comunicazione concessi e quantità di risorse investite) di Alfio Marchini, sono elementi di cui non si può non tener conto”. A tutto questo “si aggiunga la constatazione che comitati territoriali o tematici, associazioni di base hanno a loro volta scelto la frammentazione”.

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