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Elezioni Civitavecchia 2012 Civitavecchia

Pietro Tidei: "Per Civitavecchia rilancerò l'economia cittadina"

Pietro Tidei, deputato del Partito Democratico, scende in campo nella sua Civitavecchia per sfidare il sindaco Moscherini dopo aver stravinto le primarie. Dal 1994 al 2001 è già stato sindaco della sua città

Pietro Tidei, parlamentare del Partito Democratico, è il candidato del centro-sinistra di Civitavecchia. Dopo esser stato sindaco già dal 1994 al 2001 sfida il primo cittadino in carica Moscherini. Ha stravinto le primarie e a Romatoday ha descritto la sua idea di città e i suoi progetti per Civitavecchia.

Civitavecchia esce da cinque anni di amministrazione di centro-destra, quali sono stati i principali punti su cui si è concentrata l'azione dell'opposizione in consiglio comunale?

La mia opposizione come parlamentare del PD e quella del gruppo PD in consiglio comunale è stata a tutto campo perché l’attuale amministrazione si è rivelata la peggiore della storia della mia città. Non c’è stato tema su cui Sindaco e assessori non abbiano dato prova di scarsa trasparenza e scarsa competenza. I punti su cui abbiamo dato battaglia sono dunque tanti. Tra i principali posso annoverare la cementificazione selvaggia del territorio e la gestione personalistica dei sussidi e dei contributi per l’affitto alle famiglie in difficoltà. Poi la mortificazione del personale in favore di soggetti esterni al Comune, soggetti privi di reale professionalità. E ancora: l’assoluta assenza di politiche per lo sviluppo e l’occupazione da parte di un’amministrazione comunale che in cinque anni non ha creato un solo posto di lavoro - a parte qualche clientela. Lei pensi che non è stata fatta una sola domanda per ottenere fondi dall’Unione Europea. Infine, altri due temi su cui ci siamo impegnati sono stati il progressivo indebitamento del Comune, arrivato all’incredibile cifra di 150 milioni di euro, e la gestione clientelare delle aziende comunali, oggi sull’orlo del fallimento.

Lei ha vinto le primarie del centro-sinistra, pensa che questa prima investitura popolare possa essere un vantaggio verso la carica di sindaco?

Sul piano simbolico direi di sì perché l’investitura popolare dà una legittimità pienamente democratica in quanto proviene dal basso. Tenga poi conto che sul piano numerico le primarie di Civitavecchia sono state un evento di portata nazionale: hanno votato 8.118 cittadini, vale a dire un po' meno del 20% della dell’elettorato complessivo di Civitavecchia. Un risultato davvero impressionante.  Sul fronte opposto invece il sindaco uscente si è autocandidato. La prova sta nel fatto che il PdL è commissariato, il centrodestra è esploso disperdendosi in parecchie liste e la maggioranza che ha sostenuto per cinque anni il sindaco uscente non esiste più. Come vede a Civitavecchia oggi si scontrano due filosofie politiche opposte. Una, moderna e aperta, quella del centrosinistra, che chiama alla partecipazione la società civile; l’altra, chiusa e retriva, quella del centrodestra, che è frutto di oscure manovre di palazzo tra poteri più o meno identificabili.

Una tematica molto sentita per Civitavecchia è quella ambientale: quali i suoi punti nel programma elettorale e in modo particolare la gestione dei rifiuti?

Innanzitutto abbiamo un’emergenza da affrontare: la megadiscarica che dovrebbe raccogliere i rifiuti di Roma e che Alemanno, la Polverini e l’attuale sindaco di Civitavecchia intendono realizzare nel nostro territorio. A parole smentiscono perché siamo sotto elezioni. Ma in realtà stanno lavorando per questa soluzione come dimostra il protocollo d’intesa del 13 dicembre 2010 tra il sindaco di Roma e l’ex ministro alla difesa La Russa. Contro la megadiscarica a Santa Lucia noi ci opporremo con tutte le nostre forze chiamando a raccolta l’intera cittadinanza.
Per quanto riguarda il mio programma l’ambiente è una priorità insieme all’occupazione. Tra i miei obiettivi c’è la realizzazione del bosco Enel (40 ettari) come opera di compensazione per la centrale a carbone, l’elettrificazione della banchine portuali e il controllo delle emissioni della navi, la tutela della pineta della Frasca (unico tratto di costa ancora allo stato naturale), la realizzazione di una cintura urbana di verde, il potenziamento del depuratore e il ripristino della balneabilità su tutto il litorale. Inoltre, tutti i rifiuti dovranno essere ricondotti nel sistema del riciclo, mentre la raccolta differenziata porta a porta sarà estesa a tutti i quartieri anche attraverso l’attivazione del progetto “Più ricicli e più acquisti”. Un progetto in virtù del quale ai cittadini che porteranno i propri rifiuti differenziati in spazi appositamente attrezzati saranno dati dei buoni acquisto da spendere negli esercizi commerciali e artigianali.

Se dovesse mettere in evidenza tre punti del programma che più le stanno a cuore, cosa indicherebbe?

Creazione di posti di lavoro, difesa dell’ambiente e un nuovo sistema di Welfare a sostegno delle famiglie. Su quest’ultimo fronte l’obiettivo generale è la promozione della cittadinanza per tutti e la lotta all’esclusione sociale. Il nuovo modello è uno scenario costituito da servizi pubblici, cittadinanza attiva e privato sociale attribuendo valore al cittadino concepito come attore dotato di risorse e non solo come assistito. In concreto ciò significa, ad esempio, un “Polo integrato euromediterraneo per l’immigrazione” e l’attivazione di progetti in materia di disabilità, disagio giovanile, dipendenze. Per quanto concerne l’occupazione il mio programma prevede numerose iniziative. Alcune di queste sono la creazione della “Zona franca umanitaria”, ossia un luogo dove manipolare e confezionare merci e materiali destinati al soccorso di Paesi in emergenza. Poi, la realizzazione di un distretto industriale della meccanica e il rilancio dell’interporto favorendo l’arrivo di merci nel nostro scalo. Sviluppare il termalismo con progetti concreti e senza raccontare favole e intercettare i flussi di crocieristi che sbarcano a Civitavecchia sono altri obiettivi che raggiungerò per sviluppare l’economia di Civitavecchia e sconfiggere la disoccupazione.  

Qualora fosse eletto sindaco quali le priorità nei primi 100 giorni di amministrazione?

Riorganizzare la macchina comunale - letteralmente distrutta dall’attuale sindaco - orientandola a lavorare per obiettivi e per progetti. Poi, valorizzare le risorse interne all’amministrazione oggi umiliate ed emarginate da assessori incompetenti. Il primo obiettivo è dunque quello di rimettere in moto il Comune per realizzare i progetti che ho in mente. Contemporaneamente è necessario instaurare nuovi rapporti con l’Enel e definire con il colosso energetico il rispetto del protocollo d’intesa finora quasi integralmente disatteso. Uno dei punti da realizzare è il teleriscaldamento. Ossia il trasporto dell’acqua calda prodotta dalla centrale nelle case dei cittadini facendo così risparmiare una media di oltre 2mila euro l’anno a famiglia per la bolletta energetica. Infine, l’avvio dei lavori per la realizzazione della cintura verde intorno a Civitavecchia.

 

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