Dal primo luglio Roma fuori da Equitalia: Alemanno firma la delibera

La decisione è stata presa al termine di un referendum on-line indetto dal primo cittadino. Su oltre 33 mila votanti, l'88% si è espresso a favore

Basta Equitalia. Dal primo luglio sarà Roma Capitale a riscuotere le imposte dei cittadini romani. È questo l'esito di un referendum on-line vincolante, indetto il 24 aprile dal sindaco Gianni Alemanno che si è chiuso alla mezzanotte di ieri. Più dell'88% dei votanti, pari a 29.798, su un totale di 33.822, si è espresso favorevolmente alla gestione diretta da parte del Comune. Solo 4 mila (11,9%) hanno invece scelto la riscossione coatta dei tributi tramite una società individuata attraverso una gara a evidenza pubblica. “Non è una promessa elettorale” si è affrettato a specificare il sindaco Gianni Alemanno, “abbiamo approvato una delibera che dice stop a Equitalia dal primo luglio”

Dal primo luglio, quindi, subentra il Comune di Roma, o meglio il Dipartimento Risorse economiche. Questa gestione diretta, secondo quanto afferma Alemanno, “ha l'obiettivo di rendere flessibile e intelligente la riscossione: Equitalia è una macchina molto grossa e pesante, è come sparare con un cannone contro una mosca”.

Alemanno ha poi illustrato la 'filosofia' che caratterizzerà il nuovo modo di riscossione dei tributi. Non un metodo “oggettivo e inflessibile” dell'Agenzia delle Entrate ma uno “soggettivo” attraverso l'istituzione di un Comitato Etico che avrà il compito di valutare, caso per caso, le situazioni di contribuenti e imprese. A chi sarà oggettivamente impossibilitato a pagare, il Comitato potrà concedere la rateizzazione “anche sotto gli interessi consolidati” o la sospensione dei pagamenti. “Noi vogliamo essere duri e inflessibili con gli evasori volontari, ma estremamente comprensivi con le famiglie e le imprese che sono in difficoltà”, dichiara il sindaco.

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La notizia ha suscitato perplessità nel candidato sindaco del centrosinistra Ignazio Marino che ha interpretato l'azione di Alemanno come un modo per “ingraziarsi 'last minute' il voto dei romani, promettendo di tutto e di più senza spiegare dove poi recupererà i soldi” hanno commentato dal suo comitato elettorale. “Ma Ignazio Marino, che pure è stato in Parlamento, l'ha letta la legge di cui parla? È vero che il 30 giugno 2013 terminano le concessioni in favore di Equitalia per la riscossione dei tributi, ma da quel punto in poi per i Comuni si aprono due strade: o fare una gara per esternalizzare il servizio a società terze, tipo Equitalia, oppure internalizzarlo" ha ribattuto il sindaco.

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